Dopo il ritorno in grande stile con Canerandagio Parte 1, Neffa chiude il cerchio con il secondo capitolo del progetto, Canerandagio Parte 2 è disponibile su tutte le piattaforme per Numero Uno/Sony Music, e conferma quanto il rapper e produttore sia ancora oggi un fuoriclasse fuori dagli schemi.
Canerandagio Parte 2: Neffa è in equilibrio perfetto tra istinto e visione
Annunciata da mesi, e attesa da fan e addetti, la seconda parte di Canerandagio di Neffa è finalmente disponibile. Un disco che non solo prosegue il percorso tracciato nella Parte 1, ma lo amplia, lo affina e lo mette in scena come un vero e proprio spettacolo. Non a caso, è lo stesso Neffa ad accogliere l’ascoltatore con le parole: “Benvenuti a ‘sto show”, nell’opening track Show – un manifesto d’intenti tra rap d’autore, produzione curata e uno scratch finale che sa di applauso d’inizio.
Il viaggio musicale entra poi in territori più cupi con Biancoenero insieme a Jake La Furia: un brano che suona come una dichiarazione di potenza da parte di due veterani che la sanno lunga, su un beat granitico che spinge forte e non fa sconti. Domani, con Nayt, cambia registro ma non intensità: qui Neffa riflette sul cambiamento interiore e sulla paura del futuro.
L’atmosfera si fa ancora più intima in Inquinare, dove con Coez racconta una storia d’amore vissuta, sospesa tra malinconia e desiderio. Poi arriva Burnout, un’esplosione tecnica su un loop ipnotico. Il flow è serrato, controllato, eppure carico di tensione. Qui Neffa lancia un autoriferimento che farà vibrare i fan storici: “Chiuso in sta casa, sposto ancora via la tenda” — un richiamo diretto all’inizio di Aspettando il sole (“Fumo un po’, sposto via la tenda”). E se sono finiti gli anni d’oro del soul, come lui stesso dice, resta intatta quella capacità unica di trasformare malinconia e groove in poesia urbana.
In Deidellolimpo con Kaos, le immagini mitologiche (Ulisse, Medusa, Ade) diventano simboli per raccontare una generazione smarrita ma mai doma. “Ulisse è tornato perché è il funk che lo vuole” dice Kaos, e l’eco è immediato: “If you can’t catch the words, puoi sentire il funk”, rappava Neffa nel ’96. Sono versi che parlano tra loro a distanza di decenni, ma con lo stesso fuoco dentro.
A seguire, Santosubito/Rubik è un esercizio di virtuosismo: incastri millimetrici, denuncia sociale e uno sguardo feroce verso la superficialità contemporanea. Uno come me con J-AX fonde ironia e orgoglio, in una sorta di autobiografia in rima, mentre Luna Rossa, con la voce eterea di Mahmood, racconta la fine di un amore con delicatezza e struggente malinconia. Il sipario cala con Addio, in coppia con Salmo: i due immaginano il proprio funerale, tra sarcasmo e poesia, in un finale sospeso tra commiato e rinascita.
Neffa porterà questa nuova musica sul palco con Universo Neffa, un grande evento prodotto da Vivo Concerti, il 5 novembre all’Unipol Forum di Milano. Sarà una serata speciale in cui l’artista ripercorrerà i momenti chiave della sua carriera, celebrando un percorso unico che ha segnato profondamente la storia dell’hip hop e del soul italiano.
In un giorno di pioggia che bagna gran parte d’Italia, pochi dischi sembrano più adatti di questo. Neffa è malinconico, profondo, istintivo. E Canerandagio Parte 2 è l’invito a entrare nel suo mondo: tra luci basse, rime pesate e suoni che sanno di pioggia sui vetri — un posto perfetto dove stare, almeno per un po’.
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