L’11 luglio 2026 Kanye West, oggi Ye, ha portato il suo tour mondiale allo stadio di Tirana, in Albania. Non un tappa qualunque: il concerto arrivava dopo la cancellazione di quello previsto a Reggio Emilia nell’ambito del disastroso Hellwatt festival, e si è trasformato in un caso politico prima ancora che musicale, con il governo di Edi Rama finito sotto accusa per aver stanziato fondi pubblici destinati alle emergenze nazionali pur di garantire lo svolgimento dello show. Noi di Rapologia eravamo tra il pubblico, e vi raccontiamo cosa è successo davvero dentro lo stadio della capitale albanese.
Kanye West a Tirana: il resoconto del concerto di Ye in Albania tra circa 60mila fan e polemiche
Lo stadio era pieno, ma a colpire era soprattutto la composizione del pubblico.
Grazie anche all’attivazione della community di Yeezy Italia, la presenza italiana era massiccia, al punto da rendere l’evento una sorta di ritrovo nazionale più che un concerto in territorio straniero. Accanto agli italiani, tanti fan arrivati da tutta Europa: tra gli altri, gruppi dall’Inghilterra e dalla Norvegia, quest’ultimi presenti nonostante la concomitanza con un impegno calcistico di rilievo per la loro nazionale. Per molti nostri connazionali, la trasferta a Tirana ha rappresentato una sorta di rivalsa dopo la delusione di Reggio Emilia: la struttura circolare dello stadio albanese, tra l’altro, ha garantito una visuale nettamente migliore rispetto a quanto sarebbe stato possibile nell’impianto emiliano, eliminando buona parte dei problemi di visibilità che avevano già contribuito ad alimentare le polemiche sull’organizzazione italiana.
Se la musica ha convinto, la macchina organizzativa ha mostrato le stesse criticità già emerse nelle settimane precedenti l’evento, quando si erano diffuse notizie su vendite di biglietti sotto le attese e su un massiccio intervento economico del governo albanese per evitare la cancellazione. Gli ingressi sono stati gestiti in modo confuso, con parte del pubblico ancora fuori dai cancelli a ridosso dell’orario di inizio previsto. Il live è partito con circa un’ora di ritardo, una costante ormai frequente nei tour di Ye ma che in questo contesto ha amplificato il nervosismo di chi aspettava da ore.
La scaletta: due ore di discografia di Ye e spazio a Bully
Una volta partito, Kanye West in Albania ha offerto un live compatto e intenso, circa due ore senza interruzioni, ripercorrendo l’intera discografia e trovando spazio anche per i brani di Bully, il suo ultimo progetto. Nessun ospite a sorpresa, come del resto ci si aspettava vista la formula ormai consolidata del tour: l’unica presenza fissa sul palco è stata quella di André Troutman, che accompagna Ye in tutte le date del world tour. Troutman ha portato ovviamente in scaletta il talkbox, lo strumento reso celebre proprio dalla sua famiglia, regalando alcuni dei momenti più identificativi della serata su brani storici come Say You Will, Heartless e Runaway, oltre che sulla più recente All the Love, di cui è featuring ufficiale nell’album.
Se dovessimo indicare il picco emotivo del concerto, sarebbe senza dubbio Heartless: l’intero stadio ha intonato il ritornello a squarciagola. Ye si è mostrato carico e concentrato per tutta la durata dello show, vocalmente preciso, anche se fedele a un atteggiamento distante, senza interazioni verbali con il pubblico. Per la prima metà del concerto ha indossato la consueta maschera, rimossa poi nella seconda parte della serata. Sul piano tecnico, l’unica vera nota stonata è arrivata dall’acustica dell’impianto: gli altoparlanti hanno faticato a reggere le frequenze più basse, penalizzando parte della potenza sonora dei brani più muscolari.
Nella passerella conclusiva, con le luci dello stadio ormai basse, in sottofondo è arrivata perfino Hey Mama, brano che Ye ha sempre dedicato alla madre Donda West, scomparsa nel 2007. Non è un dettaglio casuale: il giorno successivo al concerto, oggi, 12 luglio, sarebbe stato il 77° compleanno di Donda West, e la scelta della colonna sonora finale, per quanto non dichiarata esplicitamente dal palco, si legge come un omaggio silenzioso in prossimità di quella data.
Al netto delle criticità organizzative e del clima teso che ha accompagnato l’arrivo di Ye a Tirana, il concerto ha confermato quanto il suo seguito resti solido e trasversale, capace di riunire migliaia di fan da tutta Europa in un impianto pensato in fretta e furia dal governo albanese. Resta la sensazione di un evento a due velocità: da una parte uno show intenso e impeccabile sotto alcuni punti di vista, dall’altra una macchina organizzativa e politica che ha finito per pesare più della musica stessa nel racconto di questa data del tour.


