15 anni dopo Dove Vola L’Avvoltoio de La Kattiveria Crew è un classico che ha ancora molto da insegnare.

Correva l’anno 2006 quando la neonata crew di Reggio Emilia, La Kattiveria, pubblicò il suo primo disco: Dove vola l’avvoltoio. Sono passati quasi 15 anni e l’Italia di allora non è l’Italia di adesso. Se ancora oggi esistono difficoltà a livello sociale tali per cui questa cultura non viene riconosciuta in modo appropriato, figuriamoci la situazione in quel periodo. Proprio per questo motivo, essendo Dove Vola L’Avvoltoio a mio avviso un classico del rap italiano, credo sia giusto dedicargli una riflessione.

La squadra di MC presente nell’album è formata da Murubutu, U.G.O, Il tenente, Yanez Muraca e Dj Caster ed ha avuto il merito di saper coniugare alla perfezione letteratura e rap, in uno stile che prima di allora non si era mai visto. Oltre agli artisti de La Kattiveria presenziano nel disco Jhonny La Rosa, artista blues, Babele Hotline e Placenta Zero, storici gruppi hip hop di Reggio Emilia e DJ Mastrosuono.

Il rap è una forma di racconto, una narrazione musicale mediante la quale ogni artista scompone e ricompone la propria realtà attraverso l’uso della parola. Il punto massimo di questa cifra stilistica si raggiunge con lo storytelling, ossia il racconto di una storia vera e propria, condensata attraverso la metrica in una manciata di minuti di canzone. Ed è proprio dallo storytelling che occorre partire quando si parla di Murubutu e della Kattiveria Crew.

Il fattore di controtendenza principale di questi artisti è la non-autoreferenzialità. Mentre molti esponenti della scena rap hanno sempre messo a fuoco loro stessi come principale arogmento dei brani, la Kattiveria è andata invece in direzione opposta. I racconti portati alla luce con questo disco sono impregnati di storia, letteratura, filosofia e racchiudono al loro interno una tecnica impeccabile, in grado di imbrigliare concetti complessi come le teorie di Keplero e la mitologia in delle “semplici” canzoni.

La prima volta che ho ascoltato questo disco sono rimasto di sasso e, riascoltandolo oggi, la reazione rimane pressoché la stessa. Un progetto come Dove Vola L’Avvoltoio è quell’elemento che scarseggia nel rap italiano, ossia l’abilità artistica di saper raccontare storie in rima in funzione di una crescita personale dell’ascoltatore. Sebbene lo storytelling esista da sempre nel rap italiano – basti vedere brani come Un Sasso Nella Scarpa di ErniaL’ultima settimana di Marracash – credo che La Kattiveria e Murubutu siano stati tra i migliori a dare risalto a questa tecnica, a perfezionarla, e a renderla nel tempo il binario perfetto per traghettare contenuti di alto livello.

L’innovazione portata avanti da La Kattiveria ha dato vita a combinazioni che nel rap italiano non si erano mai viste, perlomeno non nel 2006. Per fare qualche esempio, La Titanomachia non è altro che la messa in rima sui quattro quarti di uno dei più famosi miti della genesi greca, con tanto di citazioni dalla Teogonia di Esiodo. Oppure, L’atto isolato è un esempio perfetto di storytelling coinvolgente, spinoso ed articolato che pochi altri (pochissimi in effetti) sarebbero in grado di replicare. O infine Ogni singolo idolo, un brano di contestazione e riflessione verso i dogmi religiosi e le loro conseguenze. Insomma, questo disco è un bagaglio di storie e cultura che in 16 brani si intrecciano costantemente, che danno vita a mondi fatti di parole nei quali l’ascoltatore si lascia trasportare.

Il manifesto dello spirito della crew lo si ritrova ne L’armata delle tecniche, un’esaltazione della tecnica che mette assieme un numero spaventoso di evoluzioni fonetiche, punchline serrare, citazioni di spessore e un po’ di sana spocchia. La padronanza linguistica di Murubutu e colleghi è fuori dal comune e si unisce ad un’attitudine quasi didattica del collettivo. I clichè del rap vengono azzerati in favore di una narrazione completa, fatta di descrizioni elaborate, aggettivi e pronomi che nel loro insieme fanno sì che sia quella storia stessa a comunicare un messaggio. La meta-letteratura accennata prima risiede, a mio parere in questo: i racconti de La Kattiveria diventano grandi ed articolate metafore in cui ognuno rivede qualcosa di diverso.

Infine, a chiudere il cerchio, ci pensano le produzioni del collettivo. Se è vero infatti che i testi sono il punto focale del disco, le strumentali costruite ad hoc non sono da meno. Il suono plasmato da Mastrosuono, Il Tenente, U.G.O. e Muracaman -gli ultimi tre presenti sia come MC che come produttori – è decisamente emblematico. L’atmosfera che permea il disco è in perfettamente coerente con i temi e le storie trattate nei brani. Inoltre l’utilizzo chirurgico dei cuts e degli scratch, ad opera di Dj Gamon e Mastrosuono, in brani come Sogno Blu, Il suono del gong o Filesofia ad esempio, donano al progetto una grande omogeneità.

Per concludere, ci tengo a consigliare l’ascolto di questo disco a tutti quelli che rivedono ancora oggi nel rap una forma di espressione il cui fondamento è l’utilizzo della parola. In un mondo in cui il mercato musicale è saturato di singoli e dischi fini a se stessi, dove il valore del testo viene quasi messo in secondo piano, credo che Dove Vola L’Avvoltoio possa essere una piacevole (ri)scoperta. Un progetto completo, quasi enciclopedico, che tocca trasversalmente diverse dimensioni artistiche: dalla musica alla letteratura, passando per la storia e la filosofia. Se cercate un disco impegnato e impegnativo, Dove Vola L’Avvoltoio è l’album che fa per voi.

Come anticipato qualche settimana fa, è da oggi disponibile la stampa del disco in vinile, che contiene tutte le tracce originali remasterizzate e vede al suo interno la presenza di ben quattro tracce bonus. Sul sito ufficiale de La Kattiveria sono disponibili due pacchetti d’acquisto: il primo contenente il vinile e il poster autografato dalla Crew e il secondo contenente anche la t-shirt ufficiale del collettivo. L’uscita in vinile di Dove Vola L’Avvoltoio rappresenta un’opportunità per recuperare l’ascolto di un progetto anticonformista, lontano dalle logiche di mercato del rap, che ancora oggi, 15 anni dopo, sa ancora regalare spunti di riflessione importanti.

Potete acquistare la vostra copia di Dove Vola L’Avvoltoio de La Kattiveria cliccando QUI.

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