Canerandagio Parte 2 di Neffa: benvenuti al suo show!

Neffa
Foto di Nicolò De March

Dopo il ritorno in grande stile con Canerandagio Parte 1, Neffa chiude il cerchio con il secondo capitolo del progetto, Canerandagio Parte 2 è disponibile su tutte le piattaforme per Numero Uno/Sony Music, e conferma quanto il rapper e produttore sia ancora oggi un fuoriclasse fuori dagli schemi.

Canerandagio Parte 2: Neffa è in equilibrio perfetto tra istinto e visione

Annunciata da mesi, e attesa da fan e addetti, la seconda parte di Canerandagio di Neffa è finalmente disponibile. Un disco che non solo prosegue il percorso tracciato nella Parte 1, ma lo amplia, lo affina e lo mette in scena come un vero e proprio spettacolo. Non a caso, è lo stesso Neffa ad accogliere l’ascoltatore con le parole: “Benvenuti a ‘sto show”, nell’opening track Show – un manifesto d’intenti tra rap d’autore, produzione curata e uno scratch finale che sa di applauso d’inizio.

Il viaggio musicale entra poi in territori più cupi con Biancoenero insieme a Jake La Furia: un brano che suona come una dichiarazione di potenza da parte di due veterani che la sanno lunga, su un beat granitico che spinge forte e non fa sconti. Domani, con Nayt, cambia registro ma non intensità: qui Neffa riflette sul cambiamento interiore e sulla paura del futuro.

L’atmosfera si fa ancora più intima in Inquinare, dove con Coez racconta una storia d’amore vissuta, sospesa tra malinconia e desiderio. Poi arriva Burnout, un’esplosione tecnica su un loop ipnotico. Il flow è serrato, controllato, eppure carico di tensione. Qui Neffa lancia un autoriferimento che farà vibrare i fan storici: “Chiuso in sta casa, sposto ancora via la tenda” — un richiamo diretto all’inizio di Aspettando il sole (“Fumo un po’, sposto via la tenda”). E se sono finiti gli anni d’oro del soul, come lui stesso dice, resta intatta quella capacità unica di trasformare malinconia e groove in poesia urbana.

In Deidellolimpo con Kaos, le immagini mitologiche (Ulisse, Medusa, Ade) diventano simboli per raccontare una generazione smarrita ma mai doma. “Ulisse è tornato perché è il funk che lo vuole” dice Kaos, e l’eco è immediato: “If you can’t catch the words, puoi sentire il funk”, rappava Neffa nel ’96. Sono versi che parlano tra loro a distanza di decenni, ma con lo stesso fuoco dentro.

A seguire, Santosubito/Rubik è un esercizio di virtuosismo: incastri millimetrici, denuncia sociale e uno sguardo feroce verso la superficialità contemporanea. Uno come me con J-AX fonde ironia e orgoglio, in una sorta di autobiografia in rima, mentre Luna Rossa, con la voce eterea di Mahmood, racconta la fine di un amore con delicatezza e struggente malinconia. Il sipario cala con Addio, in coppia con Salmo: i due immaginano il proprio funerale, tra sarcasmo e poesia, in un finale sospeso tra commiato e rinascita.

Neffa porterà questa nuova musica sul palco con Universo Neffa, un grande evento prodotto da Vivo Concerti, il 5 novembre all’Unipol Forum di Milano. Sarà una serata speciale in cui l’artista ripercorrerà i momenti chiave della sua carriera, celebrando un percorso unico che ha segnato profondamente la storia dell’hip hop e del soul italiano.

In un giorno di pioggia che bagna gran parte d’Italia, pochi dischi sembrano più adatti di questo. Neffa è malinconico, profondo, istintivo. E Canerandagio Parte 2 è l’invito a entrare nel suo mondo: tra luci basse, rime pesate e suoni che sanno di pioggia sui vetri — un posto perfetto dove stare, almeno per un po’.

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