Testo di Da Palazzo A Palazzo di Rkomi e Promessa, brano pubblicato il 9 ottobre 2026 e incluso all’interno di A Milano EP.
Leggi il testo di Da Palazzo A Palazzo di Rkomi e Promessa
Non riesco a parlare in un’intervista
Perché è un sacco di merda che non ho in testa
Non mi sento capito dall’analista
Perché non ha mai fatto i panini a un festival
Questa non è la mia vita fast
È la corsia lenta per le grandi masse
Non ti bastavano cento barre
Perché forse hai bisogno della 104
“Al lupo, al lupo, diventa pop”
Adesso tutti gridano al pop
Hai mai visto un ramo tagliare il tronco?
Quello del proprio albero genealogico
Corpi che parlano dietro un muro
Così sottile per trattenere
Il peso di certe promesse è fumo
Per i ragazzi rinchiusi nеl buio
La gente non sa si perdе
Nel senso che non vinci sempre
Ricordo desideri peggiori
Eran puniti con la prigione
Per fare ballare le mie giornate
Serviva collagene e un po’ di Polase
Per non essere solo sé stessi
Profondamente negli abiti
Lanciavo semi in quartiere, ora c’è un albero di euro
Con gli assistenti, gli assenti, fumo tra panni stesi
Guido lo yacht col ginocchio verso il viale dei ricordi
Sopra una ruota in rotonda, rondine fa una ronda
Scendo come Hennessy, esco per le entrate
Da Fulvio Testi fino a Calvairate
Svuota il portavalori, prendi e portalo altrove
Da palazzo a palazzo, da mattone a mattone
Oggi ho fatto bene, guadagnato meglio
Serata diversa, venti zarri in centro
Mi ricordi chi ero, aspetta, aspetta, non ricordo chi sei te
Mi riportano indietro come fossi stato lì in prestito
Prome stava a contare i giorni, poi le ore
Come chi non trova la ragione
Siamo figli di scelte sbagliate
Per questo, se brindo, è a giorni migliori
Chiamo un dottore o un amico
L’importante è che arrivi fornito
Che ti amano tutti puoi dirlo
Però alla tua festa io non ti ho mai visto, fra’
Non sono il tipo, ma la faccio una foto
Anche se in genere ho una faccia di merda
Anche se in genere guardano male
Poi ho fatto due soldi e riempito l’agenda
In zona vendono buste sul mono’
È giusto finché non aggiusti qualcosa
Vedo doppio, compro il negozio
Prendo le cose, nemmeno le provo
Lanciavo semi in quartiere, ora c’è un albero di euro
Con gli assistenti, gli assenti, fumo tra panni stesi
Guido lo yacht col ginocchio verso il viale dei ricordi
Sopra una ruota in rotonda, rondine fa una ronda
Scendo come Hennessy , esco per le entrate
Da Fulvio Testi fino a Calvairate
Svuota il portavalori, prendi e portalo altrove
Da palazzo a palazzo, da mattone a mattone
Da palazzo a palazzo, da mattone a mattone, da grondaia a grondaia, da un angolo di strada al tuo angolo di strada
Questo è il progetto, questa è la start-up, camminate con noi.
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