Tormento torna con Luci e Ombre

Tormento

Tormento apre la seconda parte del suo album Antidoto, attesa entro la fine del 2026, con il suo nuovo pezzo Luci e Ombre. Il progetto, cominciato a maggio di quest’anno con Veleno, racchiude le classiche sonorità soul e RnB che da tempo caratterizzano il suo percorso artistico, ma anche la sperimentazione di linguaggi musicali più moderni grazie a featuring con le nuove generazioni.

Per questo brano torna a collaborare con Guè e Shablo, riprendendo il featuring già visto con La Mia Parola, brano ascoltato a Sanremo 2025; questa volta però ad aggiungersi è Noemi, che è in grado di portare l’atmosfera più melodica del pop italiano, rendendo questo pezzo completo e ricco di sfaccettature diverse.

Luci e Ombre: due opposti alla ricerca di un incontro

Ciò che rimane in testa dal primo ascolto è infatti il ritornello di Noemi: la narrazione di una storia d’amore ormai finita viene accompagnata da un’aria tipicamente italiana, molto sanremese e che potremmo benissimo sentire sul palco dell’Ariston il prossimo anno. Il tema dell’impossibile coesistenza all’interno della coppia, dell’incomunicabilità, viene enfatizzato nel ritornello e poi ripreso, sotto due luci diverse, da Guè nella prima strofa, e successivamente da Tormento.

Così come luci e ombre sono poli opposti che non possono integrarsi, e allo stesso modo mezzanotte è a “metà strada tra noi”, la dinamica della relazione viene raccontata come un’inconciliabilità difficile da superare. Se uno è il giorno e l’altro la notte, mezzanotte è il solo momento in cui, a metà tra le due fasi, può avvenire un possibile confronto.

Nel descrivere tutto ciò, l’immagine di “quel che ne resta del cielo” sembra evocare uno spazio in cui l’incontro e la comprensione tra i due possono ancora avvenire. È come un luogo rarefatto e astratto, più in alto rispetto alla realtà in cui si trovano, dove anche le divergenze apparentemente insormontabili si rimpiccioliscono e lasciano spazio alla possibilità di tornare ad ascoltarsi.

Guè e Tormento: due prospettive sulla stessa relazione

La storia viene inizialmente descritta da Guè, che entra da subito impostando la sua narrazione su diverse contrapposizioni: ciò che era prima e ciò che c’è adesso, lo Yin e lo Yang, e, citando il progetto di Tormento, antidoto e veleno. La sua prospettiva rivive ciò che ha vissuto nella relazione, riuscendo però a prenderne le distanze e anzi, quasi pentendosi un po’ per tutto il tempo che ci ha investito.

Tormento, invece, riprende l’iniziale unità tra i due, e anche le contrapposizioni caratteriali della donna che descrive, che è “diabolica quanto angelica”, e tuttavia sembra rimanerne preda, sapendo che da lei non si salverà.

Il primo sembra raccontare la relazione guardando al passato, mentre il secondo ne è ancora emotivamente coinvolto.

La produzione di Shablo: un equilibrio tra soul e pop

Shablo nel dare a queste idee una base su cui potersi esprimere, si rivela nuovamente capace di accostare i giusti suoni al racconto che progressivamente viene delineato.

La base si apre subito dando enfasi alla melodia, aprendo con archi, pianoforte, e chitarra elettrica, e creando un’atmosfera teatrale e drammatica, che ricalca e mette in scena l’immaginario estremamente visivo portato da Guè.

Il kick della batteria all’inizio del ritornello aumenta la tensione, creando un maggiore impatto ritmico prima dell’apertura vera e propria che arriva poi, e qui la voce di Noemi è perfetta per richiamare gli accenni soul già presenti all’inizio del brano, enfatizzati ancora di più nel bridge finale.

Luci e Ombre ci prepara quindi sicuramente bene per la seconda parte di Antidoto, dandoci un brano molto melodico e orecchiabile, capace di coniugare le radici soul di Tormento con sonorità pop accessibili a un pubblico più ampio.