Icona musicale e di stile, Aaliyah ha influenzato un’intera generazione di artisti.

Aaliyah Dana Haughton nacque a Brooklyn il 16 gennaio del 1979 per poi crescere a Detroit. La madre le fece prendere lezioni di canto fin da piccolissima, mentre fu lo zio Barry Hankerson – avvocato nel mondo dell’intrattenimento – ad introdurla all’industria musicale.

Molto presto, la ragazza prese ad esibirsi in piccoli eventi locali e ad undici anni iniziò ad andare in tour con la zia Gladys Knight: questa era la moglie di Barry nonché una delle cantanti soul di maggior successo del tempo.

Dopo alcuni provini per svariate etichette, Barry la mise sotto contratto per la neonata Blackground Records: fu proprio grazie allo zio che Aaliyah incontrò R. Kelly.

Tra i due si instaurò ben presto un rapporto personale, sfociato poi nella celebrazione di un matrimonio segreto. Prima dell’annullamento per via della minore età della ragazza e della rottura dei rapporti con Kelly, la loro collaborazione artistica portò all’incisione di Age Ain’t Nothing but a Number (1994).

Trainato da Back & Forth (#5 nella Billboard Hot 100 e disco d’oro in America), l’album ha piazzato – fino ad oggi – sei milioni di copie in tutto il mondo. Il progetto incontrò anche il favore della critica, che apprezzò la performance vocale della ragazza nonché le produzioni di R. Kelly.

Fu però One In A Million (1996) a lanciare definitivamente la carriera di Aaliyah. Timbaland si occupò di gran parte della produzione, mentre Missy Elliott della scrittura.

Nell’autobiografia The Emperor of Sound, Timbo ha raccontato il modo in cui i tre si incontrarono nel 1996. Timothy e Melissa avevano scritto e prodotto un brano che speravano di piazzare presso qualche etichetta. I due furono ricontattati ed informati del fatto che Aaliyah non solo aveva sentito la traccia, ma desiderava pure incontrarli: ad una prima sessione in studio ne seguirono così molte altre.

“Era così giovane, eppure ha cambiato la musica r&b. Era una ragazza dei sobborghi, ma era anche misteriosa. Dal modo in cui i suoi capelli le cadevano sull’occhio agli enormi occhiali da sole alle sue giacche extra large che mettevano in mostra i suoi addominali, l’industria musicale non aveva mai visto una cosa del genere.”

L’album non fu un successo solamente per Aaliyah – ribattezzata baby girl dai suoi nuovi collaboratori, ma anche per Timbo e Missy Elliott. Dopo questo disco, il primo divenne, infatti, uno dei produttori più richiesti. La rapper riuscì invece ad imporsi come una delle cantautrici migliori e ad intraprendere una carriera da solista.

If Your Girl Only Knew e The One I Gave My Heart To fecero la fortuna di One In A Million, triplo disco di platino nei soli Stati Uniti. La critica ne apprezzò la produzione all’avanguardia e la maturità di Aaliyah, che riuscì a dare ai testi di Missy un’ottima interpretazione.

Negli anni immediatamente successivi, Aaliyah si concentrò sulla propria carriera da attrice. La ragazza comparve, infatti, in Romeo Must Die e in Queen of the Damned, uscito postumo nel 2002. La cantante prese poi parte alla realizzazione della soundtrack di Anastasia, di Dr. Dolittle e dello stesso Romeo.

Nella prima comparve Journey To The Past, nominata agli Oscar nella categoria Best Original Song. La colonna sonora di Dr. Dolittle annovera invece Are You That Somebody?, un classico che svariate altre star avrebbero campionato. Infine, in quella di Romeo Must Die troviamo Try Again, la sua prima ed unica #1 nella Billboard Hot 100.

Questi impegni ritardarono di molto la lavorazione del terzo album – intitolato semplicemente Aaliyah, uscito nel luglio del 2001. Alla registrazione prese parte un team variegato di produttori e scrittori, che rese il progetto un successo stratosferico: tredici, infatti, sono i milioni di copie vendute – ad oggi – in tutto il globo.

Tra i singoli estratti spicca il tristemente noto Rock The Boat. Nell’agosto del 2001, la ragazza e il proprio team si recarono alle Bahamas per girare il video della canzone: nessuno poteva sapere che Aaliyah non sarebbe più tornata viva negli Stati Uniti. Il volo di ritorno, infatti, si schiantò poco dopo il decollo uccidendo la cantante e tutte le altre persone che si trovavano a bordo.

L’incidente mise così prematuramente fine ad una delle carriere più brillanti di sempre.

Nel 2021, Kathy Iandoli pubblicherà una nuova biografia sull’artista.

Icona musicale e di stile, Aaliyah ha influenzato un’intera generazione di artisti come Beyoncé, The Weeknd e Rihanna. La musica, i video e uno stile inconfondibile costituiscono, infatti, il suo lascito più grande.

In soli sette anni di carriera, baby girl ha collezionato cinque nomination ai Grammy, una agli Oscar e svariati premi tra American Music Awards, MTV Video Music Awards a Soul Train Awards. Le vendite mondiali dei suoi progetti musicali si aggirano invece attorno alle svariate decine di milioni. Chissà quali altre vette avrebbe potuto raggiungere se quell’incidente non si fosse verificato…

Purtroppo, gli album di Aaliyah non sono ancora disponibili sui servizi di streaming. Fanno eccezione il disco di debutto e la compilation I Care 4 U, uscita postuma nel dicembre del 2002. Tuttavia, come vi abbiamo raccontato QUI, sono attualmente in corso le trattative per rendere nuovamente disponibile il suo catalogo musicale.

Kathy Iandoli sta inoltre lavorando ad una biografia della cantante, programmata per il 17 agosto del 2021. Data la caratura della giornalista coinvolta, sono sicuro che il libro renderà omaggio alla vita e all’eredità di Aaliyah: potete già pre-ordinarlo su Amazon.

Nel mentre, potete dare un’occhiata al sito web della cantante, dove troverete una ricca gallerie di immagini nonché la sua videografia e discografia: vi basta cliccare QUI.

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