I 10 migliori dischi rap pubblicati in Italia nel 2020 seconda la redazione di Rapologia.

Come ogni anno, ci siamo riuniti per stilare la nostra personale classifica dei migliori dischi rap pubblicati in Italia nel 2020, per tirare un po’ le somme di cosa abbiamo avuto in rotazione in un’annata dove più che mai la musica ci è servita in momenti sia di clausura totale che di, limitata, spensieratezza.

È stato l’anno dei DPCM sì, ma anche quello del ritorno dei mixtape, degli ennesimi traguardi infranti dal rap o musica affine, e della più che apprezzata rincarata dose di buone rime che abbiamo trattato con piacere sulle pagine del nostro sito web. Ce ne sono state talmente tante che è stato difficile rinchiuderle in sole dieci posizioni ma, grazie anche alla nostra consueta votazione interna, ce l’abbiamo fatta e siamo contenti di poter condividere con voi questa classifica frutto, esclusivamente, dei gusti personali di quasi venti teste che si ascoltano giornalmente tanta, ma tanta, musica.

Consapevoli di avere lasciato fuori diversi progetti degni di nota – vedi sezione Menzioni in calce all’articolo – vi lasciamo ai 10 migliori dischi rap pubblicati in Italia nel 2020 seconda la redazione di Rapologia, dalla prima posizione alla numero dieci.

Guè Pequeno – Mr Fini

Mr. Fini per molti non è solo l’album dell’anno, ma quello che per direttissima è finito tra i lavori più riusciti di Guè Pequeno. Dopo una parentesi meno felice per diversi dei suoi fan iniziata con Gentleman e conclusasi con Sinatra, con Mr. Fini, Guè ristabilisce le regole del gioco. Il disco funziona sotto ogni aspetto: dai featuring, menzione doverosa a quello con Rose Villain e Luchè nella hit Chico e ai ritornelli di Mahmood e Sfera Ebbasta nelle tracce Tardissimo e Immortale, alle produzioni più che azzeccate in cui ritroviamo anche i nomi di Night Skinny, Sixpm, Shablo e 2nd Roof. In Mr. Fini, nulla è lasciato al caso e nelle diciassette tracce che compongono il progetto c’è tutto quello che potremmo ricercare in un disco: momenti intimi e privati accompagnati da un’atmosfera cupa che sfumano labilmente con altri più leggeri, storytelling incredibili, parentesi reggae… Un album grezzo al punto giusto, più spensierato quando serve, intimo abbastanza da lasciare il segno; in Mr. Fini, tutte le anime di Guè Pequeno prendono forma.

Brani consigliati: Il Tipo, Mercy On Me (In Sbatti), Stanza 106

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Speranza – L’ultimo A Morire

Il primo disco del rapper italo francese è stato una ventata d’aria fresca in questo triste anno. La prova del nove dell’esordio discografico è stata ampiamente superata da Speranza, dando vita ad un lavoro completo e compatto, in cui c’è stato spazio per lati quasi inesplorati finora dall’artista, come nella splendida Iris. I featuring, dosati e saggiamente scelti (come Massimo Pericolo, Tedua e Guè Pequeno) hanno messo la ciliegina sulla torta a uno di dischi migliori del 2020. Ne L’ultimo a morire è venuta fuori tutta la foga artistica di un rapper che ha ancora tanto da dire, in una scena che ne aveva ampiamente bisogno.

Brani consigliati: Iris, Fendt Caravan, A la muerte.

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Ernia – Gemelli

Gemelli di Ernia, fin dal primo play, si presenta come un interessante lavoro sia a livello di tematiche affrontare che a livello di musicalità. In particolare i testi, che spaziano da momenti molto intimi fino ad arrivare a barre molto più crude, come spesso ci ha abituati il rapper di QT8.  Questo disco risulta essere una fotografia di Ernia, per merito di una perfetta miscela di mood che generano brani che ci ricordano il suo passato – Puro Sinaloa o Bugie – brani che ne evidenziano il presente – Vivo o Morto Dentro – e brani che invece ne rappresentano la voglia di cambiare, come ad esempio Fuoriluogo o Cigni.  Insomma, Gemelli è un disco completo sotto tutti i punti di vista, un progetto capace di far appassionare tutti i fan del genere musicale e non solo, considerando l’enorme successo che ha ottenuto il singolo Superclassico (attualmente a quasi 60 milioni di stream, il più ascoltato di sempre di Ernia). Vedremo quale sarà il prossimo passo questo talentuoso rapper.

Brani consigliati: Vivo, U2, Fuoriluogo

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Nitro – GarbAge

GarbAge è un disco impegnato, dall’ascolto impegnativo. Il concept art che fa da struttura al disco risuona in tutti i brani del progetto, creando una trama fitta di tematiche attuali. GarbAge è il racconto dei nostri tempi, della spazzatura mediatica, sociale ed economica che circonda il mondo. Il liricisimo di Nitro si riconferma letale anche in questo progetto e si dirama in tante direzioni, dando prova della poliedricità raggiunta. La produzione del disco infine è la ciliegina sulla torta. Tutti i producer presenti hanno dato prova di saper costruire con i suoni quegli immaginari descritti da Nitro nei testi e lo stesso vale per gli ospiti al microfono, che hanno elargito ottime strofe, impreziosendo il contenuto generale de disco.

Brani consigliati: Cicatrici, Libellule, Garbage

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Emis Killa, Jake La Furia – 17

I joint album hanno sempre il loro fascino, da Kepler passando per Infernum e arrivando fino a Santeria, i progetti che vedono la collaborazione di due artisti sono spesso e volentieri delle vere perle. 17 ne è la conferma, Emis Killa e Jake La Furia hanno partorito il loro progetto in comune, con l’obiettivo di riportare il rap alla radice, offrendo all’ascoltatore un album dal sapore molto street e concentrandosi su testi ricchi di barre, rime e flow. Certo, non tutte le tracce sono indimenticabili, alcune lasciano un po’ il tempo che trovano fungendo per lo più da “filler”, ma la gran parte dei pezzi sono ben congegnati e riusciti. Se da una parte la musicalità può sembrare un po’ datata, dall’altra bisogna dire che non risulta un problema, poiché lo scopo del disco è proprio offrire un’opera che prescinde dalla moda del momento e lo dicono chiaramente nella prima barra del disco, “tu sappi che qua non si trappa”.

Brani consigliati: Broken Language, Renè & Francis, L’Ultima Volta

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Jack The Smoker – Ho Fatto Tardi

Quando si valuta un disco rap, si ha sempre la speranza di avere davanti effettivamente un disco rap. Fa strano dirlo ma ormai non è così scontato, almeno se non sia a che fare con MC come Jack The Smoker, che anche con il suo ultimo album ufficiale non ha deluso affatto le aspettative. Tredici brani rap dall’inizio alla fino e che rap: punchline, giochi di parole, ottimi flow e una scelta accurata di beat su cui dare ancora una volta diverse lezioni in cuffia. Aggiungeteci poi il racconto della sua gioventù passata in provincia tra parchetti, piazze e mamma che ti aspetta a casa pronta a darti un ceffone per l’ennesimo ritardo e avrete capito l’anima di uno degli album rap più belli usciti nel 2020 (e non solo?). Ah, se avete notato un uso eccessivo della parola rap, forse è perché Jack The Smoker in Italia è il rap.

Brani consigliati: Torna Su, Che si fa?, Fashion Week

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Tedua – Vita vera mixtape – Aspettando la Divina Commedia

Quasi totalmente a sorpresa, al termine degli incredibili mesi di lockdown, l’eccentrico rapper genovese ha pubblicato un doppio mixtape per un totale di 32 tracce. Con questo doppio episodio l’artista ha testimoniato le sue capacità, facendo cambiare idea anche ai più diffidenti, ma soprattutto la sua enorme versatilità. Non lasciando mai da parte il suo approccio al rap, Tedua ha dato vita ad alcune delle tracce più interessanti dell’anno, mettendo anche gli ospiti nella condizione di poter esplicitare lati della propria musica a volte un po’ in ombra. Tra questi, il brano con Capo Plaza, Polvere, è uno dei punti più alti. Se questo era l’antipasto, l’album di Tedua rischierà di essere un piccolo capolavoro.

Brani consigliati: Polvere, La story infinita, Rari.

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Claver Gold, Murubutu – Infernum

Due delle penne più ricercate e raffinate del rap italiano si sono unite per dare vita a quello che possiamo definire uno dei progetti più ambiziosi degli ultimi tempi. Rappare e reinterpretare la Divina Commedia non era di certo un’impresa semplice, ma Murubutu e Claver Gold quest’anno ci hanno dato nuovamente una lezione su come il rap possa elevarsi fino a diventare vera e propria letteratura, e lo hanno fatto confrontandosi con il mostro sacro della poesia, condensando in undici tracce – ognuna dedicata ad un dannato o a un luogo infernale – i 34 canti dell’opera dantesca attualizzandoli e riadattandoli al presente. La scelta dell’argomento, unita alla minuzia dei testi e alla capacità di Murubutu e Claver Gold di rimaneggiare in modo originale ma rispettoso un’opera tanto importante, non possono che far conquistare di diritto a Infernum un posto fra i dieci dischi migliori del 2020.

Brani consigliati: Pier, Ulisse, Paolo e Francesca

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Gemitaiz – QVC9

QVC9 è stato senza ombra di dubbio un bel regalo per tutti gli appassionati del rap italiano in questo 2020. Gemitaiz è sempre stato un artista in grado di mettere d’accordo tutti grazie ad una formula vincente che ha dietro una ricetta molto semplice: l’amore per il rap. Quest’anno poi – non pago dello status già raggiunto – ha persino prodotto sei tracce del tape, che con tutta probabilità sono anche le migliori tracce del disco. Nonostante dieci anni di carriera prolifica – tra tape e progetti ufficiale – le rime di Gemitaiz sono ancora ispirate più che mai – come si trattasse di un debuttante – ma con la consapevolezza e l’intelligenza di chi ormai domina le parole grazie ad una tecnica sopraffina limata nel corso degli anni. E poi c’è un fattore molto importante che va premiato sempre in Gemitaiz: i pezzi di sé che lascia sparsi dentro alcuni suoi brani, che riescono ad impreziosire sempre di più la sua già preziosa discografia.

Brani consigliati: Intro, Mondo di Fango, Outro

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L’Elfo – Vangelo II Luka

Vangelo II Luka è l’album che proietta L’Elfo nella nostra top 10 dei dischi dell’anno. Considerando quanto sia stato ricco di album di ottimo livello il 2020, si tratta di un traguardo molto significativo. Il rapper di Catania non ha steccato alla prima uscita ufficiale con una major, anzi ha dato vita ad un album vivo e con una propria identità, caratteristiche che gli permetteranno di resistere per molto tempo all’interno delle nostre playlist. I featuring di Ensi, Cromo, Clementino, Vacca e Nerone hanno alzato l’asticella e ne hanno aiutato la diffusione, mentre i ritornelli di Ludovica Canaglia e Niah Steiner (soprattutto il secondo) lo rendono molto armonioso e ne smussano alcuni angoli marcatamente di stampo street. Ad un primo ascolto si presenta aggressivo e vivace, virando poi su un filone autobiografico e profondo. Il talentuoso freestyler si è trasformato in un artista concreto: del resto tracce come Dicembre e Gig Robot non si scrivono tutti i giorni.

Brani consigliati: Dicembre, Gig Robot, Si Cummatti.

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E per voi, quali sono i migliori dischi rap pubblicati in Italia in questo 2020? Per rinfrescarvi la memoria vi lasciamo anche delle menzioni doverose, non entrate in classifica per questione di pochi punti, ma comunque lodevoli sotto diversi punti di vista:

I progetti Make Rap Great Again

Pray 4 Italy, Cipriani di Gionni Grano, B Movie di Blo/B, 5 Bambole Per La Luna D’Agosto di Gionni Gioielli, Alta Moda di Armani Doc, Make Money Like War di RollzRois: tra questi progetti non ce è uno che non abbiamo messo in rotazione o trattato con piacere sulle nostre pagine e post. Il collettivo di Gioielli ci ha deliziato tutto il 2020 con barre e sample di qualità, fornendoci quella sana dose di Rap con la R maiuscola che non può che far bene ad una scena troppo piena di sedicenti rapper e influencer. Non vediamo l’ora di scoprire cosa il 2021 MRGA porterà con sé.

La scena partenopea

Il 2020 è stato un anno molto importante per il rap italiano anche grazie al consolidamento della scena partenopea, che ha partorito dei progetti molto importanti come Floridiana, Emanuele (Marchio Registrato) e Come il Mare. Tutti e tre gli album menzionati hanno contribuito a creare un universo – lirico e musicale – unico nel panorama: CoCo ha dimostrato ancora una volta di saper abbinare con gusto il rappato al cantato, Geolier ha acquisito ulteriori riconoscimenti da colleghi ed addetti ai lavori, mentre Vale Lambo ha proposto un livello di introspezione davvero raro di questi tempi. Tutto questo senza dimenticare progetti minori come Lacrime di Samurai Jay e Hours di MV Killa & Yung Snapp, che hanno presentato i rispettivi artisti ad un pubblico più ampio.

Il rap italiano non è soltanto Milano già da un po’ di tempo, e Napoli si candida senza alcun timore ad un ruolo di rilevanza nazionale in questo 2021, che con tutta probabilità sarà guidato anche dall’importante ritorno di Luchè con un nuovo album ufficiale, oltre che dal possibile disco d’esordio della giovane promessa J Lord.

Altri dischi da recuperare se di barre ne volete ancora:

Abbiamo raccolto la Charts 2020 statunitense in una playlist di Spotify, contenente i nostri tre brani consigliati per ognuno dei dieci album entrati in classifica. La trovi di seguito: buon ascolto!

Classifica dei 10 migliori dischi rap pubblicati in Italia nel 2020
a cura dello staff di Rapologia

Grafica di Mr. Peppe Occhipinti.

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