Monsoon Season: Hanumankind ci porta in Inda e negli USA con il suo album

Hanumankind

Dopo il botto internazionale di Big Dawgs per Def Jam,  Hanumankind pubblica Monsoon Season: un album dove Texas e Kerala si incontrano sul beat. Un progetto che conferma l’ascesa del rapper indiano e rilancia il suo messaggio: l’hip hop non ha confini, ma ha radici profonde.

Dai Big Dawgs alla Monsoon Season: Hanumankind firma un album potente e globale

L’abbiamo conosciuto come molti altri con Big Dawgs, una mina esplosa nel 2024 e arrivata a scuotere anche i palinsesti più lontani dal rap indiano. Bassline granitiche, voce graffiata, delivery feroce: il brano ha reso Hanumankind una delle rivelazioni più inattese dell’anno, portandolo da Bangalore ai palchi di mezzo mondo. Complice anche il remix con A$AP Rocky, che ha sancito il suo ingresso ufficiale nella scena internazionale, il rapper indiano ha fatto capire che non era un fuoco di paglia.

Ora torna con Monsoon Season, un progetto che – come suggerisce il titolo – porta pioggia, potenza e fertilità creativa. Il disco, uscito dopo un tour europeo, è il manifesto del suo stile: una miscela fluida di, radici indiane e influenze statunitensi.

Hanumankind, nato in Kerala ma cresciuto tra Houston e Bangalore, non è solo il primo rapper indiano a sfondare con questo impatto. È anche un simbolo di una nuova identità diasporica, capace di fondere mondi lontani. “Siamo tutti dal south side ora”, ha urlato al pubblico del Village Underground a Londra.

A colpire non è solo la grinta, ma anche l’introspezione. In Monsoon Season convivono banger da impatto come la traccia d’apertura con Denzel Curry  e tracce più intime come Cause o Someone Told Me, dove affiora il vissuto di chi è cresciuto spostandosi, affrontando bullismo, reinventandosi.

Nonostante il successo improvviso di Big Dawgs, Hanumankind ci tiene a precisare che niente è nato per caso

“Per realizzare un pezzo del genere devi aver lavorato a un certo livello per anni. Non puoi controllare come reagisce il mondo, quindi fai arte per te stesso. Se poi qualcuno se ne accorge, meglio così”,

Nell’intervista per Dazed ha parlato anche del featuring con A$AP Rocky:

Rocky è un G vero. Non si è trattato solo di suoni, ma anche di estetica. Ci siamo chiusi in studio un paio d’ore e abbiamo fatto il pezzo. È stato bello

Hanumankind rappa in inglese, ma non dimentica le sue radici, in un momento in diverse scene asiatiche stanno ampliando la loro portata in Occidente.

Con Monsoon Season, ci dimostra di non essere un semplice fenomeno virale. Pare sia un artista consapevole, che sa dosare forza e vulnerabilità, tradizione e innovazione.

Vi consigliamo nuovamente di tenerlo d’occhio, sentiremo ancora parlare di lui: