J Lord pubblica Clan Destino: un ritorno a sorpresa che divide ai primi ascolti

J Lord

Tre giorni di distanza tra annuncio e release, zero promo tradizionale, solo tre post su Instagram e qualche storia. Così J Lord ha lanciato Clan Destino, il suo nuovo album, scegliendo una strategia ormai abbastanza diffusa: uscire senza costruire hype artificiale, lasciando parlare direttamente la musica.

Clan Destino di J Lord: tra intuizioni forti e mancanza di coesione

Il titolo Clan Destino, insieme alla cover rossa con un suo ritratto disegnato in primo piano, aveva acceso la curiosità. In un’epoca in cui molti progetti arrivano con settimane di teaser, pre-save e trailer, la scelta di comprimere tutto in 72 ore è un segnale chiaro. Ma quanti dischi oggi riescono davvero a reggersi solo sul nome dell’artista e sull’impatto visivo?

Ai primi ascolti, Clan Destino lascia sensazioni contrastanti. Non è un disco da bocciare in blocco, ma nemmeno quello che ci aspettavamo da un artista che, agli inizi del suo percorso, aveva mostrato un’identità molto marcata e riconoscibile.

Tracce come Criminale, Verità con Ntò, Commando Vermelho e Asci’ Pazz sono tra i momenti in cui riaffiora quel J Lord capace di unire attitudine, scrittura e street credibility. Sono episodi che ricordano perché, ai tempi, fosse considerato uno degli emergenti partenopei più interessanti della scena.

Le ombre e la sensazione di fretta

Altre tracce come My Friend, Nun Ero Io o Pablo invece sembrano non aggiungere molto al suo percorso. Non sono brutti brani in senso assoluto, ma lo collocano in una zona più standardizzata, dove rischia di diventare uno dei tanti invece che quello con una cifra stilistica precisa.

Il problema principale, almeno per ora, sembra essere la struttura complessiva del disco. L’apertura e la chiusura non danno la sensazione di essere state pensate come veri poli narrativi di un album coeso. Più che un percorso unitario, Clan Destino appare come una raccolta di tracce messe insieme senza una direzione chiara. E viene spontaneo chiedersi: dopo quattro anni dall’album precedente, No Money More Love, J Lord si meritava davvero un progetto pubblicato in questo modo?

La sensazione è che il disco possa essere stato chiuso e messo online in tempi rapidi, forse per necessità, forse per urgenza creativa. Ed è un peccato, perché J Lord resta un rapper molto forte, con tecnica e personalità. Qui però sembra quasi intrappolato in una sorta di zona di (non) comfort, come se non avesse ancora deciso quale direzione prendere in modo definitivo.

Detto questo, siamo ai primi ascolti. Clan Destino è un album che potrebbe trovare un pubblico pronto ad apprezzarne certe sfumature più immediate o meno ragionate. Il giudizio non è definitivo: il potenziale dell’artista resta intatto, e proprio per questo l’aspettativa era più alta.

Lo potete ascoltare di seguito: