Anche noi abbiamo avuto paura con Ernia: Io Non Ho Paura – Recensione

Ernia io non ho paura recensione

Di questi tempi è davvero difficile non avere paura e questo disco di Ernia sembra essere, da una parte, di incoraggiamento a chi non si lascia intimorire ma, ancora di più, un conforto per chi invece ha e continua ad avere paura.

La paura genera diverse reazioni e, al tempo stesso, muta e si declina in mille sfaccettature: c’è chi ha paura del futuro, proprio o di chi gli sta attorno, chi, come molti, manifesta ansia per gli avvenimenti che nel più recente periodo hanno riguardato l’intero globo, e chi ha avuto paura di fare un figlio, di fare la scelta sbagliata, di ricominciare…

Io Non Ho Paura è il disco in cui le paure di tutte vengono comprese e trovano un appiglio.

Tutti hanno paura, Ernia pure…

Il disco si apre con l’incredibile voce di Marco Mengoni, l’unico feat. puramente pop, insieme a Gaia, che accompagna Ernia nell’exploit di Tutti Hanno Paura, dove le angosce più comuni di noi che abbiamo trascorso gli ultimi due anni tra pandemie e guerre, si concretizzano:

Il clima, il virus, la guerra fredda che si riscaldaStephen King in confronto ha scritto solo libri per l’infanzia

Ecoansia, un virus che ci ha portato a vivere situazioni deabilitanti e, per non farci mancare niente, anche una guerra alle porte dell’Europa; “Io Non Ho Paura è un modo per farsi forza” e, forse, dopo tutto questo, anche l’unica cosa che ci rimane.

BU! Quanto fa paura la musica fatta non per esigenza ma per i social? E raccontare storie non tue per vendere di più? E, ancora, quanto fanno paura i rapper che non vanno a tempo? A noi moltissimo ed Ernia, con un solo monosillabo, smonta tutte queste situazioni surreali e molte altre, che ormai popolano il panorama musicale italiano e non…

Queste prime due tracce risultano magistralmente scritte ed eseguite, oltre ad essere una tipologia di brani che speravamo fortemente di sentire da un artista del calibro di Ernia e che facevano presagire un’impronta tutta rap del disco anche se, sfortunatamente, questo presagio è stato quasi solo un abbaglio.

A chiusura di una parentesi impattante e capace di farti saltare in piedi al primo ascolto, infatti, fa seguito la traccia Bella Fregatura, brano molto distante dai primi due pezzi, in cui la paura prende la forma di un futuro di coppia in cui permane costantemente un’incertezza di fondo. Bella Fregatura, comunque, anche se parecchio cantata, non stona con la tematica del progetto e risulta ottimamente riuscita, grazie anche al prezioso contributo di Rose Villain nella stesura.

Diversamente, per quanto riguarda Qualcosa Che Manca in coppia con Rkomi, dobbiamo ammettere, ahinoi, che  risulta essere, almeno ad un parere soggettivo, l’unica nota davvero stonata, per di più a tinte indie/pop, in mezzo ad un prodotto con più di una premessa per diventare un cult.

C’è un prima e un dopo Buonanotte

Questo disco, che di tracce ne ha quattordici, si spacca completamente in due ben prima della sua metà: c’è un brano, difatti, che rompe ogni schema e rende quasi impossibile ascoltare impassibili quello che viene dopo; sì, stiamo parlando di Buonanotte.

Non per tutti la potenza di questo pezzo è venuta fuori al primo ascolto, ma una volta che si sviscerano tutte le sensazioni che Ernia ha provato e che ha messo in questo brano, poco importa il non essersi mai ritrovati in una situazione simile: si empatizza e lo si fa in maniera totalizzante.

Da un punto di vista puramente tecnico, però, viene da pensare: sarebbe stata ancora più di impatto e maggiormente in linea con lo stile di Ernia, se il ritornello fosse stato inserito solo alla fine senza interrompere il flusso di pensieri dell’artista? Non lo sapremo mai, ovviamente, ma ci è venuto spontaneo chiedercelo.

C’è, insomma, un prima e un dopo Buonanotte, che non necessita di alcun commento aggiuntivo e che si colloca tra l’azzeccatissima Cattive Intenzioni, con un Salmo in grande forma, e Weekend, perfetta per riprendersi dalla batosta che solo una canzone scritta sotto forma di lettera ad un figlio mai nato può darti.

Comunque ti ho sognato, ma non ti ho dato un volto preciso
Perché non ti ho conosciuto, giusto questo preciso
Eppure ti ho immaginato, eri bello nel mio pensiero
Qualcosa di leggero, libellule sul sentiero

Per Ernia non Bastava La Metà

Senti Così Stupidi e puoi dire solo “grazie Ernia per aver dato voce ai miei pensieri!” É senza dubbio questa la traccia protagonista della seconda metà del disco, nonché, a mani bassissime, una delle più riuscite dell’intero progetto.

Un brano necessario che mette in luce quella che è sempre stata un’attitudine dell’essere umano, ovvero quella di spettegolare, ma amplificata mille volte per via dei social network:

Hai sentito che qualcuno ha detto, che qualcuno ha deto
Che sa un fatto accaduto a un terzo, letto in un commento
E tu vuoi dire la tua, dire la tua, che guaio
Che i fatti della pentola li sa solo il cucchiaio

E, ancora, un attacco, neanche troppo velato, a chi sul web si spaccia per guru di qualsiasi cosa, ma, ancora di più, a chi si lascia abbindolare da soggetti decisamente dubbi che sperano che qualcuno abbocchi:

Il guru della finanza che insegna come investire
Ecco, se lui lo sapesse, non te lo verrebbe a dire
Stanne certo, il ricco vero si fa i cazzi suoi
E chi parla di soldi è chi in genere vuole i tuoi

Prima di questa cartella, però, troviamo Acqua Tonica, la freschissima traccia con Geolier che si presta ad essere una hit senza ombra di dubbio e che ha il potere di rimanerti in testa fin dal primo ascolto.

Il disco prosegue, poi, con Bastava La Metà, insieme alla già citata Gaia e con Guè, in cui viene fuori una sentita dedica alla città di Milano, che poteva certamente essere più clemente con i due rapper sulla traccia, ma che alla fine sono riusciti a “conquistare” nonostante le mille difficoltà e problematiche che una metropoli come quella meneghina può metterti davanti.

Fai dura la pеlle dei miei fratеlli
E a chi ce l’ha con noi, devi smussare le lame dei coltelli
Rendimi impenetrabile al giudizio
Sussurrami all’orecchio degli imboschi, fa che io veda ogni indizio
Dimmi ogni tuo racconto se son via
Perché temo di non farcela, però, se ce la faccio, sarai mia

Altro brano particolarmente degno di nota è Non Ho Sonno, seguita poi da Il Mio Nome e Rose e Fiori; queste ultime due tracce, anche se meno profonde da un punto di vista contenutistico, non si sono mostrate per questo meno valide o meno belle, ma hanno apportato valore al disco permettendo ad Ernia di uscire ulteriormente dalla sua comfort zone.

Chiude il disco, infine, L’impostore, pezzo indubbiamente scritto molto bene e che riesce egregiamente a far trasparire una condizione ormai piuttosto nota, ovvero La sindrome dell’impostore, ma che, a livello di sound, non rende quanto forse avrebbe dovuto e voluto.

La crescita di KING QT

Io Non Ho Paura: 44 minuti di rabbia, fotta e parentesi più leggere, per un disco (poco rap ma ben fatto), che siamo certi porterà Ernia ancora più in alto.

Un progetto in cui la tematica della paura, per come declinata e raccontata, vale il disco a prescindere dalle sonorità e che ha saputo mettere d’accordo tutti, un po’ come aveva fatto Gemelli a suo tempo, per via delle scelte artistiche di Matteo, sempre coerenti e ben calibrate, che questa volta lo hanno spinto a collaborare quasi esclusivamente con SIXPM.

A SIXPM, infatti, l’onere e l’onore di creare le basi adatte per il disco più adulto di Ernia, oltre che ad interpretare al meglio le volontà artistiche dell’artista, affiancato spesso da Junior K, che sappiamo aver spinto, tra le altre cose, per inserire nel progetto Buonanotte, avendo capito l’importanza del singolo per lo stesso rapper e l’esigenza di esprimersi anche attraverso un brano così intimo.

Insomma, Ernia ha avuto sicuramente modo di essere affiancato da due personalità, soprattutto a livello, umano, che sono riusciti a captare il suo volere e le scelte migliori per un disco come INHP.

Io Non Ho Paura è un disco fortemente adulto; KING QT è cresciuto e sappiamo già, avendo appreso della sua indole sempre focalizzata sul futuro, che starà già pensando alla prossima mossa.