A quasi due anni di distanza da Tutto Normale, Iastimo pubblica il nuovo album Lord Gravedigger, disponibile dal 20 febbraio su tutte le piattaforme digitali per Marmelade Wave Record. Un ritorno che conferma la sua volontà di restare ancorato a un’idea precisa di rap: diretto, classico, lontano dalle dinamiche di mercato che spesso appiattiscono contenuti e suoni.
Lord Gravedigger di Iastimo: un concept cupo tra trasformazione e critica sociale
Lord Gravedigger ruota attorno al tema della morte, intesa non come fine ma come mutazione. Non c’è ricerca dello shock fine a sé stesso: il disco costruisce un percorso coerente che attraversa morte sociale, politica e culturale, intrecciandosi con il tema della disabilità, centrale nella title track. Iastimo sceglie di vestire i panni dello “scavafosse”, figura simbolica che seppellisce idee logore e narrazioni tossiche.
L’apertura è affidata a Cavie, brano che punta il dito contro l’uso distorto della tecnologia e la condizione di sudditanza nei confronti di un sistema consumistico sempre più invasivo. Le produzioni, curate quasi interamente dallo stesso Iastimo, si muovono su beat lineari, atmosfere scure, poche concessioni melodiche. Il flow è fruibile, con una metrica pulita che rende l’ascolto facile anche quando i contenuti si fanno più densi.
Oblivion, unica traccia prodotta da Skat, rappresenta il momento più introspettivo. Ispirato al film Doors, il pezzo utilizza la metafora delle porte come bivi esistenziali, trasformando la fantascienza in chiave autobiografica.
Con John Lemon, Iastimo alleggerisce il tono giocando con lo storytelling e con la scena contemporanea, senza perdere lucidità. Sottosopra invece entra nel merito del clima politico attuale, criticando derive autoritarie e nuove forme di nazionalismo travestite da modernità. Marcia elimina il ritornello e si affida a una sequenza compatta di barre per attaccare superficialità e propaganda elettorale. Mi vendo tutto, su una base minimale, è un manifesto contro il capitalismo spinto.
La chiusura è uno dei momenti più alti a livello contenutistico: la traccia si chiama Piccole dimenticanze e affronta l’Alzheimer con rispetto, evitando retorica e mantenendo una vena ironica controllata.
Lord Gravedigger è un album rap dall’ascolto immediato per struttura e flow, ma denso per contenuti e realness. Non cerca l’effetto virale né l’aggancio radiofonico: è un lavoro coerente, pensato per chi nel rap cerca sostanza prima dell’estetica.
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