Jack Harlow pubblica Monica, un album che riflette la sua New York experience

Jack Harlow Monica
Foto di KEITH OSHIRO

Jack Harlow torna con un nuovo album, pubblicando Monica, il suo quarto disco ufficiale in studio, disponibile ora tramite Atlantic Records.

Un progetto che segna un nuovo capitolo nel percorso artistico dell’artista di Louisville e che nasce da un contesto creativo molto preciso: gli ultimi due anni trascorsi a New York.

Monica di Jack Harlow nasce dall’energia degli Electric Lady Studios

Il progetto è stato registrato negli storici Electric Lady Studios, uno degli studi più iconici della città, casa negli Settanta/Ottanta e non solo di alcuni successi di gente del calibro di Stevie Wonder, David Bowie, oppure i Led Zeppelin.

L’atmosfera del luogo e l’energia artistica di New York hanno influenzato profondamente la direzione sonora dell’album, che appare più riflessivo, musicale e stratificato rispetto a molte uscite precedenti di Harlow.

Per la produzione, Harlow si è circondato di nomi di grande peso. Tra questi figurano Aksel Arvid, Jermaine Paul, Angel “BabeTruth” Lopez, Hollywood Cole e Clay Harlow, un team che contribuisce a dare al disco un sound elegante e molto strumentale. All’interno del progetto compaiono anche collaborazioni con artisti di grande livello come Robert Glasper, Ravyn Lenae e Omar Apollo, oltre a un brano dell’R&B emergente di Louisville, James Savage.

Un Jack Harlow più chill del solito

Per chi sperava in un Jack Harlow più aggressivo al microfono, Monica potrebbe sorprendere. Il rapper sceglie infatti una direzione decisamente più chill, costruita su produzioni morbide, groove soul e arrangiamenti raffinati. Una scelta che, sulla carta, potrebbe sembrare meno incisiva dal punto di vista rap puro.

Eppure l’album funziona proprio per la coerenza della sua visione. La qualità delle produzioni – firmate da alcuni dei nomi più interessanti della scena – permette al progetto di mantenere una forte identità sonora. Le strumentali hanno spazio, respirano, e Harlow si muove sopra di esse con un approccio rilassato ma consapevole.

Un altro elemento interessante è l’assenza di quei brani costruiti esplicitamente per diventare la hit virale di turno. In passato lo stesso Harlow aveva inserito tracce con quella precisa ambizione commerciale. Qui invece il disco sembra muoversi con un’intenzione diversa: meno orientata al singolo immediato e più concentrata sull’esperienza complessiva dell’ascolto.

Il risultato è un progetto che non punta a stupire con il colpo facile, ma che prova a costruire un’atmosfera precisa.

Buon viaggio!