Siamo stati al live di Lloyd Banks allo You Club di Vicenza e sì, è stata una figata. Una di quelle serate che non reinventano nulla, ma fanno esattamente quello che devono fare: riportarti in un’epoca precisa del rap americano e fartela vivere dal vivo, senza troppi fronzoli.
Lloyd Banks fa saltare lo You Club con il suo repertorio storico
Lo You Club si conferma una location centrata per questo tipo di eventi. Strutturato bene, suono solido e dimensione giusta per godersi il live senza dispersioni. Non è la prima volta che passiamo da qui: dopo il live dei Mobb Deep il mese scorso, è evidente che il club sta diventando un punto di riferimento per gli show hip-hop in zona. E con gli M.O.P. in arrivo, è facile immaginare che ci torneremo ancora.
Il pubblico? Trasversale e motivato. Gente di età diversa, arrivata da tutta Italia: Bari, Roma, Brescia, Piacenza, Milano e altre città. Dentro si respirava quella fame tipica degli appassionati veri, con presenza anche di rapper e producer della scena.
L’attesa si è fatta sentire: Lloyd Banks non è salito subito sul palco, ma il DJ set di classici dell’hip-hop americano ha fatto il suo lavoro, tenendo alta l’energia e preparando il terreno nel modo giusto.
Poi, poco dopo mezzanotte, l’ingresso. È evidente che non siamo più davanti al Lloyd Banks dei primi anni 2000: il confronto con le immagini proiettate sul videowall lo rende ancora più chiaro. Ma la presenza scenica e soprattutto la fotta sono rimaste. E alla fine è quello che conta.

50 minuti che valgono il viaggio
La scaletta è stata un viaggio diretto nei suoi classici: Hands Up, On Fire, Beamer Benz or Bentley, Start It Up, Smile, I’m So Fly e altri pezzi che hanno segnato un’epoca. Nessuna concessione alla discografia recente, scelta che può lasciare un po’ di amaro, considerando che negli ultimi anni ha continuato a pubblicare materiale solido. Ma si tratta di un tour europeo e tutto ciò, dopotutto, era prevedibile.
Circa 50 minuti di live, tutti giocati sul fattore “back in the dayz”. Per chi è cresciuto con quella roba, è stato un momento quasi surreale: sentire quei pezzi dal vivo nel 2026, a Vicenza, non è qualcosa che si dava per scontato.
Non sono mancati momenti di interazione: qualche siparietto con il pubblico e firme su CD e vinili. Piccole cose che però fanno la differenza in contesti così ravvicinati.
In sintesi: una bella serata, senza sorprese ma estremamente efficace. Per gli amanti di quel periodo glorioso del rap americano, uno di quegli eventi che centrano in pieno l’obiettivo.



