Tra pogo e commozione: il Sad Tour di Axos a Milano

Axos

La prima tappa del Sad Tour di Axos è partita da Milano: giovedì 14 novembre abbiamo potuto intercettare tutte le emozioni che vorticavano dentro la stanza del Gate.

È giovedì sera, fuori a Milano il tempo non è dei migliori, la pioggia continua a cadere imperterrita, e più ci avviciniamo al locale più l’acqua scende obliqua e incessante. Mi guardo intorno, mentre aspetto di entrare nel locale e subito inizio a canticchiare “E io sto bene quando piove, piove, piove, piove, piove” e penso che non poteva esserci tempo più azzeccato per andare a vedere il live di Axos.

“Fuori una notte blu libica
Copro una pelle di morte bulimica
Piove sopra quelle ciglia nere
Pare tu pianga ma di piacere
Tra me e il cielo hai fatto da paciere”

Entriamo nel locale, e la stanza inizia pian piano a riempirsi, ci sono tantissimi giovani che attendono sotto il palco il rapper dai sentimenti puri e dall’Anima Mundi, quell’artista che prova a prendere tutto ciò che non gli sta bene e trasformarlo in qualcosa di positivo attraverso le sue canzoni.

Ad aprire il live salgono sul palco due giovani artisti e l’attesa inizia a farsi sentire. Tra una sigaretta fumata sotto la pioggia e un drink, ecco che finalmente Axos sale sul palco assieme alla sua band.

Arriva con un outfit raffinato e ben curato, camicia pitonata accompagnata da un gilet nero in pelle, il pubblico inizia ad urlare e ad esultare quando intona le prime note di L’Amore Sopra, per poi continuare con la sua ultima hit Harem, uscita a inizio ottobre e che vede la collaborazione di Side Baby e Don Joe.

Un live che prende forma e inizia a farsi sempre più intenso, con un Axos emozionato ma nello stesso tempo grintoso, tanto da non negarsi mai al suo pubblico, stringendo la mano ai suoi fan per tutta la sua esibizione. È proprio questo che contraddistingue l’artista, il suo rapporto pressochè simbiotico con i fan.

La sua empatia verso gli spettatori ha reso l’atmosfera molto coinvolgente, benché il suo posto fosse sul palco, in realtà lui e i suoi fan rappresentavano un tutt’uno. Una relazione viscerale quella di Andrea Molteni con il suo pubblico, al punto da raccontarsi e dare preziosi consigli tra una canzone e l’altra:

Non penso che ci siano persone sbagliate, penso che le persone sbagliate in primis siamo noi stessi. Vorrei dire in base a questo che se siamo tutti qua un motivo c’è, e non è il fatto di non conoscersi che può cambiare questa idea ma è proprio il fatto di non conoscersi che ci accomuna di più, perchè tanto non ci si conosce mai. E soprattutto in questo momento siamo qua uniti da una sola vibe che unisce tutti. Voi qua vi conoscete benissimo solo che non vi conoscete di persona”.

L’energia che emana Axos dal palco è a tratti magica ed emozionante, alterna momenti di commozione e di pathos, come quando si siede al pianoforte e canta Respirare, a momenti più hardcore facendo pogare tutta la platea.

Trasmette per un’ora e mezza una luce tenebrosa che illumina tutto il parterre, scendendo tra il pubblico e finendo il live a pogare con tutti noi. Un concerto che sarà difficile da dimenticare, perchè ad Axos durante la tappa milanese del suo Sad Tour sono bastati solo 5 minuti per farci andare su un altro pianeta.