18k a Real Talk: un mix agrodolce di originalità e intrusività

18k

Real Talk è stato banco di prova di moltissime nuove leve del rap-game italiano, soprattutto nell’ultimo anno. Promessa, Flaco G, Sayf, Cuta, Neza, Rari dal Tacco e molti altri hanno avuto l’occasione, nel 2025, di mostrare le proprie skills come emergenti e, in generale, possiamo dirci elettrizzati per il futuro di questa nuova generazione. Mancava all’appello, però, uno degli artisti che ha più fatto rumore quest’anno. Un ragazzo che, nonostante uno stile non per tutti e non istantaneo, è entrato a far parte per molti delle grandi promesse del rap italiano. Parliamo del Real Talk di 18k.

18k ha fatto un salto a Real Talk: flow e barre scomode che sono una scommessa rischiosa

Volendo toccare subito il grande elefante nella stanza, vale la pena spendere due parole sullo stile di 18k.

Sarà banale dirlo, ma il ragazzo ha uno stile, un flow e una personalità artistica tutte sue. L’espressione “ha uno stile tutto suo” è spesso abusata, in quanto bene o male ogni rapper mostra delle influenze dagli artisti del suo stesso contesto, della sua epoca o che semplicemente giravano nelle cuffiette quando era un ragazzo. E con questo non stiamo dicendo che 18k ne sia esente. Ma va notato come, in confronto a tutti i colleghi emergenti, il ragazzo classe 97′ mostri una sua originalità.

Il rap inteso come sfogo, come pagina su cui vomitare tutto ciò che si ha dentro è una cosa già vista, da molti considerata parte essenziale del rap fatto bene. E le influenze da citare qui sarebbero molteplici. Quello che fa 18 è però qualcosa di più raro e, se vogliamo, più difficile del “flusso di coscienza” (che per molti rapper è comunque una vetta difficile da raggiungere). 18k mischia la fame di denuncia e di autocritica, la lucidità mentale e la scrittura affilata con una dose ingente di pura  e grezza volgarità.

Non volendo fare paragoni azzardati, l’esperimento del rapper è paragonabile a quello di Fibra in Mr. Simpatia: creare un personaggio ad hoc e sfogare attraverso di lui tutte le schifezze e porcherie intrusive che passano per la testa a un ragazzo giovane, con un passato difficile ma che nel quotidiano mantiene la maschera del pudore. Ha affermato nel corso della puntata:

Scrivo le cose per non farle nella realtà (…) a me gasa dire le cose che pensano tutti ma che poca gente dice, soprattutto nelle canzoni

Se a questo si aggiunge una buona dose di attitude e stile punk, flow hard trap e tanta, ma tanta, voglia di spaccare, ecco che ci si trova davanti a un elemento davvero intrigante della scena. Non per tutti, sia chiaro, ma decisamente da tenere d’occhio.

Take di Real Talk interessanti, che però non riassumono l’anima artistica di 18k

8 minuti di barre nel video di Real Talk non bastano per recuperare 18k. Album come Anti Anti e Grotto ci hanno mostrato, gli anni scorsi, quanto sia sfaccettata la sua natura musicale: tanti flow, barre di diverso tenore e argomento e, cosa è mancata in questa puntata, delle parti liriche particolarmente contigue con il tipo di rap che viene proposto.

Piacevole sorpresa di questa occasione è stata la gestione della metrica. Decisamente più affinata rispetto a qualche pezzo fa, ma ancora da limare per rendere il prodotto finale migliore. Come afferma anche lui rappando, non ha senso ripetere la stessa formula senza mettersi alla prova: bisogna osare, piuttosto andare a sbattere, e questo appetito di crescita artistica non è da tutti. Dice:

Rapper falliscono faccio una festa,
por*a putt*na ho buttato due album,
per te sono hit, per me sono m*rda

Come spiegato anche da lui, questo non è un riferimento ai progetti passati, ma a tutti gli inediti (quasi due album nuovi) che 18k potrebbe pubblicare, ma che sarebbero uguali a quelli scorsi e di successo.

Il resto delle barre ci porta un viaggio sonoro allucinato, dalle tinte grottesche e oniriche: entrare nell’universo creativo di 18k vuol dire accettare di immergersi in una brodaglia di volgarità, dichiarazioni folli e riferimenti alle droghe in continuazione. Un esperimento che, nonostante la sua peculiarità, è riuscito a creare hype e generare un pubblico tutt’altro che di nicchia.

Un artista non è mai completo e 18k ne è la prova

18k ha ancora molta strada da fare. Mentre emergenti come Promessa e Sayf sembrano aver trovato la loro zona di comfort e il loro forte, 18k è in continuo mutamento artistico. Da certi punti di vista i testi e le metriche sono molto intriganti ma davvero migliorabili. Questa puntata di Real Talk ne è esempio: una session intensa, con un’atmosfera unica ma in cui risalta più il personaggio e la sua attitude che la scrittura in sé.

18k non è per tutti, né probabilmente ha intenzione di esserlo. Quale rapper lo è del resto? Ma, se cercate qualcosa di nuovo, fresco e assolutamente folle, vi consigliamo caldamente di recuperare i suoi progetti.