22simba apre l’anno con la deluxe La Cura, in nome di Miria

22simba

Il 2025 è stato un anno enorme per 22simba, giovane rapper classe 2002 che, grazie alla sua produttività e al suo talento, è diventato uno degli artisti più apprezzati dalle nuove generazioni: in un solo anno ha sfornato 8 singoli (di cui 5 collaborazioni), l’album di esordio V per Ventidue e l’EP La CuraUna qualità, una fame e una sincera voglia di fare musica che non accenna ad arrestarsi, con la nuovissima deluxe La Cura, in nome di Miria.

La Cura, in nome di Miria: 22simba non smette di sperimentare e stupirci con la musica

Qualche mese fa, poco dopo l’uscita e il successo dell’EP, era uscita su YouTube una versione di alcuni pezzi  del progetto suonati live, con 22 circondato da musicisti.

L’idea ha fatto impazzire i fan, che da allora non hanno smesso di chiedere la pubblicazione dei brani in forma live session: è così è stato. 8 brani su 11, completamente arrangiati da una piccola orchestra che ha reso un progetto, già musicalmente solido di suo, una piccola gemma. Mancano alcuni singoli che nella versione su YouTube erano stati particolarmente apprezzati (come Non moriremo qui), ma possiamo dirci ampiamente soddisfatti comunque del risultato.

Vale la pena sottolineare, però, una questione. In questi brani arrangiati, ancor più che negli inediti (su cui ora varrà la pena spendere due parole), 22simba sta iniziando a dare sempre più spazio alle parti liriche rispetto a quelle rappate. Se già questo era accennato nell’EP originale (dove comunque si manteneva quasi costantemente l’anima rap) con l’arrangiamento musicale questo diventa evidente.

Ciò ci aiuta a fissare due punti importanti. Il primo: la scrittura di 22 è molto buona sia per il cantato che per il rappato, sia per le strumentali sintetiche che per quelle dal vivo. E questo è un enorme punto di forza per un artista giovane, che sa stare nel suo piccolo ma anche osare continuamente, come in questo caso.

Il secondo punto è ovviamente il rischio di perdere l’anima rap in maniera definitiva. Rkomi, Coez, Ketama, Il Tre (che pure ogni tanto ritornano alle origini) ne sono esempio, ognuno con le relative storie artistiche. Questo sarebbe un peccato, ma non possiamo che rimanere in attesa dei prossimi progetti: il bello di 22 è, come abbiamo visto, il fatto che il disco nuovo non è mai minimamente uguale al vecchio. E la voglia di osare e migliorarsi non è cosa da poco.

Rkomi e 22simba in Girasole: una coppia vincente

Oltre all’aggiunta del singolo edito dopo l’EP, We Shine, arriva a gran sorpresa il featuring con niente di meno che Rkomi, che dà un’eccellente prova di sé.

Il pezzo scorre bene, con una delicata produzione sotto (sempre molto contaminata dalle strumentali della chitarra) e le strofe taglienti di entrambi. La grande e piacevole sorpresa è proprio che Mirko, dopo un bel po’ di distanza dal genere, torna con una rappata. Non paragonabile ai suoi primi progetti, certo, ma di gran lunga oltre le aspettative. Dopo il secondo ritornello cantato da lui (il primo da 22simba) attacca con:

1° gennaio 2026, scrivo le cose come mi vengono
Il bagno che è grande più della camera
La vita è mia, quindi me la prendo
Vuole che mordo mentre scopiamo
Vita veloce, ma dove vado?
Non ho risposte, però ti amo
Ma dalle mie parti si fermano alle armi

Ritmo serrato, flow incalzante, barre belle pungenti. Dopo un bel po’ ritorniamo a sentire il rap di Rkomi, e di questo siamo molto grati. La seconda parte della strofa è più cantata, ma contiene il concetto fondante del pezzo e, forse, dell’intero progetto:

Voglion tutti sapere chi è Mirko
Voglion tutti sapere chi è simba
Ma non te che vuoi prendere il tempo
Per guardare oltre la superficie

Per artisti poliedrici e vari come loro, bisogna veramente non fermarsi alla superficie. Il bisogno di etichettare, di dare nomi alle cose, è diametralmente opposto al fare musica, o almeno al fare musica in modo spensierato. Questo featuring si vede che nasce da un bel rapporto, da una bella collaborazione, in cui Mirko non ha semplicemente dato la strofa, ma ha accompagnato tutto il pezzo e donato un pezzo si sé nelle barre. E questo non è più scontato.

Il pezzo scorre e suona vero perché i due non hanno dovuto interpretare nessun personaggio. Via le maschere, via il “rap, non-rap”. Solo musica. Solo arte. Sanno che il rispettivo pubblico affezionato sarà ben disposto a “perdere il tempo” per andare oltre e abbracciare l’anima artistica di entrambi.

Un inizio 2026 più che scoppiettante

Oltre al pezzo con Rkomi, questa deluxe ci regala anche 2022 Freestyle: pezzo direttamente dalla fase “rabbiosa” del rap di Simba, con 2 minuti di barre urlate e ferocissime. Naturalmente vorremmo sempre sentire 22simba come rapper affamato, similmente ai primi lavori di qualche anno fa. Ma come abbiamo constato, il bello della sua discografia è la continua metamorfosi (oltre che la varietà all’interno dei singoli progetti stessi).

Siamo curiosi per il prossimo progetto a cui, ovviamente, non bisogna mettere fretta. Il carico emotivo e artistico di questa nuova chicca del nostro 22simba per ora basta e avanza.

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