Tha Carter di Lil Wayne: ripercorriamo la saga

Comunemente considerato uno degli artisti hip hop più influenti della storia, Lil Wayne sta tornando col sequel della saga portante della sua carriera con Tha Carter VI

Per l’occasione, facciamo un passo nel passato e ci immergiamo in questa saga, analizzando ogni disco della serie, approfondendo l’iconicità di questo gruppo di lavori e il fondamentale contributo che li ha resi una colonna portante dell’hip hop odierno.

La saga dei Tha Carter di Lil Wayne

La saga ad oggi è composta da cinque dischi, col primo che fu pubblicato ben diciotto anni fa ed è composta da:

Il primo Tha Carter di Lil Wayne

Pubblicato nel 2004 e quasi interamente prodotto da Mannie Fresh, il primo Carter segna un’evoluzione musicale fondamentale nella carriera di Lil Wayne: se nei precedenti dischi Tha Block Is Hot, Lights Out e 500 Degreez il materiale era molto più musica da ghetto, con uno stile delle tracce a mo’ di freestyle, in Tha Carter, senza perdere l’estrema matrice di strada, Weezy si espone con canzoni più strutturate e un sound maggiormente inedito e coeso.

Un brano come Hoes mostra lo sviluppo della personalità artistica di Lil Wayne, che si differenzia dal sé stesso più acerbo dei precedenti dischi, trovando la versione finale della sua persona musicale. Questa maturazione rispetto ai dischi precedenti è anche frutto del fatto che sia stato pubblicato quando Weezy aveva a 22 anni e, raggiungendo un’età più adulta, poteva offrire una prospettiva meglio speculata della musica che voleva proporre, rispetto alle tales di strada dei precedenti dischi, narrate da un adolescente invischiato nella vita criminale dettata dalla povertà.

Il singolo Go DJ, oltre ad essere il primo successo del rapper come solista, si fa indubbiamente spazio come uno dei brani meglio riusciti del progetto.

Tha Carter II: il disco del potenziale

Il 2005, l’anno successivo all’uscita del primo Carter, marca l’entrata ufficiale di Lil Wayne nel panorama mainstream della musica americana, apparendo in brani come Gimme That di Chris Brown, e pubblicando il suo primo disco di imponente successo, Tha Carter II.

Con le produzioni gestite da una vastità maggiore di produttori noti al mercato hip hop, l’album mostra sia brani più liberi di schematiche come Money on My Mind, sia hit da strada come Fireman, e persino un’inedito lato più soffice di Wayne come in Grown Man e Shooter con Robin Thicke, dove le sue rappate sono adagiate su strumentali morbide con ritornelli R&B. Tra le gemme del disco c’è sicuramente il pezzo Weezy Baby con la cantante Nikki Jean.

Il disco venne lodato dalla critica per il progredito stile di scrittura e le produzioni che offrivano più spazio tra un suono scintillante, soft e sofisticato di brani come Hustler Musik o uno più duro, grezzo e d’asfalto come quello di Fly In.

La visione generale su Tha Carter II fu l’esposizione del talento di un MC con un potenziale enorme, capace di poter essere al top del gioco.

Tha Carter III: il classico

Da una bella fetta di pubblico considerato l’album rap migliore della storia, sormontando un mare di critiche ai tempi della pubblicazione, questo disco ha indubbiamente (nel bene o nel male) cambiato per sempre l’hip hop e la musica black in generale.

Il 2008 è stato l’anno in cui l’hip hop ha preso una severa direzione diversa da ciò che era prima, esempi marcanti e significanti questo cambiamento sono stati senza dubbio il melodrammatico 808’s & Heartbreak di Kanye West, l’ingresso controculturista nel rap di Soulja Boy, e l’uscita di Tha Carter III.

Con questo disco, a livello musicale e di immaginario, Lil Wayne ha servito una sorta di manuale WikiHow per praticamente ogni trapper di successo e questo manuale è ancora in vigore a quattordici anni dalla sua uscita. Le regole del manuale sono 

  • L’appellativo “Lil” nel nome
  • Rappare con l’autotune sulla 808
  • Il mumble rap
  • L’irriverenza lirica
  • La codeina
  • I numerosi tatuaggi in faccia e le treccine

Tutte cose inedite al grande palcoscenico prima dell’uscita di questo disco.

Lollipop, la prima mega-mega-mega hit del rapper, è stato un biglietto da visita per ciò che la musica rap sarebbe diventata sei/sette anni dopo la sua pubblicazione. Il disco, anche nei suoi momenti più “classici” come Mr. Carter con Jay-Z, scandisce a volume alto l’inimitabile personalità artistica di Lil Wayne, che oltrepassa i cliché hip hop. Produzioni come quella in La La erano pressoché assenti nel rap all’epoca, così come quella di A Milli, uno dei brani più iconici della musica urban anni 2000, che segue la direzione musicale dei pezzi a mo’ di freestyle di Weezy, toccandone l’apice.

Con mezzo milione di vendite al primo giorno di uscita, oltre un milione nella prima settimana, arrivando a vendere oltre sei milioni di copie negli Stati Uniti, fu il disco più venduto nel Paese nel 2008, nonché uno degli album rap più venduti di sempre.

Il plauso della critica non fu da meno: vincitore ai Grammys, viene elencato da Rolling Stone Billboard e Complex nelle loro liste dei migliori album della storia.

Tha Carter IV: il masterpiece

Il successo a volte dà alla testa. Dopo Tha Carter III Lil Wayne si sente (ragionevolmente) invincibile, e decide (irragionevolmente) di pubblicare un terribile album rock intitolato Rebirth. Il disco fallisce nei peggio modi in ogni dove, e l’artista si ritrova a doversi riguadagnare tanto di ciò che aveva costruito: e fu così che pubblicò I Am Not a Human Being e successivamente il suo disco qualitativamente migliore, Tha Carter IV.

TC4 mostra una notevole versatilità artistica, come nessun altro lavoro del rapper, e in ogni settore Weezy spacca. 6 Foot 7 Foot è un brano prettamente di punchline che segue la formula di A Milli, dove il rapper flette le sue abilità liriche come non mai, e il tutto è condito da un assurdo verso in extrabeat di Cory Gunz.

Okay, I lost my mind, it’s somewhere out there stranded / I think you stand under me if you don’t understand me

John con Rick Ross è un brano hardcore che riflette il lato più aggressivo dei due MC’s, spruzzando carica da tutti i pori. She Will con Drake presenta un’atmosfera scura e aggressiva, con alla base da una splendida musicalità, ingegnose barre di Wayne ed un ritornello ben eseguito dal rapper giudeo. How to Love è il brano più pop che Weezy abbia mai proposto al suo pubblico (oltre ad essere l’unico del rapper a seguito dei suoi primissimi lavori a non contenere parolacce). Si tratta di una ballad accompagnata da una chitarra acustica dove l’artista fa una serenata ad una donna cresciuta in ambienti loschi, spiegandole come meriti una vita migliore e come lui sia intenzionato a fargliela avere. Qui i livelli sono alti. L’introspettiva Mirror con Bruno Mars è un’altro diamante dello scintillante disco, dove gli artisti esprimono una meravigliosa introspezione sull’insoddisfazione che hanno verso la propria persona.

Lookin’ at me now I can see my past / Damn I look just like my fuckin’ dad

Tra i ritagli dell’album spiccano anche la prepotente Blunt Blowin e la soffice So Special con John Legend.

Tha Carter V: il più sofferto

L’ultimo episodio dei Carter che abbiamo assistito fin ora è quello che ha sofferto la pubblicazione più turbolenta. Nel 2012 Lil Wayne afferma che il giorno in cui avrà pubblicato Tha Carter V la sua carriera sarà giunta al termine. E se questo ha fatto sperare al suo pubblico che il disco tardasse ad arrivare, Tha Carter V ha però superato ogni singola aspettativa di ritardo, tanto che molti ormai lo davano per un disco fantasma che non sarebbe mai uscito al pubblico.

La lavorazione del disco iniziò nel 2012, ma i problemi che il rapper ebbe col suo “padre” artistico, nonché capo della sua label (Ca$h Money), Birdman, misero l’album in stand-by per svariati anni, dove Birdman bloccò la musica da ogni pubblicazione. Tutto ciò involontariamente prolungò la lavorazione del disco, e sfiduciò notevolmente in Wayne la voglia di fare musica. Tuttavia la scena hip hop non diede le spalle a tutto questo, con praticamente ogni rapper della scena (dalle nuove alle vecchie leve) che invitò Lil Wayne nel proprio disco per motivarlo a continuare il suo percorso da rapper, scandendo per l’ennesima volta il suo status di leggenda. 

Tha Carter V uscì nel 2018, e tra episodi goliardici e personali, dipinge la crescita umana dietro l’artista, mettendo a nudo l’autoanalisi e le riflessioni che Wayne si è ripetuto durante l’arduo percorso intrapreso verso la pubblicazione del disco.

Impossibile non citare il catartico ultimo verso del disco in Let It All Work Out, riguardante il suo tentato suicidio avvenuto in giovane età.

Tha Carter VI di Lil Wayne sta per arrivare

Annunciato durante i primi giorni d’agosto del 2022, un progetto che appare inaspettato, soprattutto dopo le numerose dichiarazioni che vedevano il quinto episodio dei Carter come capitolo finale della serie.

Il disco seguirà Funeral, un album con un totale di 32 tracce, che non vide Weezy nella migliore delle sue forme, in quanto apparì visibilmente provato e consumato dalla fatica del precedente progetto.

Vedremo cosa il rapper avrà da proporre nel prossimo capitolo della sua serie, che ha il credito di aver scandito l’hip hop durante gli anni e cambiato la musica dei tempi moderni.

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