Murcielago presenta il nuovo singolo: Solo Dio Lo Sa

Murcielago

Murcielago presenta: Solo Dio Lo Sa. Un viaggio nell’underground fuori dal tempo.

Solo Dio Lo Sa: Murcielago e il ‘rappresentare’

Sud Sound System, Truceklan, Dogo Gang, TDS Empire e Mooncler. Non è un viaggio nel tempo, ma un rimando necessario. In qualche modo, Murcielago, produttore di origini pugliesi attualmente in Honiro, è riuscito ad unire tradizione e innovazione, in un pezzo che parla di strada – concetto trasversale che unisce generazioni differenti – col linguaggio della strada.

La posse track è l’elemento di resistenza dell’Hip Hop, nell’epoca nel quale la cultura svanisce in funzione dell’ego e dell’individualismo. In continuità col passato, verso un futuro incerto. Solo Dio lo sa

Nelle intenzioni, Murcielago ha già vinto: l’unione di generazioni e ‘lingue’ diverse in un’unica traccia, quasi un rievocare la spontaneità del cerchio di rime a nastro – passandosi di tutto -, travalica i confini della realtà contingente, arrivando a tutti.

La trasversalità di un certo suono si inscrive nel richiamo alla strada – percorso e stile di vita, quasi sempre scelta obbligata – che ‘parla di noi’ più di quanto non vorremmo. A ricordarci, in fondo, citando Esa, che è ancora inutile mirare alla Top Ten, se non sai cosa vuol dire ‘Rapresent’!

Nelle intenzioni, si è detto. Orbene, l’esecuzione finale mostra i limiti tipici di una posse. La spontaneità è qui l’arma a doppio taglio, in quanto la ‘logica interna’ si prostra davanti alla centralità delle singole strofe. Ognuno porta sé stesso e il proprio mondo. Quanto questo infici sul risultato finale giudicatelo voi.

L’intenzione, a nostro avviso, va comunque premiata.

Murcielago e gli altri

Con Solo Dio Lo sa, Murcielago rappresenta il più possibile tutta la penisola Underground. Stili diversi convergenti in un punto: l’attitudine. Diretti e semplici, sporchi perché reali, gli MC’s che si alternano al microfono sul beat coprono un ampio spazio temporale e spaziale.

Tra le strofe di Montenero e Chicoria – Milano e Roma – e quelle di Rico Mendossa e Mooncler – Torino e Napoli – c’è Terron Fabio – con il Salento e le origini del rap italiano, al quale si mischia, inevitabile, un pizzico di Bologna -.

Il rap italiano rappresentato nelle sue ‘Capitali’.