“Il giradischi non è uno strumento musicale: sono tutti”. Si legge questo sulla pagina ufficiale di Dj Gruff. Un “musicista del piatto”, un originatore; turntablist, dj, beatmaker, rapper. Non servirebbe aggiungere altro, e non servirebbero ulteriori presentazioni. (Premessa doverosa: l’esaltazione dovuta a questa notizia giustificherà – in parte – l’enfasi di questo discorso). Una vita artistica dedicata totalmente all’evoluzione dello stile sui piatti – della tecnica degli scratch – e ad un rap inconfondibile, libero e liberatorio, istintivo e ‘alieno’. Gli Isola Posse, i Sangue Misto, la collaborazione con gli Alien Army e i suoi dischi solisti. Una discografia piena, che – in un oggi che cannibalizza la memoria – va rispolverata, periodicamente. O tutto o niente, terzo album solista di Dj Gruff – dopo La Rapadopa (1993) e Zero Stress (1996) ed escludendo l’EP Il suono della strada (1998) – e capolavoro assoluto del rap italiano, sarà ristampato, e in qualche modo ‘celebrato’ con un nuovo tour in tutta Italia.
Lo svarione potenziato che da mo’stai cercando: la ristampa di O tutto o niente di Dj Gruff
Ho acceso qualcosa, ho spento le luci e alzato lo stereo. Una voce profondamente cannabinoidale quasi sussurra, sopra una base storta. “Svarioni che accompagnano la mia andatura, non mi riprendo più…”. Mi sono preso così il mio tempo per riascoltare un classico: come un caldo abbraccio di parole deliranti. “Lo spazio è pieno di misteri”…
O tutto o niente è un capolavoro. Il rap e la musica – il frenetico e maniacale lavorio ai piatti – perfettamente bilanciati; pezzi strumentali, pezzi scratchati, flussi di coscienza; all’alba del nuovo millennio (siamo nel 1999) il disco si configura come un modello e una pesante pietra di paragone per il futuro, per entrambe le discipline.
i miei strumenti sono cilum, giradischi, un mixer, testine, shure…
O tutto o niente – e non è un caso – esce nello stesso anno di Orgasmi Meccanici, secondo disco degli Alien Army (dopo Il Contatto) e consacrazione di un gruppo nel quale Gruff ha militato e fatto scuola, diffondendo (insieme a Dj Skizo) una filosofia precisa di approccio allo strumento, un monito importante contro ogni “impiegato dei giradischi”. Nella sua militante semplicità.
La divisione ritmica, l’istinto dello scratch è in ogni sua rima, la deformazione professionale del dj emerge da ogni ermetica metrica del disco. Il disco della maturità di un originatore del rap nell’italico idioma. Un disco con un non so che di futuristico -e irrazionale – che ancora colpisce, conferendogli quella patina di misterioso fascino, che hanno tutte le grandi opere.
All’avanguardia cu le tecniche
Fa figo essere costipati nell’impossibilità del fare
In O tutto o niente è presente quello che può essere considerato il primo dissing nella Storia del rap italiano. Con la versione remix di Sucker per sempre, si approfondiva il conflitto con gli Articolo 31, acuito ulteriormente dal brano Adios Babbeo, contenuto in Orgasmi Meccanici.
Com’era vissuto quello scontro all’epoca? Ci è stato raccontato con dovizia di particolari. Personalmente ritengo che i dissing – quando non sono una mera operazione commerciale – siano fondamentali, all’interno della musica Hip Hop, che porta ad esprimere così tanto della tua persona da portarti inevitabilmente verso lo scontro con gli altri. Lo scontro genera comunque un incontro, e in questo aspetto, c’è parte della modernità del disco.
Ogni pezzo, qui, meriterebbe un discorso proprio, un discorso che tenga conto dell’orchestrazione complessiva che ne è alla base. Un discorso che valorizzi pienamente l’equilibrio tra il ‘mestiere’ del musicista e la pura ispirazione artistica, l’anima. L’equilibrio ritmico tra istinto e ordine.
Da Svarionato, la ‘traccia-cilum’, a Incontri ravvicinati, la ‘traccia-aliena’; dalle sfumature più personali ed esistenziali – le struggenti Senza te e Ben bella – a quelle più virtuosistiche – pensiamo a Facce di…, All’avanguardia cu le tecniche o Mega Loma (wd super deformed) con Paura -, O tutto o niente ci suona ancora oggi perfettamente bilanciato.
Non a caso ancora oggi. Per questo lo consideriamo un classico.
Un astronave in fuga dall’apocalisse
Non credo che le cose accadono a caso. O tutto o niente viene ristampato oggi. Oggi che il rap è ovunque, potremo far tornare tra i nostri ascolti, un disco uscito in un’epoca in cui questa disciplina – il suo ‘successo’ mediatico – si credeva andasse incontro a tutt’altri esiti, dato lo scarso interesse di pubblico che alla fine deli anni 90 riusciva ad attrarre.
Uno sparuto gruppo di persone l’hanno tenuto in vita, nonostante tutto. Gruff è sempre stato tra questi pochi, i nostri eroi, che al di là della mitizzazione hanno perservato e sviluppato lo stile, che è cresciuto e diffuso nelle generazioni, arrivando a noi, e poi a voi.
Ho un ricordo legato a questo disco. Lo ascoltavo in treno, con le cuffie, fatto e triste per tutto. Era il 2016. Mentre la trap spopolava e cambiava il gioco, io vivevo da un’altra parte. Mentre il mondo stava a rota con Travis Scott (e da noi con Sfera Ebbasta) io, con un sorriso sconfitto e disincantato, ascoltavo Ben bella.
Dieci anni dopo, diversa materia organica, e stesso risultato. Ma spero – anzi, credo – ci sia un ragazzo, un post-adolescente, che non ha ancora deciso (e forse non deciderà mai) cosa fare della propria vita, che in una mattina di pioggia, in treno, lascia perdere le playlist di tendenza e sceglie di ascoltare O tutto o niente.
La pubblicazione sarà accompagnata da un tour dedicato, dove l’artista riporterà dal vivo tutte le tracce di O tutto o niente con alcune rivisitazioni. Ad accompagnarlo sul palco per la prima volta l’artista Lauryyn, e il bassista Valerio “Combass” Bruno. Queste le prime date:
- 03 Aprile, Magnolia, Milano
- 10 Aprile, Alcazar, Roma
- 11 Aprile, Casa delle Arti, Conversano (Bari)
- 24 Aprile, Locomotiv, Bologna


