Con la prima parte di “Rehab” si apre una nuova fase per Ketama126.

Rehab” di Ketama126 è un’immersione totale nella vita dell’autore, che lascia perdere narrazioni ulteriori rispetto al suo vissuto, per mettere al centro della propria poetica, se stesso e ciò che lo circonda. La scrittura del disco si muove su dei livelli di intensità che in “Oh Madonna” erano stati solo sfiorati. La descrizione nitida dei contrasti che lacerano l’animo dell’autore è il succo del disco. Luce e buio si alternano in maniera quasi equivalente all’interno dell’album, che racconta esperienze positive e negative in un continuo up and down con la grande metafora del rapporto con la droga a tenere in piedi l’impalcatura.

“Parlo sempre di droga perché non facciamo altro
Non ho contenuti perché sono vuoto dentro
Lei mi crede carino
Ma non sa che faccio schifo
Sto piangendo mentre rido”

La scrittura che permea tutto il disco è spoglia ed essenziale. Ketama 126 (un po’ come tutta la sua crew) cerca la poesia negli angoli più tetri delle strade, volgendo un occhio a quei luoghi che lo hanno cresciuto e formato. Ma il suo viaggio è spesso anche mentale, in un’alternanza continua tra situazioni interne ed esterne.

Il viaggio nella propria interiorità serve anche per trovare gli angoli più brutti di se stesso, in un continuo abbassamento del livello di complessità per rendere le immagini che proietta nella mente dell’ascoltatore, dirette e precise ma mai scontate.

“Conto soldi sporchi poi lavo le mani, yah
Tr*ia sul divano sembra un Modigliani, eh”

Con la propria ricerca, Ketama si erge a esatto contraltare di Sferaebbasta, dove il secondo è alla ricerca dell’immagine pulita del player/golden boy della scena, del ragazzo di periferia che da quelle strade è uscito e ora canta il successo. Il rapper romano si radica ancora più in profondità in quelle strade, che sono sia luogo di perdizione sia mezzo di purificazione.

Il risultato è un prodotto tanto fresco nel esito definitivo, quanto nostalgico per tutta la ricerca che sottende. Un primo assaggio della direzione che avrebbe preso il disco, era stato “Con te“: il singolo di lancio di “Rehab” mischiava un campionamento dei Black Sabbath, un assolo di sax e un’approccio trap alla scrittura.

“Voglio tornare alla lira solo per essere milionario”

Questo genere di composizione così libera e fuori dagli schemi non l’ha inventata Ketama126 ma ha dei riferimenti precisi mai celati – Lil Peep, a cui viene dedicata addirittura l’ultima traccia e XXXtentacion per esempio. Tuttavia, gli artisti di riferimento non vengono copiati ma rielaborati attraverso un gusto personale, che spinge l’acceleratore verso il mondo del rock dal quale egli proviene.

Ketama è italiano e romano per i riferimenti alle strade di Roma, alla Roma, alla Lazio e a Loredana Bertè. Ma è anche americano ed europeo: il titolo del disco come quello di Amy Winehouse, Lil Peep, XXXtentacion. Vive nel presente (la trap rimane portante nel disco) e nel passato (con la ricerca di un suono rock e grunge), e per questo rappresenta il futuro della musica in Italia.

Commenti