Centochili, The Craft: quando la passione per l’hip hop diventa metodo

Centochili
Foto di @mattdena

Ci sono dischi che nascono così, tanto per, e altri che invece scelgono di costruirsi fuori dal tempo. The Craft dei Centochili appartiene chiaramente alla seconda categoria: un progetto che dimostra come la passione autentica per l’hip hop, se accompagnata da pazienza e dedizione, possa tradursi in un lavoro solido, coerente e soprattutto credibile.

Dieci anni di visione, senza scorciatoie: ecco The Craft del duo di producer Centochili

The Craft non è un disco nato per caso. È il risultato di un’idea rimasta in sospeso per oltre un decennio, rimessa in moto solo quando il duo ha deciso di trattarla per quello che meritava: un disco rap degno di essere chiamato tale. In un’epoca dominata dalla velocità, Centochili scelgono consapevolmente l’opposto, rifiutando la logica dell’uscita immediata per lavorare su un’identità sonora precisa.

La loro è una scuola hip hop che parte da lontano: dj set, graffiti, cultura street vissuta prima ancora che raccontata. Questo background si riflette in un suono che non rincorre trend ma affonda nelle radici boom bap, con una componente soul evidente e una cura quasi maniacale per il dettaglio.

La lavorazione del disco è stata lunga e complessa, non solo sul piano musicale ma anche su quello organizzativo. Coordinare una line-up così ampia di artisti, tra Stati Uniti ed Europa, richiede una visione chiara e una gestione che va oltre il semplice beatmaking.

Come ci hanno raccontato loro stessi:

È stato un processo lungo, sicuramente più di quanto ci aspettassimo all’inizio. Alcuni beat sono nati più di dieci anni fa, ma la vera lavorazione del disco è iniziata oltre un anno fa, quando abbiamo deciso di riprenderli in mano seriamente costruendoci sopra qualcosa di concreto.

E ancora, entrando nel merito delle difficoltà:

La parte più impegnativa non è stata solo quella musicale, ma anche organizzativa: gestire tanti artisti, incastrare tempi, lavorazioni, revisioni… è stato quasi un lavoro parallelo.

Parole che chiariscono bene un punto: The Craft è un disco costruito, non assemblato a caso o per seguire particolari logiche del mercato. La tentazione di pubblicare materiale in modo rapido c’è stata, ma è stata volutamente ignorata:

In tante occasioni ci siamo chiesti cosa fare, se uscire con qualche beat, lasciato nei nostri hard disk da anni ma alla fine ha prevalso l’attesa e la consapevolezza di voler uscire con un progetto concreto

È hip hop fatto col cuore

The Craft rappresenta un’idea di hip hop che passa dal tempo, dalla cura e da una visione condivisa. Ogni beat è pensato per durare, ogni incastro tra produzione e voce segue una direzione chiara.

Anche la selezione degli ospiti conferma questa impostazione. Nessuna ricerca del nome fine a sé stesso, ma un criterio che parte dall’ascolto e dalla connessione reale:

È stata molto naturale, non abbiamo mai fatto una selezione “strategica” basata sui numeri. Abbiamo scelto artisti che ascoltiamo davvero, con cui sentivamo una connessione reale a livello di suono e attitudine. Quando mandavamo i beat, ne pre-selezionavamo 2 o 3, per riuscire ad offrire una direzione artistica e musicale che si avvicinasse alle corde dell’artista e al nostro concetto per quella traccia specifica. Crediamo che il punto sia proprio questo, il fatto che gli artisti che hanno deciso di esser presenti nel disco abbiano creduto e capito subito la direzione del progetto e che di conseguenza abbiano accettato di partecipare è stato uno dei segnali più forti che stavamo andando nella direzione giusta.

Di seguito l’elenco incredibile di ospiti presenti all’interno del progetto: Afu-Ra, Heather Victoria, Eddie Kaine, Rasheed Chappell, SmooVth, REKS, Craig G, Illa Ghee, Verbz, Jouage , Takt,  Mattak, Jack the Smoker, Frank Siciliano, Amir Issaa, Zampa ed Egreen. Un biglietto da visita più che valido, con un mix di artisti da sempre legatissimi alla doppia h.

I featuring non sono riempitivi ma tasselli coerenti di un progetto più ampio. Non una compilation, ma un lavoro con una direzione precisa, capace di tenere insieme boom bap classico, anima soulful e momenti più conscious.

In un panorama spesso dominato dai trend, dagli stessi nomi triti e ritriti e dall’urgenza di uscire, The Craft si distingue proprio per la scelta opposta: curare e costruire. È hip hop fatto col cuore e a noi piace un botto.

Buon ascolto!