A 20 anni dalla sua uscita, non si poteva non parlare di questo mixtape, una pietra miliare della storia del rap italiano.
Noi di Rapologia, a dirla tutta, non ci siamo limitati a ricordare l’anniversario questa volta. Abbiamo voluto tentare qualcosa in più. In questi giorni renderemo omaggio, per quanto possiamo, a tutti i capitoli della saga Fastlife, in trepidante attesa per la pubblicazione del quinto e per le tre date al Frabique dedicate interamente ai cinque mixtape.
Partiamo oggi col primo, quello da cui è iniziato tutto. Allacciamo le cinture per un viaggio indietro nel tempo: Guè e Dj Harsh pubblicano, nel 2006, Fastlife Mixtape Vol 1.
Tutto parte da Fastlife Mixtape Vol 1: l’inizio della saga Fastlife di Guè
In che fase della sua carriera è Guè nel 2006? Il contesto che fa da sfondo di questa storia è uno dei più floridi della storia del rap italiano. I Dogo sono ormai il grande punto di riferimento per tanti appassionati del genere, la Dogo Gang fa da grande calamita per le correnti hip-hop d’Italia, da nord a sud.
L’uscita di Penna Capitale (proprio nel marzo del 2006) ha un impatto titanico sul pubblico di allora e sul modo di concepire l’hip-hop stesso: diventa fin da subito, ed è ancora oggi, manifesto della musica rap impegnata, scomoda, dalla scrittura graffiante che non risparmia niente e nessuno. E Guè ne è protagonista indiscusso, insieme a Jake.
E qui arriva il primo punto su cui vale la pena soffermarci. Fastlife Vol 1 non deve essere inteso come una discrepanza tra Guè e i Dogo, tutt’altro.
Certo anticipa, se vogliamo, i progetti da solista che seguiranno (tra album e mixtape), lasciando molto spazio al giovane Guè per dar prova del suo flow e della sua penna, tagliente come poche. Essendo un progetto tutto suo, è naturale vedere molto più in luce lui che i colleghi ospiti sulle tracce. Ma il primo capitolo della saga Fastlife trasuda Dogogang da ogni parte. Non solo per la effettiva presenza sul disco dei vari membri, ma per il continuo riferimento nei testi a quella realtà, a cui Cosimo si sente ancora tremendamente legato.
Il Guè del 2006 risponde ancora al ruolo fondante del suo collettivo, senza dar segni di volersene staccare. E questo è da tenere bene a mente per comprendere il senso di questo disco. Scrive in Rap Quotables:
Con la Dogo Gang fumo jolle in quantità
Tutto quello che mi serve sotto il cielo della mia città
E non lo so se è colpa mia o della mia famiglia allargata
A fare parte di questa gioventù bruciata
E solamente un altro giorno da svoltare
Ospiti di ogni genere, ma un’atmosfera Dogo perenne in ogni traccia
Le tracce con la Dogo Gang sono tante, una più leggendaria dell’altra. Stiamo fuori (feat Marracash e Kleane), Seconda Famiglia (feat Aban e Jake la Furia), Classe Violenta (feat. Sgarra), Rivelazioni (feat. Ted Bundy, Fat Fat Corfunk), Traffico (feat. Montenero), The Infamous Dogo Gang (feat Vincenzo in Via di Anfossi, sul beat di The Alchemist). Di quest’ultima vogliamo ricordare uno dei ritornelli più iconici della storia dei Dogo, cantato sia da Guè e che da Vincenzo:
È l’originale Dogo Gang
Tu sai il mio stile, fra tu sai il mio slang
Vinco io, zio, non vinci te
Il tuo profumo è infame: Pour Homme de Merde
Questi pezzi, in particolare, sono forse quelli coi testi più grezzi e le sonorità più ruvide di tutta la scaletta. Troviamo una rabbia e una fame al microfono tale da non lasciare dubbi sul perché siano quelli più ricordati e apprezzati a distanza di 20 anni. Zero filtri, zero censura, zero compromessi: solo puro rap, nato dalla sincera voglia di divertirsi e dire ciò che si pensa.
Ma non solo: in Fastlife vol 1 troviamo nomi da ogni crew dell’epoca. Aban della Southfam/Thug Team, Amir e G-Max scuola Rome Zoo, Esa degli OTR/Gente Guasta, Gionni Grano e Nex Cassel di Adriacosta, Inoki, Rischio e Royal Mehdi della PMC, Jack The Smoker degli Spregiudicati, Noyz e Chicoria del TruceKlan.
Piuttosto di un testamento storico che raccoglie tutte le influenze rap italiane di inizio anni 2000′: quasi nessun progetto nella storia del genere riesce a raccontare così bene e in modo così sfaccettato il panorama artistico di un’epoca.
E di questo, a Guè e Dj Harsh, possiamo solo rendere grazie.
Dj Harsh e Guè: la coppia vincente non si cambia
Dj Harsh non ha bisogno di presentazioni. Capolavori e fondamenta granitiche del rap come Eazy Green Mixtape 2nd level e Harsh Times 006 mixtape parlano da sole. In quanto membro lui stesso della Dogo Gang, non ci stupisce come siano soprattutto i suoi soci a brillare particolarmente sui suoi beat: come Don Joe, riesce a capire fin da subito l’anima del collettivo, le sue esigenze sonore e le basi più adatte.
Cosa abbiamo quindi in Fastlife vol.1 sul piano della produzione? Basi toste e grezze, al passo con le barre di Guè e ospiti, ma non per questo meno ricercate: affondano infatti le loro radici nel panorama rap statunitense che, nel 2006, oltre che vivere un momento molto alto, non era conosciuto come oggi in Italia. Non era scontato saper riprendere (o anche solo conoscere) i grandi producer su cui si basa questo mixtape: troveremo i beat di The Alchemist, Dr. Dre, Reefa, Just Blaze, The Neptunes…
Si tratta sempre di quel fascino e quell’idea di “modello da seguire” che gli USA costituivano per il rap-game italiano: una scena rap che, nel 2006, diventava sempre più apprezzata, che stava trovando sempre più spazio di manovra ma che continuava a guardare alla madrepatria del genere con profonda ammirazione e rispetto.
Questa attitude e questo occhio di riguardo verso le produzioni americane Dj Harsh non l’hai mai perso: tutti i progetti coi Dogo, con Guè, con l’etichetta di Tanta Roba. Sono tutti immediatamente riconoscibili, perché il tatto e l’abilità sulla scelta dei beat è affilatissima quando si parla di questo dj e producer.
Ma oltre ciò, è necessario citare un ultimo elemento, che riguarda l’impatto di questo mixtape sulla scena.
Fastlife Volume 1 è il cult di cui non si parla abbastanza
Negli ultimi tempi si è ripreso a parlare molto dei classici della scena rap. Vengono citati sempre più spesso, su social e pagine, i “primi tentativi” dei nostri rapper preferiti, le prime pubblicazioni in cui si sono imbarcati.
Questo accade per il fascino che questi prodotti esercitano su un pubblico che, sempre di più, ha nel suo interesse approfondire e navigare nella discografia degli artisti, fino agli albori. C’è sempre di più la sincera voglia di seguire o ricostruire l’evoluzione musicale del rapper, e questa è un’enorme opportunità. Ragazzi anche più giovani, che non hanno potuto vivere le ere passate dell’hip-hop italiano, che si imbarcano in un recupero graduale dei capolavori del passato.
Negli anni, a dirla tutta, si è parlato poco di Fastlife vol 1. o meglio, meno di molti altri capisaldi del rap come Roccia Music 1, Keta Music vol 1, Qvc vol 1, MM1 e altri titoli. Perché è accaduto questo?
Innanzitutto, quella di Fastlife è stata una saga in continuo miglioramento e affinamento musicale. Proprio come il suo creatore. Per quanto ognuno abbia il suo capitolo preferito, è evidente che con il procedere dei mixtape la colossale personalità artistica di Guè sia cresciuta, maturata e sia diventata sempre più indipendente. Per quanto il primo volume sia leggendario e granitico, è evidente che sia stato solo il primo gradino della lunga scalata di Guè nella scena, scalata che continua ancora oggi.
Detto ciò, pochi mixtape sono rilevanti nello stesso modo di questo. Facendo molto meno rumore di altri progetti coetanei, ha un impatto enorme ancora oggi.
Fastlife vol.1 ci ricorda la fame e sfrontatezza del Guè di quegli anni, la voglia far brillare la propria penna senza volersi staccare dal contesto di partenza, la capacità di dire le peggio barre sì, ma con un flow, una metrica e dei beat azzeccatissimi per il tempo. Agisce, silenzioso e in ombra, nell’influenzare ancora oggi dischi, crew, attitude e molto altro: è il manifesto di una pagina della storia del rap che non rimane statico e in vetrina, ma che gasa e agisce anche a distanza di 20 anni.
In attesa del quinto mixtape e delle date al Fabrique, vi consigliamo caldamente di recuperare questa pietra d’angolo: se siete fan del rap grezzo, duro e dell’atteggiamento sovversivo della Dogo Gang, Fastlife vo .1 fa assolutamente per voi ancora oggi.
Ci vediamo domani per l’approfondimento su Fastlife Vol 2.



