A distanza di poco più di due settimane dalla sua uscita, abbiamo provato a selezionare alcune delle migliori barre di Tedua in Vita Vera mixtape.

Tedua è tornato e lo ha fatto in grande stile. Venerdì 12 giugno è uscita la seconda parte di Vita Vera mixtape: Aspettando la Divina Commedia, dieci tracce che si vanno ad aggiungere alle dodici rilasciate la settimana prima. Tanta nuova musica per i fan che aspettavano con trepidazione l’uscita del suo nuovo disco e che, si può tranquillamente affermare, non sono di certo rimasti delusi.

Il titolo del mixtape non poteva essere più azzeccato: le barre di Tedua trasudano autenticità e voglia di raccontarsi senza filtri. Questo progetto è l’ennesima conferma, per i pochi che ancora non fossero convinti, delle abilità e dell’autenticità del rapper genovese. L’innegabile capacità di scrittura, la versatilità dei flow e delle melodie e, soprattutto, l’estrema originalità fanno di Tedua uno dei più apprezzati rapper italiani. Come dicono in America: facts.

È veramente difficile scegliere le tracce e, ancor di più, le barre migliori all’interno del mixtape vista la quantità e la qualità in gioco. Penso che ognuno di noi, a seconda della propria personale esperienza, possa ritrovarsi in tracce e barre diverse. Per quanto mi riguarda, nonostante la lunghezza del progetto, fatico a trovare una traccia che non mi piaccia. Merito di questo va anche dato a tutti i featuring presenti in Vita Vera che hanno saputo calarsi nel mondo di Tedua senza sfigurare. E, ovviamente, al lavoro fatto dai producer come SHUNE, Nebbia, Sick Luke, Ava e Garelli. Per quanto riguarda Chris Nolan c’è veramente poco da dire: il connubio creato con Tedua parla da solo, i due si sposano alla perfezione e il merito va equamente diviso.

In ogni caso cercherò di selezionare le barre che più mi hanno colpito e che mi hanno fatto riflettere, consapevole di tralasciare la barra preferita di qualcuno. I riferimenti, i giochi stilistici e le citazioni all’interno del disco sono veramente tanti e, proprio per questo, credo che Vita Vera sarà un disco che avrà vita molto lunga. Aldilà del gioco di parole, sono convinto che tra un anno o due riascoltando il disco, a seconda del mio umore, della situazione e di quant’altro, la mia attenzione cadrà su delle barre su cui non mi ero concentrato abbastanza. Penso che sia quello che accade con ogni classico che si rispetti.

“Detto ciò, il concetto chiave è non lamentarsi
Né accontentarsi del proprio tozzo di pane
Lo vuoi più grosso? Vai, prendilo, rendilo reale
Senza piagnucolare sui “se” e sui “ma”
O perché il tuo star parte indietro da una classe sociale
Chi sta più in là si starà chiedendo cosa si è perso uguale
È questione di punti di vista”

-Clone

La seconda strofa di questa traccia andrebbe citata per intero per evidenziare la capacità di Mario di passare da un argomento all’altro con facilità. La scrittura di Tedua è un continuo flusso di pensieri e associazioni che scorrono come tanti affluenti che alimentano un corso d’acqua principale. Quest’ultimo, proseguendo con la similitudine, rappresenta l’unicità dell’artista genovese.

In un mondo del rap in cui la personalità sembra troppo spesso latitare, di Tedua non puoi farne un clone perché sarebbe troppo difficile da imitare.

“Ricordi? Lavoravo col salario da schiavo e raschiavo il fondo
Te mi raccoglievi con un cucchiaio
Più nel profondo, baby
Dove Tedua ha nascosto Mario
Ti ricordi quel bacio dato al semaforo
Sul mio cinquantino con la marmitta truccata?
Più di te, che essendo bella in partenza
Non ti sei messa mai troppa terra in faccia”

-Sailor Moon

Questa traccia è un ottimo esempio di uno storytelling ben riuscito in grado di catapultare l’ascoltatore all’interno della relazione di Tedua con questa ragazza. Il racconto, come si direbbe in campo letterario o cinematografico, inizia in medias res. Con queste barre Tedua riesce a farci assaporare alcuni episodi della sua vita attraverso similitudini e immagini di vita vissuta molto eloquenti. Penso a “ti ho perso e cercata come la farfalla dell’orecchino, in ogni stanza del condominio” o a alla chiusura della strofa che recita “non ho mai litigato così forte con le donne se non con te e mia madre“.

“Ha la certezza che lascerà la sua terra ma non sa dove atterra
Prima che il padre gli lasci i conflitti di guerra
Alzando sempre i medi, per sempre come Mery
Camminando sui sentieri, come quella dei Gemelli
Liscio figghiò, non c’è rischio migliore
Che inseguire il tuo sogno e se impari a cader
Allora più convinto, figghiò, finché non finiscon le forze
E ne paghi le conseguenze”

-Figghiò (feat. Disme, Nebbia)

Il messaggio positivo che consiste nel “darsi da fare e non mollare” è parte integrante della poetica di Tedua, vista e considerata anche la sua storia personale che avvalora notevolmente il messaggio. In questo caso la traccia (la più bella del disco a mio avviso) è calata sulla realtà della Sicilia, tanto ricca di spunti interessanti quanto spesso dimenticata dalla scena Hip Hop mainstream.

Il rapper di Mowgli in questo caso fa una bellissima operazione dando spazio a un inedito Nebbia che regala un ritornello e una strofa veramente emozionanti. Disme e Tedua completano il brano con delle strofe che calzano alla perfezione con l’intento del pezzo. Nota di merito per la doppia citazione di Tedua a Mary dei Gemelli Diversi e a Mery per sempre, film cult che descrive la difficile realtà di Palermo negli anni ’80.

” Dj suona i piatti, breaker muove i passi
Writer sui palazzi mentre il rapper fa gli incastri
Okay, sarò onesto con lei
Ma vorrei entrare nei suoi jeans
Con un c*lo così
Lo sguardo mio non saprei
Distoglierlo mai, ma è eleganza la mia
Guardo quando non sai
E ti porterò via da quei tipi no style”

– Party HH (feat. Lazza)

In un momento storico come questo in cui si fa fatica a pronunciare la parola Hip Hop, Mario va certamente in controtendenza. Il fatto che due big della nuova generazione come Tedua e Lazza riportino l’attenzione là dove tutto è iniziato non può che fare bene alla scena. Il ritornello descrive una jam in piena regola e ricorda, soprattutto alle nuove generazioni, che l’Hip Hop è una cultura composta da arti e codici che la contraddistinguono.

Ora che questo genere è diventato un business a tutti gli effetti, è bene ricordarci che fino a qualche anno fa la gente si avvicinava a questo mondo per pura passione.

“Mi giro che ero kid, boy, ed MI sembrava Detroit
Sì, puoi vedere un film e rimaner flashato poi
Come quando mangiai i funghi in una villa da milioni
In California, ascoltando i Pink Floyd un sali e scendi come i Bitcoin”

 – Bro II (feat. Ernia)

Ancora una volta una citazione per tutti gli amanti del genere. Tedua in questo caso si riferisce a 8 Mile, il film sulla vita di Eminem che ha “flashato” lui e migliaia di altri ragazzi che si sono appassionati al rap in quel periodo. 8 Mile è stato un film veramente importante per il rap italiano perché, dopo il grande buio dei primi anni 2000, è stato in grado di riaccendere la fiamma e l’amore nei confronti dell’Hip Hop. Tante delle gare di freestyle più famose sono nate proprio sulla scia della rinvigorita passione per il freestyle portata dal film.

Ci tengo a sottolineare anche la bellezza del paragone tra la visione del film e l’esperienza con gli allucinogeni fatta in una villa in California ascoltando i Pink Floyd. Chapeau Mario.

“Ti piace dare ascolto a chi è goffo, a chi è buffo
Però mai a chi è stolto, a chi sa tutto
E mi calpesti i piedi con i tacchi come fosse giusto
Farmi sapere che sei più alta lasciando il trucco sulla guancia”

-Purple

Tutti sono in grado di parlare di amore e di relazioni. In pochi sono in grado di farlo senza cadere nella retorica e risultare stucchevoli alle orecchie dell’ascoltatore. Tedua fa parte della seconda categoria e le barre citata qua sopra ne sono una conferma.

Nel ritornello del brano viene inoltre citato il pezzo di Dargen D’Amico dal titolo Commo una troia, contenuto nell’album Musica Senza Musicisti. Non è la prima volta che Tedua si rifà a una traccia di Dargen, era già successo con Acqua (Malpensandoti) all’interno dell’album Mowgli. Del resto, Mario non ha mai fatto mistero del fatto che Dargen (presente anche come featuring nella traccia Pour tojours insieme a Ghali) sia stato per lui un punto di riferimento e un’ispirazione fondamentale.

Queste erano solo una minima parte delle best bars presenti in Vita Vera di Tedua. Sono convinto che questo mixtape per la qualità del suono, delle barre e per la sua varietà possa tranquillamente essere considerato quasi come un album vero e proprio.

Il momento storico che stiamo vivendo, a partire dall’uscita di Persona di Marracash lo scorso ottobre, segna un cambio di rotta all’interno della scena. I dischi usciti ultimamente (Gemelli di Ernia, Nati diversi di Gianni Bismark, Scusate se esistiamo di Dani Faiv e via dicendo) indicano chiaramente che c’è stato un cambio di direzione nel rap game italiano, dovuto probabilmente alla necessità di concetti degli ascoltatori.

Dopo un triennio (2016-2019) in cui sonorità trap e testi più superficiali hanno dettato il trend, maggiore importanza sembra essere data alle liriche, al messaggio e alla qualità delle barre. Come preannunciava Tedua in 2020 freestyleè finita la storia dell’happy trap o del sad boy triste“…

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