Promessa, rapper di nome e di fatto, ha dato egregiamente prova di sé nell’ultimo episodio di Real Talk, confermandosi una delle nuove leve su cui riporre più fiducia ed hype. Capiamo cosa ha reso questa performance così memorabile e cosa ci possiamo aspettare in futuro.
Promessa ci ricorda a Real Talk la fame di dire la propria
Come ci dimostra già dal primo beat, Promessa non ha problemi a denunciare le disparità e le ingiustizie della società, che racconta di aver vissuto sulla sua pelle: la sua narrazione è sì quella “classica” della vita di strada, ma con una sfumatura pungente che ne denuncia il marcio (come pochi della nuova scena sanno fare).
Il flow sulla prima base parte lentamente (come è naturale che sia per un emergente appena buttato sul banco di prova di Real Talk) ma si evolve per diventare una fitta e insistente pioggia di barre, una dopo l’altra, che ne confermano l’ottima penna.
Degno di nota il riferimento a Badabum Cha Cha di Marracash, di cui riprende le barre e, se volgiamo, il bisogno di smascherare l’ingiustizia della vertiginosa differenza di classe, così come della incoerenza delle persone abbienti nei riguardi dei poveri. Dice:
il lavoro lo preferivo sulle scale
coi poveri che parlano però senza parlare
i ricchi invece sono i primi ad infamare
“tranquillo sto zitto capisco”
ma poi finisce sempre male
Se Marra parlava dell’indifferenza dei ricchi e della loro falsa collaborazione (scrivendo “i ricchi invece, loro parlano al plurale, prendiamo, spostiamo ed alziamo e dopo restano a guardare”) qui Promessa avvalora il tutto smascherando l’infamia della finta comprensione, portando sul tavolo un aspetto nuovo e decisamente scottante
Il successo porta nuove responsabilità
Se il primo beat era stato prodotto da Twentytwo, col secondo l’asticella del sound si alza con un frizzante beat di Bosca, che avvalora la performance del giovane rapper di Bicocca.
La narrazione cambia, quasi come un salto temporale: se nel primo lo sguardo di Promessa era principalmente rivolto al passato, qui guarda il suo nuovo successo, nel bene e nel male. C’è una dose di ostentazione nelle sue parole ma, al contrario di molti rapper anche più affermati, non ne fa la base fondante della sua musica. Spicca, tra le barre, sempre il sincero bisogno di dire la propria verità, anche se scomoda.
Idua si prende carico degli ultimi due beat che, a detta di molti, portano il mood migliore dell’episodio: immagini crude e pietose, uno storytelling tagliente, nomi e luoghi che Promessa ricorda con una buona dose di nostalgia, anche se legati a un passato grigio e da dimenticare. Sulla quarta ed ultima base si possono trovare le barre più sentite e viscerali, come:
Pareti nuove fumo dentro per sentirmi a casa
Parenti morti qua lo Stato è la causa
Ho fatto reati con la scusa
Lei mi amava dopo ho fatto un casino
Cambio stanza mentre penso “le scrivo”
Fare schifo in un disco, un discorso ridicolo
Sento il vuoto dentro, ma mangiato da Dio
In generale, bisogna puntare su Promessa
Anche se non è stato chiaro su eventuali progetti in uscita, Prome ha approfittato di Real Talk per annunciare tanta nuova musica in arrivo, sottolineando più volte il duro e costante lavoro di lui e del suo team. Alle classiche domande di rito, inoltre, ha proposto come nuovo protagonista del format K Carter, rapper di Acerra che sembra promettere molto e, detto da uno dei migliori emergenti della scena, non possiamo che tenerlo d’occhio.
Quella di Promessa è stata una puntata intensa, mai scontata, garante per gli ascoltatori di viaggio intenso e profond0 nei suoi ricordi che, per quanto personali, parlano davvero a tutti: il rap non solo è in buone mani, ma si prospetta più luminoso che mai con artisti sul pezzo come lui.
Non perdetevi la nuova puntata di Real Talk, così come non perdetevi la scalata di Promessa nella sua “odissea artistica”, che seguiremo con piacere e tanta aspettativa:
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