You Can’t Kill God With Bullets, confessioni senza censure di Conway the Machine

Conway The Machine

Con You Can’t Kill God With Bullets, il suo quinto album da solista, Conway the Machine parla di lusso e debolezze, sopravvivenza e tradimenti, materialismo sfrontato e divinità dell’uomo nero senza soluzione di continuità, una particolare forma di schizofrenia normalizzata dal concorso di numerosi ambienti ostili. 

Conway the Machine senza filtri in You Can’t Kill God With Bullets

L’album si apre con Gun Powder, che campiona le parole pronunciate da H. Rap Brown nel 1968, un discorso fortemente politicizzato sulla necessità della radicalizzazione politica per impedire che i neri negli Stati Uniti vengano considerati e trattati come cittadini di seconda classe:

And you say that you are revolutionaries
Well, if you are revolutionaries, you must assume the revolutionary posture
Chairman Mao says power come from the barrel of a gun
See, it’s no in-between, you are either free or you a slave
There’s no such thing as second-class citizenship
Once you go for it, you go for it because you jumped
The only thing that’s gon’ free Huey is gunpowder, black powder

Le aspettative sembrano indirizzate verso un album, almeno nel complesso, impegnato politicamente, se non fosse che già da The Lightning Above the Adriatic Sea e BGM, le tracce successive, Conway inizia a esibire una forma confusa di schizofrenia, poi articolata per tutto il resto del progetto. Si parla di materialismo sfacciato contro invidiosi e detrattori, sparatorie e violenza, e quando l’MC ripete come l’uomo nero sia Dio, questa affermazione resta bloccata tra l’accumulo di ricchezza e la capacità di sopravvivere senza farsi travolgere.

Il titolo dell’album rimanda alla capacità dello stesso Conway di essere sopravvissuto alla sparatoria del 2012, con la conseguente paralisi parziale del volto che però non ha impedito al rapper di farne addirittura un punto di forza. Come ha dichiarato a XXL, questo vuol essere l’album della consacrazione, delle intenzionalità forti, vuol finalmente vedere il suo nome scolpito sulla pietra. Ma soprattutto dice: “Negli ultimi tempi mi sono trovato in un momento in cui tutto sembrava contro di me. Ci sono stati colpi bassi, non solo verbali. La vita comincia ad essere tale e devi cavartela da solo in mezzo alle difficoltà”.

Vividezza e depressione: le contraddizioni profonde di una “lucida psicosi”

Questa lucida psicosi emerge anche nella delivery monocorde, quasi senza slancio, con cui assembla cocci di ricordi sparsi qua e là, come a sottolineare che un frammento non ha più importanza di un altro, non c’è una cornice, una lacrima ha lo stesso peso di un proiettile, il passato e il presente non sembrano coordinate adatte. Brani come Mahogany Walls, Crazy Avery, I Never Sleep, Se7enteen5ive e Diamonds, singoli di punta del progetto prodotti entrambi da Conductor Williams, sono densi di questi riferimenti. In Diamonds, in coppia con Roc Marciano, emergono le barre forse più crude del progetto: 

Spit in the face of a n***a daughter that I slaughtered
Went from bricks in the water to openin’ brick and mortars
N***a wanna speak to my plug, he gotta cross the border
You know where I was brought up
We can go body for body, we spray up the corne

Questa crudezza lascia repentinamente spazio agli stati depressivi di Hold Back Tears, un chiaro sintomo clinico della schizofrenia. Le immagini vivide appena descritte provocano una voragine, la rivalsa lascia spazio al lutto per tutte le persone care che non ci sono più:

Ayo, I cried when Dough Boy died
I cried when ‘Chine Gun Black died
Tears burst out of my eyes
Yo, I cried when D-Black died
Ayo, I cried when ‘Liq Racks died
Tears burst out of my eyes

Yeah
Somebody said I sounded depressed in a lot of my songs now
Shit, hell yeah, I’m depressed, I lost a child, n***a
You know the love don’t feel real no more, homie
I’m fucked up for real

Conway ci lascia tra le mani un progetto senza censure, in cui i flussi di coscienza esaltano la creatività artistica, confessioni che chiedono ascolto senza giudizio e riccimento della loro importanza.

Puoi ascoltare You Can’t Kill God With Bullets di Conway the Machine al link qui sotto: