Cosa c’era prima delle hit estive di Rocco Hunt? Proviamo a raccontarvelo presentandovi alcuni brani poco conosciuti del rapper campano.

Già immagino le facce quasi schifate – o quantomeno stranite – di molti di voi nel leggere il nome di Rocco Hunt su un portale come il nostro. Sia chiaro, è davanti anche i nostri occhi l’orientamento che l’artista campano ha preso negli ultimi tempi, ma al di là della demonizzazione della stessa da parte dei famosi puristi, le capacità di Rocco Hunt come rapper sono sempre state sotto gli occhi di tutti.

Se così non fosse stato, nel 2013 (quasi un anno prima di Sanremo) probabilmente la Sony non avrebbe firmato un giovanissimo Rocco per la pubblicazione di Poeta Urbano, il primo vero disco dell’artista salernitano. L’album in questione, infatti, aveva un’anima totalmente rap, con delle sfumature che anche i difensori di un certo tipo di hip hop avrebbero fatto fatica a criticare.

L’obiettivo di questo articolo tuttavia non è riassumere la biografia e la discografia del rapper (per quello c’è Wikipedia) ma portare alla luce brani che sfido molti di voi a conoscere o, comunque, tracce che meriterebbero una considerazione diversa, convincendo magari anche i più distratti che l’autore di A Un Passo Dalla Luna, sotto sotto, il rap lo sappia fare davvero.

Fritz Da Cat feat. Rocco Hunt e Salmo – La mia ispirazione (2013)

Ben sette anni fa Rocco Hunt chiudeva due strofe incredibili (di cui una in dialetto) in questa traccia, contenuta in uno dei dischi più importanti per quegli anni, in un momento sicuramente meno florido rispetto quello attuale per il numero di uscite nel rap italiano. Nel brano, Salmo – che aveva ancora un’anima musicalmente “pura” – intermezza i due flussi di coscienza di Rocco, andando a completare il concept della canzone, ovvero la scrittura di una lettera ad un amico. Il tutto scorre su una produzione super classica (con una perla di campionamento che vi sfido a scoprire) del sempreverde Fritz Da Cat. Quasi un’altra era musicale.

“Agg vist e megl e lor a pront a ostacolà o talent (Ho visto meglio di loro, pronti ad ostacolare il talento)
A cosa bell è ca stu flow (La cosa bella è che questo flow)
Nun parl, nun ver e nun sent (Non parla, non vede e non sente)
O king ra Zon Oriental (Il king della Zona Orientale)
Nasc o vintun’ e novembr (Nasco il ventuno di novembre)
V’agg mbarat a fa o Rap (Vi ho insegnato a fare il rap)
Primm r’ess maggiorenn (Prima di essere maggiorenne)”

Barracruda feat. Rocco Hunt – Fratello Mio (2013)

Dello stesso anno del brano con Salmo è anche questa traccia in collaborazione con i Barracruda (storico gruppo romano), la quale è costruita in modo simile, essendo sempre un’apostrofe ad un amico. Questa volta però la storia è più forte, e il tema di sfondo ha a che fare con la tossicodipendenza. La strofa di Rocco è in dialetto e forse, per fortuna: la forza lirica che arriva all’ascoltatore sembra essere rafforzata dall’uso della lingua campana.

Non vec a luc rind a l’occh’ e na mamm’ che chiagn’ (Non vedo la luce negli occhi di una madre che piange)
Aspett’ o figl’ e o chiamm’ (Aspetta che il figlio la chiami)
O aspett già a tant’ann (Aspetta già da tanti anni)
Ncatenat aret ai sbarr,chiù mort ca viv (Incantenato dietro le sbarre, più morto che vivo)
Na fot ngopp a nu comodin,tratten o respir (Una foto sul comodino, trattiene il respiro)

Rocco Hunt feat. Kiave & Johnny Marsiglia – Senza Musica (2014)

Oggi fa quasi strano dirlo, ma fino a qualche anno fa, c’era l’abitudine di inserire tracce bonus nelle versioni digitali dei dischi vendute su iTunes. È questo il caso del brano in questione, extra track nella versione del disco post Sanremo di Rocco Hunt, A verità. I due nomi che accompagnano il rapper nel brano non hanno – spero – bisogno di presentazioni e in quel periodo, vederli sul disco di un artista che, secondo molti, si era appena dato al commerciale, fu forse una chiara dichiarazione d’intenti. Quello che non si può negare, tuttavia, è che il brano non andò benissimo (complice forse il suo “posizionamento”). Ugualmente innegabile però è la bellezza del brano: una splendida e pura dichiarazione d’amore verso il rap.

“Andavo a casa dei miei zii, dei prozii, dei miei nonni
E andavo a fare gli auguri per raccogliere i soldi
Volevo incidere un disco ma servivano fondi
Altro che part-time, io lavoravo quasi tutti i giorni
Per un paio da anni credimi andò così
Misi me stesso nei testi quando Rocco uccise Hunt Mc”

J & Lowlow feat. Mostro & Rocco Hunt – Mad Skills (2012)

Otto anni fa tre giovani ragazzi romani (l’NSP, ovvero J, Sercho e Lowlow) scrissero una pagina importante della Honiro, e forse, anche una piccola pagina del rap italiano. Non tanto per la musica di per sé, ma perché fu una delle prime testimonianze di come, con la formula vincente e il giusto utilizzo delle piattaforme web (Spotify non esisteva ancora come lo consideriamo oggi), un’etichetta indipendente potesse arrivare a dei numeri incredibili. Nel loro primo mixtape, tra i tanti ospiti, trovò posto anche un diciottenne Rocco Hunt, con una strofa decisamente forte.

“Dove cresco un bel ricordo è assai più facile a rimpiangerlo
Cerchi una piazza, trovi una piazza di spaccio
Attenti a non parlare della mia squadra di calcio
Per Natale il sindaco mette le luci
Ma servono a ben poco se gli artisti non li produci”

R.A.K feat. Rocco Hunt – Komodo (2018)

Spostandoci in un periodo più recente troviamo questo brano, traccia presente nel terzo disco solista di Rak, membro dei succitati Barracruda. Nonostante la forza del pezzo e della strofa di Rocco Hunt, questo purtroppo ha trovato le orecchie di ben pochi ascoltatori. Nei suoi versi, il rapper napoletano parla infatti di una storia vera accaduta alla sua famiglia, quando un po’ di anni fa suo padre fu accusato erroneamente dalla giustizia, con tutte le conseguenze del caso, venendo scagionato solo in un secondo momento.

“Brucia il cuore quando vedi un padre piangere
Accusato ingiustamente, colpa di una stupidaggine
Una bomba in un garage aveva fatto una voragine
Incastrarono mio padre perché fu una preda facile
Anche il giornale lo dipinse un criminale
Dieci anni dopo vinse la battaglia in tribunale”

Rocco Hunt – Le due storie (2012)

Nella versione deluxe del primo progetto ufficiale di Rocco Hunt, Spiraglio di periferia, era presente questo brano, prodotto da Bassi Maestro. Il pezzo è forte, tutto in dialetto, e il tema è sentito e delicato: le morti di Gabriele Sandri e Stefano Cucchi. Rocco aveva appena diciotto anni, ma il pezzo è maturo e decisamente meno retorico di tante cose che sono state dette su quelle tristi storie.

O nomm mij è Stefano Cucchi e a storia a sapit (Il mio nome è Stefano Cucchi e la storia la sapete)
Passn l’ann e a gent nun sap chi m’accis (Passano gli anni e la gente non sa chi mi ha ucciso)
A colp nun è a lor, né e chi port a divis (La colpa non è loro nè di chi porta la divisa)
Ma e chi c magn a copp e nun s n fott si murimm (Ma di chi ci mangia sopra e se ne fotte se moriamo)

Valerio Nazo feat. Rocco Hunt & Frankie Flow – Per darmi un’opportunità (2012)

Per l’ultimo brano di questa selezione torniamo nuovamente nel passato, per quello che potremmo definire una sorta di gran finale. La traccia in questione è una di quelle che non avrebbe bisogno di presentazioni, in cui l’artista riesce a far capire all’ascoltatore quanto di sé stesso ci sia nelle proprie parole. In Per darmi un’opportunità un Rocco all’inizio della sua carriera – in collaborazione con l’amico di sempre Nazo – racconta i lati nascosti dell’andare via da casa e dalla famiglia per rincorrere un sogno. Una storia comune a molti, ma spesso difficile da mettere in rima senza cadere nella retorica.

“L’aggia pruat ngopp a pell, quant’è brutt a dorm a sul (L’ho provato sulla mia pelle)
Rint a tristezz e chist hotel (Nella tristezza di quest’hotel)
Custodisc comm a nu gioell, tutt chell ca me rat (Custodisco come un gioiello tutto quello che mi hai dato)
E pur si mo part, mammà ij te so grat (E anche se parto, Mamma, io ti sono grato)”

Conclusioni

In un’industria rap che sforna singoli e dischi a ritmi incredibili, fermarsi sulla storia musicale di un artista, senza fare sì che le opinioni di ognuno siano esclusivamente vittime dell’istantanea della produzione attuale dell’artista, è per certi versi un obbligo per chi scrive di musica con un minimo di intelligenza.

Con questo articolo abbiamo voluto provare a darvi un’idea più ampia di un artista che, al netto di gusti e simpatie personali, ce l’ha fatta partendo da una delle tante province del sud dalle quali emergere è tutt’altro che facile. Nel nostro piccolo, confidiamo di avervi fatto conoscere qualche nuovo brano e di avervi fatto riflettere, anche solo per un momento.

Grafica di Mr. Peppe Occhipinti.

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