«La partecipazione nel disco di Emis e Jake l’ho presa in maniera super competitiva» – Intervista a Not Good

In occasione della pubblicazione del suo singolo Mai più, esordio per l’etichetta Hateful di ZannaEmis Killa, abbiamo realizzato una piccola intervista a Not Good per conoscerlo meglio.

Sull’artista milanese, classe ’97 ci hanno puntato fortemente Zanna ed Emis attraverso la loro nuova label. Not Good da parte sua ha dimostrato di avere le qualità e le carte in regola per avere una buona carriera davanti. Ha mostrato il suo talento in 17 Dark Edition, ora è pronto per andare da solo. Le ambizioni e la determinazione non gli mancano, come si evince dalle sue risposte che trovate di seguito.

Aspettando il suo EP d’esordio Erba Nei Jeans in uscita domani, vediamo cosa ci siamo detti.

Un artista con le idee chiare: intervista a Not Good

Nonostante tu abbia fatto una gavetta importante, la maggioranza degli ascoltatori ti conosce per la strofa in 17 Dark Edition. Potresti ricordare brevemente da dove vieni e quanta musica hai prodotto come NG prima del debutto in un disco Major?

«Sono contento che tu la definisca importante. Si, io prima di essere Not Good ho inciso parecchi brani sotto lo pseudonimo di NG, per la precisione quattro mixtape che sono facilmente reperibili anche su YouTube. Vengo dal muretto, dai contest al Barrios in Barona e dal freestyle, anche se in quest’ultimo non sono proprio fortissimo.»

Com’è avvenuto il contatto con Emis Killa e Zanna? Sono loro che hanno trovato te oppure ti eri “candidato” facendo sentire loro qualche tuo brano? 

«Non mi sono candidato direttamente, ricordo che ero a lavoro e avevo da poco pubblicato un brano su YouTube. Mi scrisse Zanna su Instagram proponendomi un incontro con lui ed Emiliano e da lì è partito tutto. Era il 2018.»

Parlaci un attimo di Hateful. Tu hai avuto l’onore di essere il primo a uscire per questa nuova label. Che tipo di impatto hanno Emis Killa e Zanna sul tuo modo di lavorare in studio?

«Diciamo che fondamentalmente io sono abbastanza autonomo in studio, ho la grande fortuna di potermi confrontare con Emis e di poter strappare qualche consiglio quando serve ma cerco sempre di avere prima io le idee chiare. Zanna si occupa del management e tendenzialmente interviene di più a “lavori fatti” ma ammetto di coinvolgerlo molto anche nella fase artistica.»

Per quanto riguarda la collaborazione nell’album 17 Dark Edition, come te la sei vissuta? Sei cresciuto anche te (come me) ascoltando Club Dogo e Ketamusic? Com’è il momento in cui i tuoi idoli diventano colleghi?

«Sarò sincero, l’ho presa in maniera super competitiva nel senso migliore del termine, mi ha proprio spronato, volevo scrivere una strofa che fosse potente ma che dicesse anche qualcosa di scomodo. Io poi sono uno che ci mette un po’ a metabolizzare queste dinamiche, penso di essermi realmente reso conto dell’importanza di questa collaborazione dopo i primi feedback del pubblico. Il momento in cui poi capisci che non solo hai fatto una strofa in un disco importante, ma che è anche una strofa valida, è impagabile.»

Ascoltando alcuni tuoi brani degli anni passati e il brano prodotto da Crookers & Nic Sarno, mi è venuta in mente una certa sintonia tra te e Massimo Pericolo, soprattutto per il modo di raccontare lo struggle quotidiano. Avete qualche anno di differenza, ma sembrate molto simili. Lui ha già fatto il botto dal punto di vista commerciale, tu hai tutte le carte in regola per farlo a breve. Lo conosci? Per cosa ti distingui da lui?

«Non conosco Massimo Pericolo di persona ma sono fan della sua musica, ha un modo di raccontare che è tutto suo, diretto e mai scontato. Credo che il pubblico sia un po’ stanco dei racconti pieni di fronzoli e lui è arrivato anche nel momento giusto. Per quanto riguarda quello che ci distingue, lo vedrete con il tempo.»

In un contesto come quello odierno dove i live sono sospesi da 2 anni, la vendita di CD ormai è un ricordo, qual è secondo te il modo di svoltare per l’industria musicale? Il merch? I concerti in Live Stream? Gli streaming su Spotify?

«Penso che i live siano insostituibili, l’industria può trovare nello stream un mercato parallelo ma certamente non sostitutivo. In generale penso che l’arte troverà sempre un modo di innovarsi per sopravvivere alla macchina dell’industria e viceversa.»

Oltre al rap italiano che musica ascolti? Abbiamo assistito ad anni in cui tutti copiavano il Bling Bling americano, poi la trap francese, ora la Drill inglese. Tu a quali artisti ti ispiri maggiormente? Quali hanno influenzato maggiormente il tuo modo di scrivere?

«Io ascolto davvero di tutto, anzi secondo me un artista con la A maiuscola dovrebbe avere sempre la curiosità dalla sua parte, il rischio di farsi influenzare troppo da un genere piuttosto che un altro è che poi ti vai a incasellare in quella roba lì e basta. Noi però siamo persone in continua evoluzione, quello che ci piace oggi non è detto che ci piaccia tra sei anni. In questo periodo mi sono appassionato a 6lack e quella wave rap che strizza l’occhio al Rnb.»

Sei molto giovane e il pubblico di questo genere ha un’età mediamente molto bassa. Pensi che la musica che ascoltano possa in qualche modo influenzarli nel bene o nel male? Pensi che la musica abbia l’obbligo di impartire certi tipi di valori sociali, che una volta erano punto cardine del movimento hip-hop?

«La musica ha un solo obbligo che è quello di esistere, per il resto non penso ci sia un’imposizione morale. I valori sociali dovrebbero essere imprescindibili dall’arte. Detto questo, non è neanche corretto deresponsabilizzare a priori gli artisti. Chi ha un bacino di utenza molto vasto deve essere consapevole del potere di parola che ha, alla fine tutti abbiamo delle opinioni ma non tutti abbiamo una cassa di risonanza per esprimerle, diciamo che la verità sta nel mezzo.»

Con quali artisti ti piacerebbe collaborare in futuro?

«Sono molto fan di Marracash!»

Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro di Not Good? Hai un album intero in cantiere o rilascerai altri brani singolarmente?

«Dovete aspettarvi grandi cose, ho passato gli ultimi due anni a registrare e abbozzare nuova musica e penso che tra poco sarà il momento di iniziare a concretizzare.»

Ringraziandolo per la disponibilità, vi ricordiamo di continuare ad ascoltare il suo singolo e che domani vedrà luce il suo EP d’esordio che vanta al suo interno – oltre ai featuring già pubblicati – anche Fabri Fibra.

In bocca al lupo!