Rasty Kilo ha pubblicato oggi Pacchi Vol 1: End of Summer, il nuovo disco annunciato pochi giorni fa e atteso anche per il featuring con Armani Doc e Toni Zeno. Nove tracce che ci presentano un percorso non semplice, come lo stesso rapper romano ha spiegato parlando della genesi del progetto: un disco buttato via più volte prima di trovare la sua forma definitiva, nato da un ritorno alle origini tanto musicali quanto personali.
“L’ho buttato più volte perché non mi rappresentava”: la genesi di Pacchi Vol 1: End of Summer di Rasty Kilo
A svelarecome è nato il disco è su IG lo stesso Rasty Kilo, che ha ripercorso un processo fatto di rifiuti e ripartenze:
Ho buttato il disco più volte perché non mi rappresentava. Così mi sono allontanato dai social e sono tornato alle origini, ai dischi con cui sono cresciuto, i mobb deep il wu-tang biggie nas i dogo il truceklan e i co’sang,ho rivisto serie, film e documentari. sono tornato a Roma, nel mio quartiere, a ricercare quella fame che avevo da bambino. E che non sentivo più di avere. sono tornato a essere Riccardo. A toccare con mano la realtà, perché delle volte ci si chiude in una bolla e si perde il contatto con le persone vere e con la vita reale,quella che sta fuori dai telefoni.
Un racconto che spiega bene certe scelte ascoltabili nel disco, frutto di un lavoro che è passato prima da una sottrazione, quella dai social e dalle sovrastrutture del mercato, per poi ricostruirsi attorno a un immaginario più autentico.
Pacchi Vol 1: End of Summer è un progetto costruito attorno al racconto della strada e delle dinamiche di chi l’ha vissuta e la vive tutt’ora, con quella fame ritrovata di cui parla lo stesso Rasty. Nonostante ciò non risulta pesante da ascoltare, merito anche delle produzioni scelte, capaci di alleggerire un contenuto che altrimenti rischierebbe di diventare monocorde. C’è spazio anche per altro: in Air Force Sporche Rasty torna sui ricordi di quando era più giovane, mentre Victory 2026, traccia conclusiva, porta il progetto su un piano più introspettivo, aiutata da uno dei beat più riusciti di tutto il lavoro, chiudendo idealmente il cerchio del percorso raccontato dallo stesso rapper.
Tra i momenti più significativi c’è No Hook (3 Strofe), dove Rasty Kilo rappa tre strofe senza ritornello, dichiarando lui stesso di non farlo da dieci anni. Un formato che nel rap italiano si è fatto sempre più raro, e che qui si lega bene al racconto di un ritorno alle origini: gli stessi dischi di Mobb Deep, Wu-Tang e Nas citati da Rasty come riferimenti sono cresciuti anche su strutture di scrittura meno legate all’hook a tutti i costi. Sarebbe bello vedere più rapper con qualcosa da dire scegliere di tornare a scrivere in questo modo.
Come vi avevamo detto, c’era molta curiosità per il brano assieme ad Armani Doc e Toni Zeno. OJ Simpson arriva preceduto da uno skit che cita direttamente l’ultimo disco dei Clipse, con quel “this is culturally inappropriate” che introduce il pezzo, un altro tassello del rapporto con l’hip hop delle origini di cui parla Rasty. Il pezzo conferma le nostre aspettative e speriamo possa portare più gente possibile a fare digging nella discografia di Toni, Armani e affiliati vari. A proposito di feat, anche la strofa di Promessa non è affatto male.
Insomma, Pacchi è semplicemente un disco rap, pieno di barre, reference e, soprattutto, pubblicato in totale libertà. L’uscita è per la sua 4REAL4LIFE e quel Vol 1 nel titolo ci fa pensare che non sarà l’ultima.
In bocca al lupo a Rasty, anzi a Riccardo, per questa sua nuova vita.


