Dalla penna di Eminem alla cultura Pop: Le Curiosità di Stan

Eminem Stan stans documentario

STANS documentario prodotto da Eminem e Shady Films è stato proiettato lo scorso weekend nelle sale di tutto il mondo spiegandone il mito e divulgandone la simbologia. Connotato negativo e di principio tossico, Stan negli anni si è trasformato da singolo di successo a sinonimo di ossessione fino ad essere inserita nel Oxford English Dictionary nel 2017.

7 retroscena della canzone cult di Eminem: Stan

Che sia il suo iconico video musicale diretto da Dr. Dre e Philip G. Atwell e interpretato da Devon Sawa o la leggendaria performance con Elton John, di Stan si è parlato per decadi nella cultura pop. Nonostante ciò, ci sono ancora alcune curiosità che abbiamo deciso di riassumere in 7 interessanti punti (con qualche extra).

Le leggenda di The 45 King

L’essenzialità della firma di un produttore non è data sempre dalla quantità di hit nella sua vita ma anche dall’impatto culturale che si lascia mentre varca i confini tracciati dai predecessori. Quella di Mark Howard James, in arte The 45 King è una storia di pura narrativa hip-hop nata dalla terra madre del Bronx.

Famoso per la sua abilità di creare beats da oscuri brani a 45 giri al minuto, King (di cui vi invitiamo a recuperarne i lavori) ha lasciato il segno nelle carriere di icone come Queen Latifah e Big Daddy Kane fino a cambiare l’intero percorso del genere con soli due brani.

Nel 1998 Hard Knock Life (Ghetto Anthem) ha aperto le porte del mainstream a JAY-Z, un singolo capace di far planare il classico Vol. 2 a oltre 6 milioni di copie solo negli USA. Un sample tanto ortodosso quanto geniale, quello di It’s the Hard Knock Life dal film musical Annie, che ha portato Jay da hustler a pura figura di ispirazione internazionale. Un evento che siamo sicuri abbia ispirato i colleghi di Marshall Mathers a rifilargli un beat tape di King durante i lavori di The Marshall Mathers LP.

R.I.P. The 45 King (1961-2023).

Behind the Scenes

Nonostante la riservatezza con cui Eminem ha sempre avvolto il suo processo creativo, alla fine degli anni 90 il suo team fu tra i primi a prevedere l’essenzialità di una presenza sul web.

Che sia lo stesso manager Paul Rosenberg o altri dell’entourage, l’antico eminem.com veniva arricchito di continuo con novità riguardo le sue uscite ufficiali. È il 10 agosto del 1999 e i lavori per The Marshall Mathers LP procedono senza sosta quando la pagina si aggiorna con una dichiarazione che a 26 anni di distanza suona profetica.

Em è in studio a lavorare al suo secondo album per Interscope. Shady ha già pronti circa 6-7 pezzi e, fino ad ora, sta uscendo spettacolare. La produzione è stata affidata a Dr. Dre, ad Eminem stesso e ai FBT….con l’aggiunta di un brano FOLLE datogli da DJ Mark the 45 King (di Hard Knock Life e Flavor Unit Fame)

Così eminem.com anticipava a poco meno di un anno prima, l’arrivo di una canzone che avrebbe fatto la storia. Ma quando è stato registrato esattamente?

Premesso che per un perfezionista come Eminem e un lavoro complesso come Stan ci sia voluto sicuramente più di un giorno di lavoro, possiamo però fotografare un momento preciso: il 22 settembre 1999.

Il merito va al celebre fotografo Steve Read che con uno dei più iconici photoshoot di Marshall Mathers non ha solo catturato l’estetica iconica che avrebbe stregato milioni di fan ma anche testimoniato una lunga sessione in studio. I brani in questione sono due: Stan e If I Get Locked (feat. Dr. Dre) una traccia uscita nel dicembre 1999 e contenuto nel album The Tunnel di Funkmaster Flex e Big Kap.

Foto di Steve Read

Oltre la data di registrazione in comune, possiamo notare come il secondo sia il brano di riferimento quando si parla della transizione in termini di tonalità vocale di Eminem da The Slim Shady LP a The Marshall Mathers LP. Una maturazione artistica essenziale per la riuscita dell’altro leggendario singolo in cui si interpretano fan e artista. Un piccolo trivia di cui possiamo goderne anche le foto, tutto grazie a Read.

Dear Anne

Era il 2008 quando Eminem annunciò al mondo di essere pronto a tornare sulle scene con Relapse. Uno dei primi produttori a farsi avanti inviando beats con la speranza di ispirare l’MC di Detroit fu Swizz Beatz. Il Ruff Ryder dichiarò di aver dato un beat con sample ad Eminem con la stessa formula della leggendaria Stan ma poco dopo lo stesso Shady affermò:

Non c’è una “Stan 2”, e non ci sarà. Stan è caduto da un ponte con la sua auto e non scriverò un brano nelle vesti del suo fantasma, sarebbe davvero ridicolo.

Swizz non gettò la spugna e mando la strumentale (che campionava 30 Minutes delle t.A.t.U) a Lil Wayne impegnato nelle prime bozze del suo Tha Carter IV. Per sfortuna il brano non venne incluso nell’album ma trovò spazio sul web nel corso del 2011.

Nonostante Dear Anne è lontana dal toccare la sua fonte di ispirazione, il twist era piuttosto interessante. Un momento in cui è l’artista a cercare contatto con il fan per aprirsi in un dialogo introspettivo in cui la fama è la nemesi del rapporto intimo con la sua Anne.

Il take perduto

Questa fa male. Anni fa Eminem si prese del tempo per annotare alcuni dei suoi testi su genius.com e tra le informazioni più interessanti c’è la rivelazione che la terza strofa del leggendario singolo non era quella originariamente registrata.

Uno dei diversi ingegneri del suono che al tempo stava lavorando al secondo album major di Shady iniziò a rollarsi una canna nel bel mezzo delle registrazioni della terza, aggressiva, strofa. Pare che alla fine Eminem abbia sbagliato gli ultimi tre versi richiedendo un punch-in di correzione. L’ingegnere, ormai strafatto, eliminò per errore l’intera strofa rovinando il lavoro fatto fino a quel momento. Risultato? L’artista di Detroit dovette rifare tutto.

Ho cercato di attirare la sua attenzione dalla cabina di registrazione, non mi ha notato quindi sono uscito e gli ho riferito che volevo conservare la prima parte della strofa. Lui mi ha semplicemente guardato dicendo “scusami amico…vuoi fare un tiro?” La prima metà della strofa era ormai persa. Ho ri-registrato ma avreste dovuto ascoltare il take originale, quella roba era DECISAMENTE MIGLIORE!

Any Man, 3hree6ix5ive & 5-Star Generals

Il character building della prima strofa di Stan comprende alcuni riferimenti indiretti a brani che nei primi mesi di successo internazionale il rapper di Detroit e il suo staff teneva molto a pubblicizzare. Gli ultimi sforzi di un underground che aveva lasciato per entrare nella macchina Interscope, lavori che ogni fan ossessionato già al tempo doveva assolutamente possedere.

I even got the underground sh1t that you did with Skam

Skam2? E Shady hanno collaborato ad uno delle celebri hit underground di fine anni 90’ 3hree6ix5ive per poi ritrovarsi nella posse-cut di Shabaam Sahdeeq, momento in cui moltissimi fanatici del genere scoprirono Eminem prima della firma con Aftermath Records.

Ma la collaborazione non si limito alla musica, Skam2? È infatti responsabile per quasi tutto l’immaginario estetico di The Slim Shady LP, dalla celebre e malefica pillola animata alla mummia imbottita di siringhe.

I like the sh1t you did with Rawkus too, that sh1t was phat

Stan prosegue riferendosi a Any Man, brano contenuto nell’iconica compilation del 1999 della Rawkus Records e spesso intitolato erroneamente Fucking Crazy.

Molti dicono che se Eminem non avesse trovato fortuna nel mainstream avrebbe finito col far parte della celebre label underground, casa di giganti lirici come Talib Kweli, Yasiin Bey e Pharoahe Monch (Che abbiamo intervistato tempo fa proprio sulla sua esperienza nella label).

Any Man a differenza dei lavori con Skam2? era più personale, una traccia solista composta da strofe taglienti scritte nel bel mezzo della costruzione dell’alter ego Slim Shady, un singolo simbolo di un MC capace di attirare le masse di MTV e allo stesso tempo incantare con i suoi incastri e metriche le orecchie dell’underground.

Stan e In the Air Tonight

Il capolavoro del 1981 di Phil Collins ha da sempre avuto una relazione sacra con il genere Hip-Hop finendo con l’essere samplato da brani iconici di 2Pac, Nas e altri. Il riferimento in Stan però va ben oltre il semplice campionamento.

You know the song by Phill Collins “In the Air Tonight” about that guy who should saved that other guy from drowning’ but didn’t, then Phil saw it all, then at a show he found him?

Uno Stan ormai fuori di testa fa riferimento a diverse leggende urbane degli anni ’80 in cui si credeva che l’iconico ex-Genesis avesse assistito ad un annegamento senza muovere un muscolo. Una vendetta che poi l’avrebbe consumato nei mesi successivi scoprendo che la vittima era riuscita a salvarsi rivelandosi ad un suo concerto. Collins ha da tempo negato ogni tipo di storia dietro al singolo, attribuendo la sua rabbia ed emozione al divorzio che stava affrontando al tempo della scrittura. Ma oltre al riferimento diretto, cosa tutto questo ha a che vedere con Stan?

Beh, il singolo di Eminem ha attirato milioni di speculazioni su quanto Stan fosse ispirato a qualcuno di reale o ad una situazione realmente accaduta. Era l’inizio dei creepypastas sul web ma anche del fanatismo ossessivo nei confronti del rapper.

Un dettaglio particolare lo troviamo nella seconda strofa in cui “Stan” rappa:

Remember when we met in Denver?

Per poi chiudere con un estremo “PS: We should be together too

Nel 2001 la fama di Shady era talmente estrema che ogni singolo parente dell’artista coglieva occasione per farsi intervistare o parlare di lui in radio e TV. È il caso della nonna materna che rivelò di un momento in cui un fan assalì suo nipote con intenzioni moleste…il luogo? Denver.

Non c’è stata nessuna conferma da parte dell’MC negli anni a venire anche perché cercava giustamente di alienarsi quanto più possibile dal gossip ma considerando il suo tipico mix realtà-finzione nei testi dei suoi progetti, il collegamento potrebbe essere tutt’altro che casuale.

Stan e In the Air Tonight rimangono non solo singoli di successo ma anche scintille di discussione per leggende metropolitane che potrebbe essere o non essere basate su fatti reali.

Dido

Stan non aiutò solo ad elevare la carriera di Eminem ma grazie al suo geniale sample spinse Dido su vette mai immaginate dalla cantante prima di quel momento. L’artista inglese aveva raccolto già diversi consensi con il suo primo album in Europa ma solo dopo l’uscita del singolo di Eminem divenne un fenomeno globale. 45 King scoprì la canzone grazie al film Sliding Doors (di cui Thank You era parte della colonna sonora), campionandone subito l’intro ed aggiungendoci la coinvolgente bassline. Un chiaro esempio di come l’inserimento della propria musica in un prodotto cinematografico possa portare a sorprese inaspettate.

Dido continuerà a performare Stan nel corso degli anni dedicandosi anche alla sua carriera solista, i due hanno condiviso il palco l’ultima volta nel 2013 al Leeds Festival in Inghilterra. Il singolo ha decisamente cambiato la vita della cantante inglese, che nel 2011 ha dato alla luce il suo primo figlio chiamandolo…Stanley. Seppur abbia dichiarato che non ci sia nessun collegamento tra lui e il brano, la coincidenza sembra alquanto…sospetta.

Bonus:

• Qualche anno fa Lupe Fiasco ha utilizzato Stan insieme alla sua Jonylah Forever e Sing About Me di Kendrick Lamar all’Università spiegando l’arte del raccontare storie attraverso il rap nella sua interessante lezione “Rap Theory & Practice: An Introduction“.

• Il primo tape di Westside Gunn (registrato tra il 2004 e 2005) contiene uno dei suoi brani con Conway più introspettivi registrati sulla strumentale di 45 King. Seppur diversi artisti abbiamo fatto lo stesso, è interessante come Eminem, Conway e Gunn si siano incrociati anni dopo con la breve ma significativa avventura discografica Griselda-Shady.

• In un primo momento Dido sarebbe dovuta tornare per il ritornello del sequel del 2013, Bad Guy, ma l’idea è stata abbandonata data l’intenzione dell’autore di sorprendere i fan con la rivelazione della seconda strofa.

Stan di Eminem rimane oggi un brano essenziale nella storia della cultura Hip-Hop e nella musica in generale, evidenziando non solo il potere narrativo ed emotivo della scrittura ma anche la perversa direzione che una relazione unilaterale tra fan e idolo può raggiungere. Un argomento che nell’era dei social è più attuale che mai.

STANS, il documentario sul celebre singolo di Eminem, arriverà a fine mese sui servizi streaming.