ASAP Rocky continua a spingere l’acceleratore su Don’t Be Dumb e lo fa pubblicando Punk Rocky, un nuovo singolo accompagnato da un video che chiarisce ulteriormente la direzione del progetto. Dopo l’annuncio dell’artwork firmato Tim Burton, questo nuovo tassello rafforza l’idea che il ritorno di Rocky non sarà solo musicale, ma profondamente concettuale e visivo.
Punk Rocky di ASAP Rocky: sperimentare senza perdere identità
Sul piano sonoro, Punk Rocky sorprende senza risultare forzato. Il brano si muove su coordinate che richiamano alcune delle atmosfere più psichedeliche e alternative già sentite nella collaborazione con Tame Impala in Sundress, pur mantenendo una struttura rap riconoscibile. Non è un semplice esercizio di stile: c’è una ricerca evidente, un gusto per i suoni sporchi e per una scrittura che sembra voler dialogare con mondi diversi dall’hip hop classico.
Se Don’t Be Dumb dovesse svilupparsi interamente su questa linea, la forza creativa di Rocky non potrebbe che crescere ulteriormente.
Uno degli aspetti che rende ASAP Rocky una figura centrale nel rap contemporaneo è la sua capacità di rinnovarsi senza mai snaturarsi. Punk Rocky conferma questa attitudine. Il paragone con Tyler, the Creator è forse immediato: entrambi hanno costruito carriere basate sulla libertà creativa, sull’idea che ogni progetto debba rappresentare un’evoluzione e non una replica del precedente.
Rocky non rincorre le mode, semmai le anticipa o le piega al proprio linguaggio. Anche quando flirta con sonorità più rock o alternative, lo fa con consapevolezza, inserendole in un contesto coerente con il suo percorso artistico. È una sperimentazione che nasce da una visione, non da un bisogno di stupire fine a se stesso.
Un immaginario sempre più forte
Se la musica incuriosisce, l’apparato visivo colpisce ancora di più. Il video di Punk Rocky, che vede la partecipazione di Winona Ryder (guarda caso nel pieno del flusso Stranger Things 5), è un altro tassello fondamentale nell’immaginario che ASAP Rocky sta costruendo intorno a Don’t Be Dumb. Fotografia, styling e narrazione sembrano dialogare apertamente con il cinema, rafforzando l’idea di un progetto pensato come esperienza totale.
In questo senso, il collegamento con Tim Burton appare sempre meno come una semplice collaborazione e sempre più come una scelta artistica strutturale. Tra il video di Punk Rocky e il film legato all’album, emerge una direzione chiara, coerente e ambiziosa, che va ben oltre la pubblicazione di un singolo.
Ed è proprio qui che cresce l’attesa per il contributo di Danny Elfman. Sapere che una figura del suo calibro è coinvolta nel progetto rende Don’t Be Dumb ancora più intrigante. Il suo ruolo potrebbe essere decisivo nel dare profondità e coesione a un album che, pezzo dopo pezzo, si sta rivelando uno dei ritorni più interessanti e imprevedibili degli ultimi anni.
Buona visione e buon ascolto!


