Kernel Panik e Colle der Fomento: una connessione esotica, alla quale mai avremmo pensato di poter un giorno assistere. Roma riesce ad unire due direzioni sonore – diverse, parallele, eppure entrambe provenienti dallo stesso humus – in un singolo forte, con un messaggio forte. Maskk insieme a Danno e Dj Baro: la tekno-rave e il rap più militante e underground, tre alfieri di culture con una forte matrice anti-Sistema – per quanto il Sistema stia ormai assorbendo ogni forma di lotta e dissenso – finalemente insieme per un pezzo.
No ICE non è solo un crossover ben riuscito; non è solo la simbiosi tra due generi musicali considerati spesso antitetici (che tuttavia nel contesto alternativo della Capitale hanno spesso viaggiato quantomeno vicini nelle loro rispettive evoluzioni): è un manifesto ideale. Un grido di lotta. Un rispettivo riconoscersi.
Il panico + il fomento = No ICE. La lezione di Maskk, Danno e Dj Baro
Oggi che sparano in faccia alla gente, col plauso del presidente/il pubblico applaude silente, bello questo Occidente/Democrazia sotto custodia cautelare…/che chi comanda si deve difendere e cautelare…
Analizzando brevemente il singolo, vorremmo partire dal rap, dalla scrittura. Il Danno, fresco reduce dal suo primo disco solista che tanti riscontri positivi ha suscitato, appare in splendida forma: le strofe sono quadrate, classiche, sporche e hardcore quanto basta.
AKA Danno ha lasciato in Simone una certa predisposizione all’aprirsi verso direzioni sonore poco praticate in passato. Su un beat ‘rivoltoso’ e da battaglia con una chiara matrice elettronica devo dire che ci sta a meraviglia. Ciò ci ricorda che un MC, quando vale, sta bene su tutto.
Sua Maestà, capobranco, maschio occidentale bianco/con il sorriso dello sciacallo con il nemico che poi è sempre l’altro/noi siamo i figli non voluti, troppi battiti pe’sti minuti/siamo gli angoli bui (gli angoli bui), camminiamo a fianco coi lupi…
No ICE è un’altra tessera nel mosaico della Resistenza: all’omologazione, al silenzio, al buio. Una risposta creativa al vuoto esistenziale, politico e sociale. Un grido che riecheggia nelle menti di chi non vuole ICE, Polizie Morali o Milizie para-fasciste. Il mettere nero su bianco la necessità di una nuova generazione, che abbraccia una nuova (e totale) rivolta esistenziale.
Veste metrica ‘tradizionale’ per un contenuto che, se non può definirsi nuovo, si può senz’altro chiamare attuale: appare chiaro – almeno a Noi – quanto la musica possa fare per dare voce a chi non può più averla. E se la rivoluzione sonora non anticiperà quella politica, ne è comunque un chiaro sintomo.
Siamo il panico sotto pelle, siamo il panico sotto cassa
Se, tra i nostri lettori, ci sono dei reduci della Cultura Rave, il nome di Maskk non suonerà come una novità: animatore dei Kernel Panik (che hanno suonato, tra l’altro, l’11 aprile al Forte Prenestino di Roma, primo e ultimo baluardo della Controcultura) e di feste leggendarie già dalla fine degli anni Novanta.
Certo, non abbiamo assistito ad una vera e propria Rivoluzione, col rap che scorre sulla Tekno, magari a 180 bpm. Il compromesso ‘morbido’ tra i generi ha agito per rendere la traccia fruibile per entrambe le fazioni di appassionati. Il risultato è un bangerz dal sapore acido, lisergico quanto basta.
Oggi che la verità è solo un business…
I cuts di Dj Baro – e che Dio benedica e protegga gli scratch – danno al tutto quel sapore macchinico di rivolta interna, consumata dentro, perchè dal Sistema è impossibile uscirne.
Un’ultima nota va spesa sul video: semplice, concepito come un montaggio documentaristico che raccoglie la febbrile e spaventosa escaletion di violenza e rivolta che nel Mondo si sta deflagrando come una bomba silenziosa ed opprimente, grottesca e paradossale (presenti anche alcuni spezzoni tratti dall’episodio dei South Park dove è presente Trump, figura apicale di questo periodo storico).
Insomma, No ICE (l’agenzia federale statunitense potenziata dall’attuale presidenza, che agisce come una sorta di milizia personale e ‘fantasma’, mai realmente nominata nel brano) più che un semplice singolo, si configura quasi come un atto d’avanguardia.
Avanguardia sonora, che può, vuole e (anche) deve recuperare un contatto con una dimensione politica, che nella musica appare oggi del tutto scomparsa. Che l’unione finalmente avvenuta tra questi due generi dia i frutti che, oggi, appaiono già maturi.
Guarda di seguito il video di NO ICE di Maskk, Danno e DJ Baro:


