Guè al Fabrique, Fastlive Special Show: il racconto della prima data

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Il sold out era stato annunciato, ma vederlo materializzarsi dal vivo è un’altra cosa: domenica 1 febbraio Guè ha aperto al Fabrique di Milano la prima di tre date tutte esaurite del suo Fastlive Special Show, trovandosi davanti un club letteralmente stracolmo. Un pubblico trasversale, fatto di fan storici e giovanissimi, ma anche di addetti ai lavori ed esponenti della scena, a conferma di quanto il peso specifico di Guè continui a essere centrale nel rap italiano.

Fastlive Special Show, Guè x Fastlife: un live al Fabrique costruito come un evento

La serata è partita con un dj set che, anche per coprire la consueta decina di minuti di ritardo, ha subito messo le cose in chiaro. Una selezione ben calibrata di banger americani, capace di scaldare il Fabrique senza scadere nel prevedibile, per poi virare verso il finale su tracce iconiche di Guè e dei Club Dogo. Un riscaldamento vero, non un semplice sottofondo d’attesa.

Uno degli elementi più riusciti dello show è stata senza dubbio la scenografia. Al centro del palco una gigantesca ruota, chiaro rimando al CD di Fastlife 4, sopra la quale campeggiava la console di Cookin Soul, visibilmente gasato e coinvolto. Intorno, un’auto storica pimpata, barili di benzina e dettagli che richiamano in modo diretto l’immaginario street e l’estetica Fastlife, senza risultare caricaturali.

Il live è durato circa un’ora e mezza e la sensazione è stata quella di una corsa continua. Zero filler, solo pezzi che contano. Una selecta pensata per chi conosce davvero il catalogo di Guè, con brani che negli ultimi anni si sono sentiti raramente dal vivo e che qui hanno trovato nuova linfa.

L’unica vera nota stonata riguarda la promessa iniziale. Il concerto era stato presentato come il primo live interamente dedicato alla saga Fastlife, ma così non è stato fino in fondo. I brani dei vari Fastlife ci sono stati, ma in mezzo si sono inserite anche tracce di album più recenti e soprattutto Fastlife 5 non è stato eseguito integralmente (quantomeno con le strofe di Guè). Considerando che le date sono tre, è plausibile che Guè abbia scelto di “spalmare” il progetto sull’intero trittico di show.

Ospiti, momenti iconici e storia del rap

Al netto di questo, alcuni momenti hanno ripagato ampiamente l’attesa. Sentire dal vivo Non Lo Spegnere con Entics, tornato sul palco con grande naturalezza, e vederlo poi prendersi il ritornello di Zuli in Forza Campione insieme a Ensi è stato uno di quelli. Così come Joshua al posto di Daniele Vit in Amore O Soldi da Fastlife Vol 3, capace di emozionare il Fabrique.

Il picco simbolico arriva con Sempre In Giro, estratto da Fastlife Vol 2: il celebre catino d’acqua del video portato sul palco, Emi Lo Zio che ci infila i piedi come nell’intro originale, e la presenza contemporanea di Vincenzo Da Via Anfossi, Don Joe e dello stesso Fabrizio Conte, con la sua storica intro rappata.

Un frammento di storia del rap italiano materializzato davanti al pubblico.

@rapologia.it Nel suo live Guè porta direttamente sul palco il video di Sempre In Giro #gue #fastlife #sempreingiro #rapitaliano #concertirap ♬ suono originale – Rapologia

Cookin Soul, il valore degli scratch e della prima vittoria

Ottima anche la gestione degli ospiti al fianco di Cookin Soul, sempre attivo nel dialogo con Guè e con la platea. Bassi Maestro, DJ Shocca e DJ TY1 hanno riportato al centro altri pezzi storici così come gli scratch, ricordando quanto questo elemento faccia ancora la differenza anche su palchi di queste dimensioni.

Quella del Fabrique è stata, a tutti gli effetti, la prima vittoria di tre. Guè ha ribadito dal palco che continuerà a fare musica ancora a lungo e ha lasciato intendere che arriverà presto qualcosa di diverso, forse più adatto anche a chi non era pronto a un live così crudo e denso di barre (possibile riferimento al progetto con Rose Villain annunciato lo scorso anno?)

Si poteva osare di più sul fronte Fastlife puro e magari pescare qualche ospite ancora più storico e meno mainstream, ma resta il fatto che questa prima data ha confermato, ancora una volta, la solidità di una carriera fuori scala. Guè, nel bene e nel male, continua a fare la storia del rap italiano.