A 10 anni dalla pubblicazione di Educazione Sabauda, Willie Peyote ha voluto festeggiare questo anniversario con la ristampa in doppio vinile del disco che lo ha consacrato. La versione che suonerà da questo nuovissimo 33 giri è stata ottimizzata dall’uso dei nastri originali, garantendo quindi un’esperienza ancora più autentica. In quanto a tiratura limitata, ne rimangono poche copie ancora in vendita, ma questo evento ci permette di ricordare quanto sia ancora attuale e calzante questo progetto.
Doppio vinile e copertina rossa per il decimo anniversario di Educazione Sabauda di Willie Peyote: un disco che ci fa pensare oggi più che nel 2015
Ogni fan di Willie Peyote ha il suo disco preferito. Sindrome di Toret sicuramente è tra i più quotati, sempre combattuto da Iodegradabile o, per i fan di più vecchia data, Non è il mio genere, il genere umano. L’ultimo capitolo, Sulla riva del fiume, ci ha anche lasciati molto soddisfatti. La discografia di questo artista, di fatto, non ha mai avuto passi falsi, ma è stata una continua crescita e ricerca di sé attraverso quello stupendo e complesso strumento che è la musica.
Si tratta però di un opinione quasi completamente condivisa, che il disco più importante e fondante della carriera di Willie Peyote sia proprio Educazione Sabauda: più di tutti gli altri album, questo riesce a condurre una critica sociale di tale efficacia da aver consacrato Willie come uno degli artisti impegnati per eccellenza nella nostra scena musicale.
Il sound, che spazia dal funk-soul, al rap, al cantautorato, non invecchia mai: a prescindere da testi e tematiche, su cui ora varrà la pena spendere delle parole, musicalmente l’album è un capolavoro, anche grazie alla maestria di un produttore come Frank Sativa (con i contributi di Kavah, DJ Koma, Bacon Strips e Godblesscomputers).
Pezzi come Che bella giornata, Willie Pooh o C’era una vodka (alcuni degli evergreen di Willie) funzionano innanzitutto per la componente musicale: melodie accattivanti, leggere, molto strumentali, che catturano l’ascoltatore senza fargli pienamente rendere conto di star ascoltando critiche durissime, barre dissacranti e ironia sfacciata. A funzionare in molti pezzi è proprio il contrasto tra strumentale e testo, che testimonia come la musica impegnata possa essere comunque più che orecchiabile.
Nichilismo e disillusione: la copertina rossa calza a pennello
Per questa nuovissima ristampa, si è deciso di colorare la copertina dell’album con il colore rosso, al posto dell’iconico azzurrino. Una scelta che, a nostro parere, risponde perfettamente al concept del disco.
Prendiamo un pezzo come Dittatura dei non fumatori: uno dei meno musicalmente elaborati, ma tra i più tematicamente interessanti. Su un beat abbastanza minimale, Willie dà voce a quella classe sociale che finge perbenismo, ambientalismo e tensione al progresso, ma che di fatto impone le proprie idee in modo subdolo. Il rosso dissacrante ci aiuta, durante l’ascolto, a entrare nell’ottica per cui Willie canterà le peggio ideologie e opinioni.
Si tratta di un meccanismo di critica sociale antichissimo, ben antecedente alla musica: filosofi come Socrate fingevano, durante i dibattiti, di prendere le parti dell’avversario, esasperandole e portandole all’estremo, per cui in realtà erano gli stessi oppositori a correggerle e bocciarle. Con le dovute distanze storico-culturali, Willie Peyote è uno degli artisti nel nostro panorama che è meglio riuscito a rielaborare questa idea (detta “ironia socratica“).
Riportiamo una parte dell’ultima strofa del pezzo, in cui ci si accanisce contro il finto perbenismo vegano:
È introdotto il reato di tortura
Ma mica per chi muore a suon di botte in questura
O per chi sfrutta il lavoro minorile senza nessuna paura, no
Fare il macellaio è un crimine contro natura
Vietate proteine animali
Da oggi droghe e i cibi sintetici sono legali
E abbiamo un pool di esperti perché manca una conferma
È ancora lecito nei rapporti orali ingoiare lo sp*rma?
Alcool in tutta la carriera di Willie Peyote
Questo è solo uno dei tanti esempi nella scaletta: C’era una Vodka a primo impatto sembra paradossalmente uno spot per promuovere l’uso e l’abuso di alcool. Viene persino ripreso il finto testimonial per i superalcolici di Natalino Balasso. Bisogna capire l’estro artistico di Willie per cogliere pezzi come questo. Un pezzo che, in realtà, è uno sfogo in chiave sarcastica del rapporto del rapper con l’alcool, un tipo di dipendenza in cui milioni di persone al mondo si possono rivedere, per cui soffrono e su cui, dunque, vale la pena farsi una risata. Dissacrare con la musica serve anche a questo: alleggerire tematiche su cui sarebbe dannoso insistere ancora negativamente.
Il tema dell’alcool è una costante nella discografia di Willie. Per citare un paio di esempi: il pezzo Don’t Panic con l’iconico ritornello:
È come svegliarsi in ritardo ubriaco
Nel giorno del primo colloquio
Potremmo distrarci e far finta
Mentre continuiamo a nutrirci con l’odio
Ma da citare anche le barre di presentazione per il contest di Captain Futuro 2012, un freestyle assolutamente cult per i fan affezionati:
Piacere, Willie Peyote, bottiglie vuote
Conto le skills che porto in dote
Il rap in Educazione Sabauda
Quando un artista è molto contaminato da sonorità di diverso tipo, dà molto spazio alle parti cantate e non risponde all’immaginario superficiale che evoca la parola “rapper”, i suoi progetti rischiano di non venir pienamente compresi. Educazione Sabauda è un disco fortemente rap. Non si può dire il contrario. C’è dell’altro oltre le barre? Certo, ma non per questo si è meno davanti a una pietra d’angolo del rap italiano impegnato.
Afferma Willie stesso nell’interludio (L’avvelenata):
Tu cercavi un disco di spessore, musica d’autore
Perché il mercato sembra morto, eppur si muove
Il caso vuole che pure in televisione
Parlino tutti del rap, “cos’è il rap?”, ma fanno confusione
Se qualcuno dice hip hop? Attenzione, polverone
C’è chi scambia una cultura per una religione
Non ci serve nessun nuovo cantautore
Meglio un vecchio rapper con le scarpe nuove che usa quattro parole
È interessante vedere come sia sia ribaltata completamente l’ironia di Willie col passare degli anni: “tu cercavi un disco di spessore, musica d’autore” è detto con tono quasi sarcastico in questo interludio. Ad oggi è innegabile che Educazione Sabauda lo sia diventato. La gente che fugge la superficialità della musica e cerca qualcosa degno di essere indagato e sviscerato, con questo disco ha fatto tombola. A dirla tutta, con tutta la discografia di Willie.
Willie Peyote non è mai stato un artista che ha evitato il titolo di rapper, anzi. Molti altri artisti, che negli anni hanno diversificato la loro musica, cercano di togliersi quest’etichetta ancora oggi, facendo del loro passato qualcosa da nascondere. Willie continua a rappare senza smettere mai di sperimentare, crescere, guardarsi intorno: l’eccessiva mania di etichettare rischia di essere dannosa per gli artisti.
Come dice sarcasticamente nel pezzo Etichette:
Da me cosa si aspettano?
Un disco rap? Un disco originale
Per restare hardcore, ma un po’ più commerciale?
Da citare ovviamente i due featuring, fortemente rap: Ensi e Tormento, rispettivamente in Nessuno è il mio signore e La scelta sbagliata. Non solo entrambi i pezzi spaccano, ma rimarcano il peso che Willie ha avuto nella scena rap italiana. In particolar modo tra Tormento e Willie Peyote è doveroso ricordare un importante rapporto artistico e di vita, tanto che in una ‘intervista con noi nel 2017 ci raccontò:
una sera parlando con Primo e Tormento mi dissero che secondo loro se volevo fare della musica di qualità, che mi rispecchiasse al 100% dovevo mollare il lavoro. Avere il “culo parato” a loro dire non fa dare tutto in quello che si fa nella musica, perché inconsciamente si sa di avere un piano B
Willie Peyote in Educazione Sabauda si apre come non mai
Nonostante i toni politici, satirici, acidi e brutalmente onesti, il rapper torinese lascia anche tanto spazio alla sua personalità e intimità, toccando temi particolarmente delicati. E non è solo parlare del suo rapporto con le droghe e l’alcool (in pezzi in cui il riferimento a lui stesso è più velato) ma scrivere e riportare pezzi della sua vita che, in quel momento, era decisamente complicata.
La voce maschile che si sente in pezzi come Che bella giornata sono vere chiamate del padre di Willie (Oscar Bruno, alla batteria nelle strumentali del disco) che, durante un periodo down del figlio, cercava di incoraggiarlo ad andare avanti e non abbattersi. Un brano struggente come l’outro E allora Ciao, in cui si tratta il tema del suicidio, ci conferma quanto questo artista riesca ad andare in profondità nella sua analisi di sé: in questo album, se vogliamo, c’è molto coraggio. Coraggio di dire le cose come stanno, di attaccare, di essere realisti, ma anche di mettersi a nudo, di raccontare quelle parti della vita che solitamente si cercano di dimenticare.
Anche dal punto di vista artistico, Willie era ancora alla ricerca del suo posto nel panorama musicale, così come nel mondo. Andava di pancia, dove sentiva che era meglio indirizzare la rotta, e forse è stata proprio questa spontaneità che lo ha portato dove è ora, che ha reso questo disco un capolavoro.
Come ci disse in un’intervista del 2023, parlando proprio del periodo di Educazione Sabauda:
Non so quanto sapessi effettivamente dove andare ma sapevo sicuramente cosa volevo fare, questo sì. A distanza di sei anni, penso che sia stato un percorso coerente e col senno di poi capisco le ragioni di determinate scelte che ho fatto. Ovviamente le scelte e le conseguenze delle scelte le capisci sempre dopo
Perché riascoltare Educazione Sabauda nel 2026
Vorremo concludere con un’ultima citazione dal disco, in particolar modo dal ritornello della prima traccia, Peyote 451 (L’eccezione):
A metà fra il rap hardcore e la canzone d’autore
Non per essere il migliore, ma l’eccezione
Quasi ogni fan di Willie conosce a memoria queste parole, l’apertura del disco rimane una delle più forti della sua carriera del resto (il solo riferimento al film Santa Maradona del 2001 basta e avanza). Ma forse ci concentriamo sempre poco sul vero significato del pezzo e di queste parole: la musica di Willie Peyote è effettivamente ancora oggi l’eccezione? Sì e no.
Questo disco ai tempi lo era, certo. E per certi versi lo è ancora oggi: sono pochi i cult di questo tipo, ancora così freschi e stimolanti a distanza di 10 anni. Molti dischi di 10-15 anni fa ci parlano ancora, rimangono attuali ma non tutti ci colpiscono e ci fanno indignare come questo.
Dall’altra parte artisti come Willie hanno dato alla musica italiana (soprattutto al rap) una spinta in più: in un’epoca in cui nasceva la trap, un disco del genere ha permesso al rap impegnato di continuare ad avere peso all’interno della scena. Ad oggi, fortunatamente, sono tanti i rapper impegnati nella narrazione dell’attualità, della politica, della società. E questo è un bene. Non sarà più l’eccezione, ma è stata fondamentale per l’equilibrio dei generi e delle tematiche nella nostra musica.
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