Testo di Scrivendo di Nayt, brano estratto dall’album ufficiale Io Individuo, pubblicato dopo la sua partecipazione a Sanremo 2026.
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Leggi il testo di Scrivendo di Nayt
Alla ricerca di uno scopo, viaggio scomodo
Nel buio la verità è una luce a strobo
Svelo a tratti le cose per come sono
Il cuore pompa, ma chiedo per chi, non vedo nessuno
Ogni cosa si compra, Dio non è qui, non prego nessuno
Chiedo “l’Italia è pronta a sentire un rapper far bella roba?”
Cambiare il mercato, superare il fascino della droga
Accettare il peccato, farsi grande
Non come te che sopra il palco ci canti ansimando musica appiattita
Il mondo ne soffre, il conto ne soffre
Il soldo risolve niente, anzi peggiora, anche un sordo ne soffre
Il pubblico è un drogato e la merce è scadente
Il sistema spreme un talento, non regge, si protegge sparendo
Ai musicisti non piace il rap, forse il rap non è per musicisti
Fottiti e fatti una sega sui tuoi dischi oppure fatti una cultura
La roba pop degli ultimi trent’anni è una tortura
Per salvarla non è bastato Calcutta
Sotto un cielo grigio aspetto la pioggia
Numeri si infrangono su di me
Lascio che la tempesta mi travolga
Scrivo, scrivo, mmm
Faccio un pacco di soldi che mi distanziano dagli altri
Non ci salvo i miei amici, i cari si ammazzano ormai da anni
Il tempo scorre in un battito, c’è chi si alza e chi fa tardi
Nessuno si cura di sé finché l’ansia non fa danni
A me l’industria musicale in Italia fa schifo
Non è un mio fastidio, tutti ne parlano male
Ma ci sguazzano, è un po’ imbastita
Un fiore appassito, pubblico una stima
Il 99% del pubblico è passivo
Sei pronto ad accettare che tu non sei stato in grado?
Dai tutto a ‘sta gente e per una foto gridano: “Ingrato”
Odio il culto dell’idolo
Chiunque segue me più di quello che dico
Non me ne fotte un c*zzo di quello che dicono
Discografici, fan, manager, figuranti
Hater, rapper falliti, venduti, figli di papà, figli d’arte
Mai scusato, ho sempre sputato del sangue
Vengo dal fottuto niente e non ho studiato per farlo
Sotto un cielo grigio aspetto la pioggia
Numeri si infrangono su di me
Lascio che la tempesta mi travolga
Scrivo, scrivo, mhm
Ah, non ancora
Scrivo sui muri, sui fogli, su vite, su morti, sui trend
Scrivo di padri, dei mostri, di figli lasciati sui treni
Su bossoli, la pace e il suo opposto fino a che: “Bang”
Sulle catastrofi, i poveri in pasto a dei ricchi di m*rda
Su ogni vostra bugia, ‘sto film fa schifo, chi sta alla regia?
Non io ma noi, sì, forse è questa la magia
Sui sorrisi che ho spartito
Su ogni critica smaltita, scrivo
Sul senso di politica smarrito
Su chi pensa che il soldo curi e poi ne fa il suo vangelo
Su attivisti dei social che lucrano sulle tragedie
Finché non mi congedo sul cuore che si congela
Sui vizi, gli errori miei, che a volte non mi concedo
Su ogni mia contraddizione, sull’amore, sull’ego
Finché ho un peso nuovo, sollevo, perché non provo sollievo
E ho fame, scrivo, miglioro le cose
Eppure non passa
Prova a scrive’ una storia migliore oppure non basta, eh
Scrivo, scrivo
Scrivo
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