L’1 ottobre 2026 siamo stati all’Alcatraz di Milano per assistere al live di Dargen D’Amico. La data di casa, sarebbe dovuta essere una celebrazione della tournee estiva a completare le numerose date realizzate lungo tutto lo stivale per portare in giro Doppia Mozzarella, il suo ultimo disco. In realtà, data la concomitanza con il ventennale di Musica Senza Musicisti, la venue si è trasformata in una vera e propria celebrazione della musica degli esordi del cantaurap per eccellenza della scena italiana.
Musica Senza Musicisti: Dargen dopo 20 anni riesce ancora ad emozionare i suoi fan del giorno zero
Nel corso degli anni abbiamo visto tanti artisti cambiare rotta, cambiare genere e cambiare pubblico. Dargen D’Amico lo mettiamo ovviamente in questo elenco, eppure ha sempre dimostrato una certa attenzione nei confronti dei suoi fan degli esordi.
Dopo la sua uscita dalle Sacre Scuole, dopo un periodo di silenzio, nel 2006 Dargen emerge con Musica Senza Musicisti, un disco estremamente complesso e difficile a interpretare, sia come sound che come testi. Nello stesso anno in cui Fabri Fibra portava con Tradimento il rap nel mainstream, Dargen realizzava un prodotto talmente diverso da essere scarsamente apprezzato pure dalla scena rap, della quale era stato considerato un virtuoso nella fine del millennio. Successivamente JD si è ri-avvicinato alla scena, grazie a Di vizi di forma virtù, CD’ e soprattutto Vivere aiuta a non morire, nonostante il solitario Nostalgia istantanea.
All’inizio degli anni ’10, Dargen collaborava assiduamente con Fabri Fibra, Two Fingerz, Crookers, J-Ax e tanti altri artisti, che hanno fatto sì che il suo nome tornasse in auge. Ma JD sembra non aver mai apprezzato particolarmente la scena e proprio al momento di apice del successo, si è rintanato in sé stesso, realizzando i suoi dischi meno commerciabili come Variazioni, Ondagranda e Bir Tawil.
Quando ormai tutti lo davano per perso, Dargen con un colpo di reni ha dimostrato di avere ancora molto da dire nel mainstream grazie alle 3 partecipazioni Sanremesi. Con Dove Si Balla, Onda Alta e Ai Ai, è riuscito a conquistare un pubblico eterogeneo, radiofonico ed estremamente popolare.
In corrispondenza delle 3 uscite al festival, sono arrivati altrettanti dischi, che a differenza da quanto si poteva immaginare, non sono stati per nulla commerciali/commerciabili, bensì molto di nicchia, seppur molto distanti dalla concezione hip-hop degli esordi. Eppure le radici non si cancellano. Dargen nonostante il passare degli anni rimane legato all’ambiente di provenienza, quindi dopo 20 anni non rinnega il proprio passato ma lo celebra con un live esclusivo.
Musica Senza Musicisti 20 anni dopo
All’Alcatraz di Milano si è presentato come da prassi (come negli ultimi 4 anni) con la band al completo. Dopo l’intro per presentare i pezzi del nuovo disco, è rimasto solo sul palco con la sua loop station per rappare un po’ dei pezzi che ci hanno fatto innamorare della sua musica.
Di seguito la scaletta completa del live:
- Piove metallo
- Pianti grassi
- Ubriaco di te
- Ama noi
- La bambola
- L’ascensore
- Amo Milano
- Patatine
- Tempo critico
- Ricollocamento di un operaio
- Corallo e vespe
- No la 1 ma la 2
- Prima Fila Mississippi Remix
- La ruota
- L’amore è quell’intertempo
- Low cash
- Nchlinez
- Zucchero luminoso
- SMS alla madonna
- Dove si balla
- Non bevo non fumo
- Tecno tango
- Ai Ai
- La cassa spinge
- Malpensandoti
- Il giorno dell’armistizio
- Odio volare
- Onda alta
- Modigliani
Non sono intervenuti ospiti nel live. Solo Dargen e la sua musica.
Come raccontato dall’artista stesso, MSM non ha mai potuto beneficiale di una vera e propria tournee, quindi paradossalmente forse si è trattato di un esordio dal vivo per alcuni brani, in una modalità assolutamente impensabile ai tempi. Chi avrebbe mai pensato nel 2006 di poter sentire dal vivo Ricollocamento di un operaio vent’anni dopo?
Nonostante il modesto successo commerciale, Musica Senza Musicisti di Dargen D’Amico è diventato una vera e propria pietra miliare del rap italiano, condizionando e influenzando la scrittura di una marea di artisti, primo di tutti Tedua che ha ri-elaborato i pezzi di questo disco in diversi contesti.
Dopo quattro anni di over-esposizione tra Sanremo, live e apparizioni televisive, Dargen con questo live ha detto senza mezzi termini che si prenderà una pausa.
Dal nostro punto di vista, possiamo solo sperare che sia il più breve possibile perché la scena ha ancora bisogno di prendere ispirazione dai suoi spunti artistici.


