Nell’anniversario del giorno della sua morte, ripercorriamo brevemente la canzone che ha immortalato Notorious B.I.G.: I’ll Be Missing You.

Il 9 Marzo del 1997, dopo aver partecipato ad un party organizzato dal magazine Vibe,  Christopher Wallace aka Notorious B.I.G. veniva ucciso ad un semaforo di Los Angeles da un sicario elegantemente vestito a bordo di una Chevrolet Impala nera, che lo freddò con ben quattro colpi di pistola al torace. A nulla servì il trasporto d’urgenza al Cedars Sinai Medical Center: Biggie aveva solo 24 anni ed una carriera luminosa davanti a sé.

Quell’omicidio – successivo a quello altrettanto drammatico di Tupac Shakur – segnò la fine di un ciclo importante per la storia della cultura Hip-Hop ma non solo. In seguito a quell’evento si mobilitarono infatti i settori della politica, del giornalismo e della giustizia per far venire a galla più verità possibili: alcuni teorizzarono che l’omicidio fosse opera dei Crips, che non furono ricompensati per il servizio di difesa personale che gli prestarono durante il soggiorno californiano; altri affermarono che la morte di Biggie fu una naturale conseguenza di quella di 2pac, poiché diverse accuse caddero su Wallace per quell’omicidio; altri ancora parlarono di complotti politici, con il CEO della Death Row Suge Knight che architettò il tutto per togliere di mezzo quelli che potenzialmente potevano essere due simboli del movimento Black Panther.

Quel che è certo è che sono ormai passati 24 anni dalla morte di Biggie e la gara per il trono di King of New York sembra essere  ancora irrisolta, proprio come il suo omicidio. Prima della sua morte però, Biggie aveva appena chiuso il suo secondo album, Life After Death, il cui titolo riflette bene la pressione psicologica che subì dopo la morte di 2pac, ma anche dopo l’arrivo di un successo travolgente; nel frattempo, il suo miglior amico e mentore Sean Combs aka Puff Daddy si apprestava a glorificare il percorso iniziato con la neonata etichetta Bad Boy Records con l’album d’esordio No Way Out.

No Way Out è ad oggi una delle fotografie più nitide che abbiamo di quel periodo, in cui è contenuto tutto il cordoglio ed il dolore della cerchia di persone più vicina a Biggie. Il disco – che inizialmente doveva chiamarsi Hell Up in Harlem – fu pubblicato nel luglio del 1997 e ricevette dei feedback largamente positivi dalla critica e dai fan per la diffusa presenza di contenuti fortemente introspettivi e toccanti, che Combs aggiunse quando l’album era già chiuso; questi elementi regalarono al disco una natura differente da quella iniziale, lontana dal gangsta rap che la faceva da padrone a quei tempi e che rispecchiava fedelmente i nomi delle due etichette che alimentavano la faida tra West Coast ed East Coast: la Death Row da una parte e la Bad Boy dall’altra.

Tra le tracce che più fecero fortuna in No Way Out spicca I’ll Be Missing You, realizzata insieme a Faith Evans ed al quartetto georgiano 112 su un sample importante come quello di Every Breathe You Take dei The Police. La traccia debuttò al n.1 di Billboard e vi rimase per ben 11 settimane consecutive, eclissando il discreto successo commerciale di altri brani presenti nel disco come Can’t Nobody Hold Me Down, It’s All About Benjamins, Been Around The World e Victory. Dovremo aspettare quasi un decennio perché nuove superstar del rap come Eminem o Drake eguaglino simili record.

I’ll Be Missing You fu pubblicata il 23 maggio del 1997 – due giorni dopo il compleanno di B.I.G – e divenne una hit mondiale anche al di fuori del contesto statunitense, cui era molto legato per la storia che portava con sé; il singolo raggiunse infatti la cima delle classifiche in Svizzera, in Germania, in Olanda ed in Italia, dove fu il brano di maggior successo in quell’anno. Il motivo principale per cui questo pezzo riuscì a sfondare anche in un Paese culturalmente lontano come il nostro fu proprio la presenza del noto brano dei The Police, che fecero causa a Diddy per averlo usato senza alcuna autorizzazione, probabilmente per i tempi brevi che anticipavano la release del pezzo. Dopo esser andati a finire in tribunale, Sting –  che era l’autore della canzone – vinse naturalmente la causa e si dice che grazie ad essa guadagnò quasi 2000 dollari al giorno.

Questioni amministrative a parte, I’ll Be missing You di Notorious B.I.G. è davvero una canzone senza tempo, che non si fa scalfire dalla sua età né tantomeno dalle generazioni di fruitori che mutano, proprio come la musica stessa. Ancora oggi è quasi impossibile non conoscere questo pezzo, quantomeno il ritornello. Ciò che invece non tutti sanno è che la versione in studio contiene un’ introduzione dai toni cupi e drammatici firmata da Puff Daddy, che recitò tutto il suo dolore per la scomparsa dell’amico fraterno sull’adagio per archi del compositore Samuel Barber:

“Every day I wake up, I hope I’m dreamin’
I can’t believe this shit
Can’t believe you ain’t here
Sometimes it’s just hard for a n*gga to wake up
It’s just hard to just keep goin’
It’s like I feel empty inside without you bein’ here
I would do anything man, to bring you back
I’d give all this shit, shit don’t mean nothing
I saw your son today, he look just like you
You was the greatest, you’ll always be the greatest
I miss you B.I.G
Can’t wait ‘til that day, when I see your face again
I can’t wait ‘til that day, when I see your face again”

Oltre a celebrare la vita e la morte di Notorious, I’ll Be Missing You fece anche da traino per la crescente fama di Diddy, che ebbe l’occasione di performarlo agli MTV Awards del 1997 assieme a Sting, ma soprattutto nel Concerto per Diana che si svolse a Wembley dieci anni dopo, nel 2007. Lo stesso brano permise inoltre a No Way Out di ottenere ben sette platini – certificati nel settembre del 2000 – e di vincere il grammy come Best Rap Album nel 1997, tra le cui le nomine figurava anche Life After Death.

A 24 anni di distanza dalla sua uscita I’ll Be Missing You di Notorious B.I.G. conta quasi 300 milioni di streaming su Spotify, mentre il testo su Genius – che vanta più di 800 mila visualizzazioni – è impreziosito dalle varie annotazioni di Sauce Money,  noto collaboratore di Jay Z e ghostwriter del pezzo, che con estrema puntualità descrive le parti di testo in cui Diddy rievoca i momenti e le conversazioni avute con Biggie durante i loro anni di amicizia. Un’amicizia che forse è stata interrotta troppo presto, ma che ci ha regalato una memoria preziosa ed un pezzo di rara bellezza che difficilmente dimenticheremo, e che forse oggi rendono normale il successo di un disco gospel come Jesus is King di Kanye West. I’ll Be Missing You è infatti molto di più che un brano in onore di Biggie Smalls: è un inno al ricordo, scritto per tutti coloro che non hanno alcuna intenzione di dimenticare.

 

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