Testo di Davide E Golia di Kid Yugi, brano incluso nell’album ufficiale Anche gli Eroi Muoiono.
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Leggi il testo di Davide E Golia di Kid Yugi
Io sono un filo d’erba che sfida una mietitrebbia
Un cuore che continua a battere dopo la sedia elettrica
Un briciolo di luce che buca i gas serra
Un cane con la rabbia che chiede una carezza
Contro i fucili dell’Europa sono un indiano d’America
Un vampiro che di giorno passeggia
Un bambino che fa la campana sulle mine in Vietnam
In questo mondo di bugiardi sono una promessa
Sono un ludopatico all’ultima scommessa
Un vitellino che in un mattatoio si ribella
Uno scarafaggio che vuol essere farfalla
O almeno chiede di essere trattato alla sua stregua
Sono una preghiera che vuol fermare la guerra
Sono un bravo attore ma dietro la cinepresa
Un povero eretico che smentisce la Chiesa
Uno schizofrenico che non si è arreso alla sua testa
Il male non svanisce, cambia forma, si reinventa
La bomba nucleare, la micro-violenza
Dai carri armati allo stress per l’esistenza
Dai botti degli spari al cancro dovuto alla dieta
Io sono una zattera che sfida la tempesta
Un tossico finito che combatte l’astinenza
Un sasso che rotola risalendo una pendenza
Un gigante tra gli gnomi, si vergogna per l’altezza
Tra incudine e martello io sarò la resistenza
Oggi tutto è in dubbio, allora sarò una certezza
Un ghiacciaio che si scioglie, l’orso che quindi annega
Ma ora il mondo brucia e son fatto di cartapesta
Io non sono nato, son sbucato da un banco di nebbia
E non andrò in cielo, non finirò sottoterra
So cosa mi aspetta, cioè una fine orrenda
Da cercare l’essenza, soffrire solo l’apparenza
Ogni mia parte deve essere perfetta
Ora che sono vendibile chiunque vuole la sua fetta
Che sotto ‘sto diluvio affogo come Venezia
E sfioro la morte per conoscerne l’ebbrezza
Mi sento alienato dalla fama, la bulimia del mercato
La mia brama di grana, la gente che mi odia
E pure quella che mi acclama, non sopporto la mia vita
Non ne intuisco la trama
Io lo sento che la fine non è poi così lontana
Che sto diventando cenere che si posa sull’acqua
E una cosa mi rattrista più di qualunque altra
Nonostante mi sacrifico vedo che niente cambia
Allora dimmelo perché combatto
Ti ho dedicato un album, dimmi perché combatto
Sento che sto impazzendo, dimmi perché lo faccio
Ho queste crisi ricorrenti nelle quali mi compiaccio
Perché mi sento l’ultimo tra gli ultimi?
Perché se nulla ha senso mi perdo in domande inutili?
Perché mi affanno? Perché continuo a farmi scrupoli?
Do tutto me stesso eppure continuo a deludermi
Perché in due righe penso persino di riassumermi?
Perché tutto va a pezzi eppure continuo ad illudermi?
Perché sto per ucciderti ma ancora non mi supplichi?
Perché il male vince sempre nei modi più subdoli?
Dimmi perché mi salverà solo l’aconito
E dimmi perché in me non c’è niente di buono
Dimmi perché soffoco
Perché i potenti vincono mentre gli eroi muoiono?
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