Isaiah Rashad torna con It’s Been Awful, il nuovo album

It’s Been Awful di Isaiah Rashad

Dopo anni di silenzio e un percorso personale tutt’altro che lineare, Isaiah Rashad pubblica finalmente It’s Been Awful, il suo nuovo album ufficiale. Un ritorno che pesa, perché arriva a cinque anni di distanza da The House Is Burning e riporta al centro uno degli artisti più sottovalutati dell’intero roster Top Dawg Entertainment.

It’s Been Awful di Isaiah Rashad: un album che non cerca hit ma verità

It’s Been Awful è un disco che non prova nemmeno a inseguire il consenso immediato. Fin dai primi ascolti, si percepisce come Rashad abbia scelto una direzione precisa: raccontarsi senza filtri, stop.

I singoli anticipati, come Same Sh!t, avevano già fatto intuire il tono del progetto, ma è nell’ascolto completo che emerge la vera natura del disco. Parliamo di sedici tracce che funzionano come un flusso continuo, più vicino a un diario personale che a una raccolta di brani pensati per le playlist più in voga, che non troviamo affatto.

Le produzioni, curate anche da Julian Sintonia, mantengono una coerenza sonora precisa: soul e atmosfere rilassate che fanno da contrasto a testi a volte pesanti. Un equilibrio difficile, ma perfettamente nelle corde di Rashad.

Se The House Is Burning aveva già mostrato il lato più introspettivo dell’artista, It’s Been Awful va ancora più a fondo. Qui Rashad non cerca redenzione narrativa: mette tutto sul tavolo, dalle dipendenze ai rapporti familiari compromessi. Brani come Happy Hour, Scared 2 Look Down o Do I Look High? mostrano una consapevolezza brutale, ma senza una vera risoluzione. Il tema della sobrietà ritorna continuamente, ma non viene mai chiuso: è un processo in corso, pieno di ricadute e contraddizioni. Il tutto condito anche da successo, denaro e una carriera altalenante.

Le poche collaborazioni e l’equilibrio del disco

Nonostante il peso dei temi, il disco non è mai monotono. Le collaborazioni sono poche ma mirate: SZA, Julian Sintonia e Dominic Fike portano punti di vista esterni e soprattutto ancora più melodia in un progetto che risulta piacevole dall’inizio alla fine.

Sono featuring che non rubano la scena, ma arricchiscono il racconto, mantenendo Rashad sempre al centro.

Nel panorama rap attuale, dominato da uscite rapide e spesso superficiali, Isaiah Rashad rappresenta un’anomalia. It’s Been Awful è un disco che richiede tempo, attenzione e anche una certa predisposizione emotiva.

Rashad non è mai stato un artista da hype immediato, ma uno di quelli che costruiscono valore nel lungo periodo. Questo nuovo capitolo lo conferma: non perfetto, non facile, ma necessario, soprattutto per lui.

Buon ascolto!