Jay-Z ha recentemente festeggiato 30 anni di carriera con tre serate sold out allo Yankee Stadium.
Con il progetto Jay-Z 30, il rapper newyorkese ha trasformato lo stadio in una celebrazione della sua carriera artistica con tre concerti dedicati a momenti fondamentali del suo percorso.
Jay-Z celebra 30 anni di carriera: i tre eventi allo Yankee Stadium
I tre show hanno raccontato l’evoluzione di un artista che ha attraversato diverse epoche dell’hip-hop. La serata finale, intitolata Extra Innings, è stata anche quella più complessa. Il concerto è iniziato con circa tre ore di ritardo a causa dei problemi agli ingressi dello stadio. Secondo quanto dichiarato dal sindaco di New York Zohran Mamdani, alcune persone senza biglietto avrebbero occupato le entrate, creando difficoltà per gli spettatori in possesso del biglietto.
Terza serata: Jay Z conclude la residency allo Yankee Stadium
Quando Jay-Z è arrivato sul palco, poco dopo la mezzanotte, ha parlato direttamente al pubblico prima di iniziare lo spettacolo, che si è concluso nelle prime ore del mattino. La scaletta ha ripercorso diversi momenti della sua discografia, fra cui Jigga What, Jigga Who, Clique e Dead Presidents II.
La celebrazione ha visto anche numerosi ospiti. Rihanna, artista lanciata da Jay-Z durante il suo periodo alla guida di Def Jam, è salita sul palco insieme a lui. Jeezy ha partecipato a Go Crazy, eseguita dal vivo per la prima volta dopo circa dieci anni, mentre Usher ha interpretato Heart of the City (Ain’t No Love). Tra gli altri artisti presenti c’era anche Pharrell, protagonista di un set dedicato ai suoi successi, i Clipse con Grindin’ e Beyoncé, protagonista di un medley accompagnato da circa venti ballerini.
Le prime due serate
Le prime due serate hanno seguito un’impostazione diversa. Il concerto di apertura è stato dedicato interamente a Reasonable Doubt, album del 1996 che ha segnato il debutto discografico di Jay-Z. La seconda serata ha avuto come protagonista The Blueprint, uno dei progetti più importanti della sua carriera. Ospite della seconda serata è stato Eminem per Renegade, uno dei momenti più iconici dell’intera celebrazione. Nas è stato presente, invece, nella prima serata: un riferimento importante considerando la storica “rivalità” tra i due rapper. La sua presenza ha rappresentato il cambiamento del loro rapporto nel corso degli anni. Jay-Z ha inoltre scelto di non inserire Takeover, la celebre diss track rivolta proprio a Nas, nella serata dedicata a The Blueprint.
Tre eventi celebrativi
Tra i momenti più personali della residency allo Yankee Stadium c’è stata la presenza di Blue Ivy, figlia di Jay-Z e Beyoncé, che ha accompagnato il padre al pianoforte durante Feelin’ It. Sul palco sono comparsi anche artisti legati alle origini della sua carriera, tra cui Jaz-O, che gli offrì una delle prime opportunità nel mondo musicale, e Slick Rick. Inoltre, The Notorious B.I.G., scomparso nel 1997, è stato ricordato attraverso Brooklyn’s Finest, mentre Kanye West, che ha avuto un ruolo importante nella produzione di The Blueprint, non ha partecipato all’evento.
Le tre serate hanno incluso alcuni dei brani più conosciuti di Jay-Z, tra cui Empire State of Mind e Ni**as in Paris. La celebrazione ha raccontato l’enorme influenza esercitata dal rapper sulla scena USA e internazionale, ma ha anche rappresentato un omaggio alle persone che, nel corso degli anni, hanno contribuito alla sua carriera: dai colleghi ai collaboratori fino ai fan.


