Guè ci ha abituato negli oltre 20 anni di carriera a un livello altissimo nel corso di quasi tutte le sue pubblicazioni, ma Fastlife Mixtape Vol 2 probabilmente vale più di altri suoi progetti. Vi spieghiamo perché, secondo il nostro punto di vista
Guè e quel 2009 da incorniciare: da quel momento in avanti la scena rap italiana non sarebbe più stata la stessa
Abituati agli standard di pubblicazione da parte dei rapper al giorno d’oggi, spesso finiamo per dimenticarci la fatica che anche i più grossi della scena odierna hanno fatto per arrivare dove sono.
Oggi vi parliamo di Guè e di come a partire dal 2009 sia passato da essere “un membro dei Club Dogo” ad un artista a sé stante, lanciando di fatto la sua carriera solista.
Se consideriamo i primi progetti dei Club Dogo, dove il nome del Guercio ha iniziato ad emergere, obiettivamente dobbiamo sottolineare come spesso e volentieri le sue strofe fossero di un livello inferiore rispetto a quelle di un mostro sacro come Jake. In Mi Fist per alcuni è abbastanza palese, il divario si riduce con Penna Capitale, mentre finiscono per equipararsi in Vile Denaro, che anche per questo motivo viene a volte considerato il miglior disco dei Dogo.
Nel corso di questi 3 dischi, il sound, lo stile, l’immaginario dei Dogo si è andato via via definendo sempre meglio, anche grazie al notevole miglioramento di Guè.
Cosimo ha da sempre avuto l’ambizione di ritagliare più spazio per la sua figura solista. Ci aveva provato nel 2005 con Hashishinz Sound Vol 1 assieme a Deleterio e l’anno seguente con il primo volume di Fastlife assieme ad Harsh. Ma in entrambi i casi, i progetti non avevano raggiunto il pubblico sperato. Nulla a che vedere con il successo che il brand Club Dogo muoveva in quegli anni, nonostante diverse cose potenti al loro interno.
Il periodo d’oro dei Dogo: tra Vile Denaro e Dogocrazia
Dopo il “successo” (se così possiamo definirlo, dato che si trattava comunque di un progetto molto lontano dal grande pubblico) di Vile Denaro, i Dogo hanno attraversato il loro momento di massima gloria.
Una volta definiti i 3 membri, con la loro iconografia ed i loro stilemi, è stato il turno di allargare il gruppo a tutto il collettivo: la Dogo Gang, coronata con il disco Benvenuti Nella Giungla. Questo periodo, oltre a dare visibilità a una serie di altri artisti coinvolti è servito ad ampliare il successo dei Dogo, che erano obiettivamente una garanzia di qualità in ogni strofa o brano che toccavano. Il famoso Mida’s Touch di Don Joe, le strofe epiche di Jake e ovviamente lo stile di Guè, che proprio in questo periodo è riuscito ad ingigantire la propria figura pubblica e diventare una vera e propria icona ancor prima che un ottimo rapper.
A giugno 2009, all’uscita di Dogocrazia, i Dogo erano al picco della loro Aura e complice il successo del disco, Guè ha fatto di tutto per caricarsi sulle spalle il gruppo e diventare di fatto il frontman. Complice il carattere ai tempi più schivo di Jake, la lontananza dal microfono di Don Joe e soprattutto l’improvement mostruoso del Guercio, nessuno ha opposto resistenza quando si è preso il rap italiano sulle spalle.
In questo contesto, invece che adagiarsi sui successi, Guè ha deciso di spingere ancora, pubblicando una marea di materiale, tra cui spicca ovviamente Fastlife Vol 2: Faster Life.
Fastlife Mixtape Vol 2: Faster Life
Neanche il tempo di metabolizzare tutte le strofe di Dogocrazia, che solo 4 mesi dopo, veniva alla luce uno dei progetti più corposi di sempre di Guè: Fastlife Vol 2.
Come dicevamo precedentemente, Guè è probabilmente nel punto più alto del suo “Prime”. Un fiume in piena di rime, stile, idee geniali che altri artisti gli copieranno anni dopo. In questo momento di furore artistico, riesce a mettere tutto sé stesso (e buona parte della scena italiana) all’interno di questo progetto, ricchissimo di spunti.
Partiamo dagli ospiti: Nex Cassel, Jake La Furia, Vincenzo Da Via Anfossi, Ted Bee, Montenero, Noyz Narcos, Duke Montana, Karkadan, Daniele Vit, Bassi Maestro, Jack The Smoker, Marracash, Izio Sclero, Entics, Caneda, Co’Sang, Fuossera, Sgarra, Tek Money, Duellz, Ensi, Mutoids ed Aban. Vi bastano?
Ovviamente troviamo tutta la Dogo Gang, ma anche rappresentanze di Napoli, Roma, Bologna e Venezia oltre a mostri sacri come Bassi Maestro e Rido MC ad hostare il mixtape.
Il disco nasce esattamente come i mixtape americani su beat editi, più o meno “piratati” da diverse piattaforme in voga all’epoca. Questo, oltre a ricordarci un periodo in cui l’hip-hop si faceva in questa maniera artigianale, ci ricorda quanto era forte il suono a fine anni ’00.
Di cosa parla Fastlife vol 2 di Guè?
I contenuti di Fastlife 2 non sono obiettivamente molto diversificati. Sono esattamente quello che la gente voleva sentirsi dire in quel momento da Guè. C’è pochissimo spazio per momenti profondi, ma ci sono barre, vita di strada e soprattutto stile. Spiccano comunque alcuni episodi rimasti nella storia.
Il leggendario brano Seconda Pelle realizzato con Caneda (ri-pubblicato poi in McDonald Music di Neda stesso) sarà anche l’anthem per il lancio di Recession Clothing, la linea di abbigliamento degli stessi due artisti. Primordiale tentativo di sfondare il mondo della moda, avvenuto anni dopo con l’ingresso in 5tate Of Mind.
Il video di Sempre In Giro rimane uno delle cose più belle partorite nell’epoca Dogo. A partire dal freestyle di Fabrizio Conte (sì, quel Fabrizio Conte diventato poi uno dei migliori registi di videoclip in Italia), con Emi Lo Zio con i piedi a mollo nella catinella, lo scooter Honda Dio ZX in appartamento, le strofe rappate durante la sessione di tattoo… Tutto leggendario.
Allo stesso tempo non mancano le frecciate alle riviste ROCKIT e XL (e di conseguenza Fabri Fibra), a Mondo Marcio e a DJ Gruff.
Fastlife 2 è stato un momento di rottura totale. Con la sua spocchia e il suo stile, Cosimo è diventato definitivamente Guè.
Cosa ha lasciato Fastlife Vol 2 nella discografia di Guè?
Banalmente è stato il turning point della sua carriera. Il momento da cui il pubblico (e forse anche l’artista stesso) ha capito che ci sarebbe potuto essere un Guè Pequeno anche senza Club Dogo. Il momento in cui ha spiccato il volo in maniera indipendente. Ovviamente supportato dalla Dogo Gang, ma non più così vincolato ad essa. Da Fastlife Vol 2 in avanti il fulcro è diventato proprio lui, mentre il gruppo è venuto in secondo piano.
La dimostrazione di questo si è concretizzata proprio con Il Ragazzo D’Oro, il primo album ufficiale solista di Guè, che per l’appunto richiama moltissimo questo Fastlife.
Praticamente tutti i featuring de Il Ragazzo D’Oro erano presenti nel precedente mixtape. Viene rimarcato il sodalizio con Caneda e soprattutto viene ri-elaborata Non Lo Spegnere, la prima vera hit di Guè come solista (accompagnato da Entics). Questo brano riceve un notevole successo e convince Guè a registrarlo nuovamente (su un beat inedito) per farlo diventare il suo primo singolo ufficiale estratto da Il Ragazzo D’Oro.
Da Fastlife Vol 2: Faster Life la scena rap non è stata più la stessa. Ci ha dato il primo assaggio di ciò che sarebbe diventato Guè negli anni a venire e di ciò che continua ad essere.
Perché la saga continua…


