30 GARDENS’ MIXTAPE è il titolo del nuovo album dell’artista pesarese Fill Koi, con la collaborazione anche di XXX-FILA.

Fill Koi, al secolo Filippo D’Ambrosio, è un rapper under 23 originario di Pesaro da anni attivo sulla scena musicale della città e non solo. Si è sempre contraddistinto per una tipologia di rap “classico”, con una predisposizione alle punchline e al boom bap. Ma le cose sono notevolmente cambiate con il suo ultimo lavoro dal titolo 30 GARDENS’ MIXTAPE.

“Lascia da parte l’arte
Lasci la scena in shock
Scrivo un tot senza target
Non mi catalogherò”

Il motivo per cui l’ascolto di questo album è fortemente consigliato è la notevole ampiezza di suoni che si possono trovare al suo interno, uniti a dei featuring particolarmente azzeccati che riescono a diversificare il flusso dei testi.

Questi ultimi sono molto variegati, si parte da liriche crude e chiusure che entrano a “gamba tesa” per adagiarsi poi su sentimentalisti e riflessioni. Può essere definito come un disco che inizia in stile Blo/B e nel mentre si trasforma in un Claver Gold di inizio carriera (il tutto con le dovute proporzioni ovviamente) non stancando per niente nonostante la lunghezza: ci sono infatti ben 21 tracce.

“Cucio le ferite,
cuore sempre a pezzi ma vedi ho sette vite
Son tempi difficili ma ho grandi speranze, Charles Dickens
vorrei delle emozioni, che le ho tutte seppellite”

Il disco è un sottobosco di producer: Grapho, Ha-Maze (braccio destro nella creazione del progetto e spina dorsale dell’intero disco), Wonderkid, Kappa, Tantu Beats, J (tutti col compito riuscito di allargare l’universo di sound a disposizione) ed il sopracitato XXX-FILA.

Per quest’ultimo ovviamente apriamo un piccolo capitolo a parte: stiamo parlando di un produttore estremamente importante a livello nazionale per produzioni come Grecale, La bella creola e l’intramontabile Soffio di lucidità solo per citarne alcune. I rapporti con diversi esponenti dell’Hip Hop italiano come appunto Murubutu e Claver Gold, ma anche Moder, Lord Madness e Kenzei, lo hanno reso di diritto uno dei massimi esponenti della Doppia Acca nel territorio pesarese e in tutto il centro Italia.

In questo album sono sue le produzioni di Guerriero e Canzoni, posti & pensieri.

“E se bisogna soffrire lo farò a testa alta
Che l’arte qua è un bisogno e mi trasformo, Kafka”

Allo stesso modo anche i featuring contribuiscono a far fare un passo avanti all’album, in ordine di comparizione troviamo: Geko, Sofia Mattioli, Simon Skunk (freestyler di assoluto livello presente anche all’ultima edizione del Mic Tyson), El Manuelito (giovane molto promettente), Besma, Murdock Boomin, Gianluca Paradiso e Quel Baby.

In particolar modo, oltre alle voci nei ritornelli, riescono tutti a dare un boost alle tracce, facendo salire di giri il motore e non di poco.

“Ti spezzo ti piego mio caro
Sei un bastoncino Mikado
Sei un altro scarso che sbrano
Dai resta a cuccia da bravo”

Oltre a Guerrieri, traccia più importante per completezza e profondità non solo per la produzione ma anche per le liriche, le due perle dell’album a nostro parere sono È finita l’estate e La notte.

La prima è molto spontanea sia in versione originale che nel remix con El Manuelito, Murdock Boomin e Quel Baby, passando da un tipico suono “settembrino” a una aggressivissima techno. Il brano prodotto da Grapho invece appare più come un lungo racconto molto toccante e introspettivo, denso di personalità. La strofa da mettere in cornice è quella di Simon Skunk in Come mi pare, ricca di incastri come da tradizione.

“un bel vestito che nasconde quella cicatrice
potevo crederti, vali una cicca come attrice
C’ho pensieri che mi punto in mente
puntualmente con in mano quella pinzatrice”

Per trarre le conclusioni, 30 GARDENS’ MIXTAPE è un album compatto, per certi versi sorprendente e che alza notevolmente l’asticella di un ottimo prospetto del centro Italia come Fill Koi. XXX-Fila ha sicuramente contribuito sia ad innalzare la qualità del prodotto sia a dargli maggiore visibilità, col fine di uscire definitivamente dai confini territoriali.

Il prossimo passo dovrà essere necessariamente l’inclusione di artisti (oltre che producer) sia geograficamente che stilisticamente più lontani, perchè questo disco è la dimostrazione che sporcare la tavolozza con diversi colori e nella giusta maniera può creare splendidi dipinti.

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Mi chiamo Marco Carboni e sono uno studente nato a Pesaro. Ho la fortuna di vivere l'HipHop a 360 gradi, producendo per le realtà locali, organizzando un evento chiamato Carpe Riem ma soprattutto scrivendo e descrivendo una cultura che è molto più di quanto può apparire