Nerissima Serpe ha finalmente pubblicato il suo nuovo disco Nerissima, dopo quasi tre mesi dal suo annuncio. A ben tre anni dal suo ultimo album da solista, Identità, la curiosità per il nuovo progetto era alta. Il suo “socio” Papa V ci aveva stupito abbastanza in positivo con il suo album Latte in Polvere, uscito con la collaborazione fissa di Skinny.
Saremo rimasti altrettanto compiaciuti da questo nuovo progetto? O è stato solo l’ennesimo album di plastica? Capiamo insieme:
Nerissima è lo sfogo artistico di cui Nerissima Serpe aveva bisogno: mood e narrazione da film, con qualche pezzo che spezza il ritmo
Senza troppi giri di parole, tra tutti gli album di Nerissima questo è senza dubbio il più maturo. Questo per vari fattori, meno banali di quanto non possa sembrare: la scrittura certo, ma anche una consapevolezza maggiore della regia sonora, un’attenzione precisa al concept del disco e, anche se non pienamente unitario come vedremo, il disco scorre in modo molto piacevole.
Il tutto suona come se il rapper fosse ben consapevole del successo degli ultimi anni, ma sentisse ancora l’esigenza di mettere nero su bianco il suo messaggio: ora che sia lui che Papa riescono facilmente a lavorare anche su sentieri “separati” questa è stata l’occasione per Nerissima di scrivere la sua storia, di dipingere il suo quadro. Come scrive nella prima traccia, Opplà:
Scambio sei milioni con sei anni di successo
È successo, leggendario come Nelson
La tela che ci viene offerta è un alternarsi di pezzi rap, da barre più crude a brani particolarmente conscious su cui a breve varrà la pena spendere due parole.
Ogni tanto, quando il pezzo e la base lo consentono, Nerissima si lascia andare a momenti leggermente più melodici: se in alcuni casi sono ben posti, in altri spezzano leggermente il mood. Prendiamo a proposito pezzi come: Sento Suoni, In Tilt, Vicini ma Lontani, Ridere di Te (riprendendo il classico di Vaso Rossi). Tutti funzionano, si sente che Nerissima tenta qualcosa in più, ma ci si rende facilmente conto che il forte del rapper è (appunto) fare rap.
“Carriati dai feat, fitti fitti, stessi nomi” Marra aveva ragione?
Prima di dedicarci alla scrittura del disco, dobbiamo per forza di cose togliere l’elefante dalla stanza. Questo disco ha gli stessi ospiti di tutti gli altri.
Anche se non si può dire che il rapper venga messo in ombra o che venga “carriato” in questo album, è evidente che i feat siano tremendamente ripetitivi. E questo è un tema che trascende Nerissima, ma che coinvolge tutta la scena. Anzi in questo caso, come si evince dal titolo, Nerissima rimane il ferreo protagonista e regista del tutto, accompagnato da Skinny e Fritu.
Kid Yugi ci porta la sua classica strofa in Armato, stesso discorso per Artie 5ive in Bacio del Cobra e Papa V in Famiglia (anche se la chimica tra i due è sempre frizzante). Pezzi che, ripetiamo, non sono deboli, ma semplicemente uguali ad altri 5/10 pezzi già usciti.
Prendiamo il ritornello cantato insieme da Nerissima e Madame in Comunicazione. Dopo una strofa molto buona di Nerissima, su una produzione ottima di Fritu, arriva questo, con l’autotune a mille:
Le persone sono sole perché manca comunicazione
Avrei voluto dirti che per te c’è spazio nel mio cuore (Nel mio cuore)
Collaborazioni ottime e non banali solo in Tempo, con Promessa e Latrelle. Come nei pezzi da solo Nerissima mantiene un livello di scrittura buono, seguito dai due talenti della nuova scuola. Funziona, scorre bene ed è probabilmente uno dei migliori del disco. Questo perché nessuno dei tre si snatura.
Featuring e parti cantate a parte, questo disco è una sorpresa piacevole
43 minuti, 16 brani che raccontano appieno l’anima dell’artista. Se per Papa V era stato un po’ più ostico tirare fuori un pezzo conscious nell’ultimo disco, con Nerissima siamo sempre stati sicuri della sua padronanza della penna, soprattutto per temi delicati e personali. In molte tracce, soprattutto della seconda parte del disco, Neri si sviscera, parla delle sue paure, dei suoi sentimenti.
Ci regala immagini forti, poetiche, a tratti surreali: il tutto crea un cinema incredibile durante l’ascolto, in cui viene la sincera voglia di tuffarsi.
Siamo morte come corvi, siamo vita come money
Nell’affondare il pugnale dimmi cosa provi
Millesimi, secondi solo per scriver la storia
Ma, se perdo la mia bussola, perdo la traiettoria
Quindi, se perderò te, perderò solo una tr*ia
Sulla sinfonia di Mozart ho un serpente che mi sfiora
In conclusione, com’è Nerissima?
Nerissima è un album che fa esattamente ciò che gli viene richiesto di fare: raccontare e mostrare la personalità di Nerissima Serpe. E quindi proponendo alcuni dei pezzi migliori della sua carriera accanto ad altri più leggeri. Raccontare l’artista vuol dire farci vedere ogni lato, e così è stato.
Considerato il rapper, siamo soddisfatti per il livello di maturità, di scrittura e di direzione artistica generale. Skinny e Fritu fanno un ottimo lavoro alle produzioni, l’atmosfera generale è impagabile. Allo stesso tempo avremmo voluto meno pezzi “plasticosi”, meno scontati. Ce ne sono decisamente meno del solito certo e, a dirla tutta, nessun passo della scaletta è stato un “errore”. Tutto è al suo posto nell’economia del progetto.
Diciamo però che Nerissima ha voluto accontentare un po’ tutti, e non sappiamo per quanto possa rivelarsi una strategia vincente.
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