Il servizio del TG1 è la conferma di un Paese che preferisce alimentare stereotipi e pregiudizi piuttosto che combatterli: il caso del Mic Tyson.

Iniziamo con un breve riepilogo della faccenda: il 5 dicembre l’organizzazione Mic Tyson ha programmato e svolto parzialmente una live session di freestyle su Twitch contando sulla presenza di buona parte della FEA-Freestyle Elite Agency. Nitro, Dj MS e l’organizzazione impeccabile che da sempre segue il duo quando si tratta di dirette, hanno creato una macchina pienamente funzionante per regalarci ancora del buon freestyle nonostante il prolungato periodo senza palchi.

Mic Tyson 2019

Cosa è accaduto? I rumori e il trambusto hanno attirato l’attenzione di un cittadino che, possiamo dire giustamente, ha segnalato il fatto alla polizia, la quale si è recata nel posto per effettuare gli opportuni controlli.

Dopo aver verificato che il tutto si stava svolgendo regolarmente, che tutti gli artisti partecipanti erano in possesso di tamponi negativi e che non si trattava di un party abusivo ma di un evento noto e programmato, la diretta – che era già stata interrotta da tempo – si è ritenuto opportuno non riprenderla.

Uno spiacevole incidente, ma che in un momento storico come questo può capitare. Quello che non può capitare è tutto ciò che ne è scaturito.

L’8 dicembre infatti, il noto servizio di informazione nazionale TG1, ha mostrato in diretta un servizio in cui si ricostruiva l’accaduto relativo al Mic Tyson, o così sembra.

Le differenze tra quanto raccontato nel servizio e quanto dichiarato dai partecipanti sono lampanti, alcune addirittura smentite dalle stesse immagini del servizio:

  • “sul tavolo sushi e alcol, e musica rap dal vivo” è la frase pronunciata, mentre nelle immagini mostrate non c’è traccia di alcol, anche se i presenti hanno comunicato che sul tavolo erano presenti delle birre;
  • “per vederla bisogna pure acquistare un biglietto” è l’altra informazione sbagliata e facilmente verificabile, infatti scorre l’immagine di copertina dell’evento di marzo 2019 del Mic Tyson presso i Magazzini Generali dove, ovviamente, si che il biglietto era a pagamento. In questo caso si trattava di una delle tante dirette gratuite del loro canale;
  • “I carabinieri hanno multato tutti i partecipanti, 400 euro a testa, per violazione del coprifuoco” mentre gli stessi confidano di non aver ricevuto alcun tipo di sanzione, e “al rapper, ormai dalla sua auto, non è restato che salutare i suoi fan con la più classica delle scuse” citando la storia di Nitro in cui si scusava per problemi con la linea che è saltata (lui stesso ha ammesso di essere stato invitato dalla polizia ad annoverare questa motivazione, ma questo resta ovviamente non provabile)

Non sappiamo se ai giornalisti sono arrivate informazioni già distorte o se queste sono state travisate in un secondo momento, resta il fatto che da un telegiornale nazionale ci si aspetta come minimo del fact checking prima di mandare in onda un servizio.

Queste sono informazioni false, fuorvianti e diffamatorie. Per il Mic Tyson? Certamente. Per Nitro? Certamente. Per la FEA? Certamente. Ma soprattutto per l’Hip Hop italiano.

sushi tg1 mic tyson

Facciamo un passo indietro, partendo da queste definizioni di vari autori (tra cui Dovidio e colleghi, 2008):

  • Stereotipo: insieme di specifiche credenze, caratteristiche e attributi associati a un gruppo e ai suoi membri (possono essere anche positivi);
  • Pregiudizio: corrisponde a una valutazione (atteggiamento)/orientamento generale negativo verso un gruppo e i suoi membri;
  • Discriminazione: un comportamento ingiusto o ingiustificato nei confronti di una persona sulla base della sua appartenenza di gruppo, che quindi svantaggia o danneggia i membri di tale gruppo rispetto ad altri gruppi.

Come è intuibile, e come è stato confermato da diversi studi, gli Stereotipi e il Pregiudizio hanno una correlazione positiva significativa con la Discriminazione (fonte immagine: Dott.sa Falvo).

(tra parentesi il numero degli studi e sopra ad essi il grado di correlazione) (fonte: slides Dott.sa Falvo)

Per tornare a noi, lo stereotipo nell’Hip Hop riguarda le credenze diffuse che le persone che “fanno” o ascoltano questa musica facciano uso di sostanze stupefacenti, alcol, che non abbiano uno stile di vita regolare e salutare.

Il pregiudizio è la valutazione generale negativa verso questo gruppo di persone, ed è un dato di fatto che i pregiudizi verso le minoranze siano più accentuati in Paesi meno progressisti (fascia di cui sicuramente l’Italia fa parte).

La Discriminazione è il comportamento ingiusto nei confronti degli appartenenti al gruppo che viene manifestato dalla fusione dei due sopra: in quanto evento “rap” o “hip hop” l’accanimento mediatico e la divulgazione di false notizie viene giustificato in misura maggiore rispetto ad esibizioni di musica classica o live di musica pop italiana (potremmo fare anche altri esempi recenti).

Non è semplice combattere la discriminazione, soprattutto in un Paese in cui è ancora forte quella tra Nord e Sud, in cui sono presenti da ormai tanti anni le seconde generazioni di immigrati che non vengono riconosciute come italiani al 100%, in cui le donne manager sono un terzo in proporzione ai colleghi maschi e in cui il gentil sesso svolgendo lo stesso lavoro degli uomini guadagna comunque il 9,8% in meno.

Superare gli stereotipi è un lavoro lento e costante, le cui strade maestre sono due: rinforzare gli stereotipi positivi oppure ricategorizzarli senza pregiudizio. La base, in entrambi i casi, è sempre la stessa: per diminuire gli stereotipi bisogna fornire informazioni sulla loro infondatezza.

Un esempio concreto?

Fate un servizio su come Amir gira il mondo presentando il suo libro  Vivo Per Questo, per tenere lezioni nei campus al fine di promuovere la lotta al razzismo. Informate le persone di quanto la depressione sia un fenomeno ampiamente diffuso in tutta la popolazione mondiale e dell’importanza di parlarne anche attraverso la musica. Mostrate come dei testi fondamentali della letteratura possano essere rivisitati attraverso il rap di Murubutu (l’unico artista a cui è stata data realmente un po’ più di visibilità a livello nazionale).

Un esempio di come invece si rafforza uno stereotipo che provocherà discriminazione?

Fate un servizio con informazioni false per far credere che la musica Hip Hop si possa fare solo se si ha una vita di stenti, bagnata dall’alcol e all’insegna dell’illegalità. Mostrate a tutti che sono persone vili che cercano solo scuse per giustificare i loro malfatti non prendendosi neanche le responsabilità di ciò che fanno. Addossategli la colpa di sfilare i soldi dai portafogli dei vostri figli facendo pagare biglietti per poter così acquistare altro alcol e droga.

Chi pagherà il prezzo di questo?

Tutti ovviamente. In primis chi vive con la musica (Hip Hop e non solo), poi chi la ascolta o la sostiene. Infine tutte le persone che non potranno beneficiare dei cambiamenti sociali che è in grado di portare. Cambiamenti che in altri Stati hanno reso migliore la vita di milioni di persone.

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Mi chiamo Marco Carboni e sono uno studente nato a Pesaro. Ho la fortuna di vivere l'HipHop a 360 gradi, producendo per le realtà locali, organizzando un evento chiamato Carpe Riem ma soprattutto scrivendo e descrivendo una cultura che è molto più di quanto può apparire