Caneda, un innovatore e un artista a 360°

Caneda

Abbiamo ripercorso la carriera e la discografia di Caneda, dagli esordi con la crew 16K, al periodo Dogo, il periodo dei mixtape Honiro fino alle ultime release.

Caneda per gli amanti del movimento hip-hop made in Italy non dovrebbe avere bisogno di presentazioni. È molto di più del ritornello del Ragazzo D’Oro. Non è soltanto Bianco. È un artista a tutto tondo, uno dei più completi del panorama italiano.

Andremo a vedere:

Gli esordi

“Cano” è attivo già all’inizio degli anni 90 a Milano nella crew 16K, un collettivo vecchia scuola, i cui membri si cimentavano in tutte e quattro le discipline dell’hip-hop, specialmente writing ed MCing. Da questa crew emerse poi il gruppo Armata 16, in cui oltre a Caneda figurava Aken, anche noto come Vincenzo da Via Anfossi. Il gruppo pubblicò un solo album intitolato Spiriti Liberi, nel 1999.

Nello stesso anno Caneda si trovò particolarmente coinvolto in un altro progetto molto importante per lo sviluppo della scena hip-hop italiana. Stiamo parlando di 3 MC’s al cubo, il primo e unico album delle Sacre Scuole. Sacre Scuole è stato il gruppo d’esordio formato da Fame (aka Jake la Furia), Il Guercio (aka Guè Pequeno) e Corvo D’Argento (aka Dargen D’Amico).

Caneda però resta dietro le quinte, limitandosi a produrre quattro tracce del progetto. In seguito, la scena italiana attraversa alcuni anni abbastanza bui. Caneda, sembra allontanarsi dalla produzione musicale, per riprenderla nel 2006. L’esordio discografico di Caneda avviene con L’Angelo da un’ala sola-Atto 2, un album particolare, per certi versi sperimentale, ben diverso da quella che era la moda dell’hip-hop di inizio millennio. Curioso come il percorso musicale di Neda assomigli a quello di Dargen D’Amico: anche lui, dopo l’esperienza Sacre Scuole tornerà sulla scena solo nel 2006 con un album altrettanto atipico: Musica senza Musicisti.

Il disco d’esordio di Caneda esce per l’etichetta H.A.H. (Hard As Hell) di Deleterio, la stessa label che pubblicherà Roccia Music di Marracash e Molotov Cocktail di Ted Bundy. Del cura anche le produzioni, mentre Don Joe cura il master.

Il disco sfortunatamente non è presente sulle piattaforme di streaming, ma nascoste su YouTube si possono ancora trovare alcune gemme, come i video dei singoli Alice e La città in fondo al mio cuore. Un esordiente Neda metteva in mostra il suo flow caratteristico e la particolarità dei testi, iniziando a farsi conoscere dal pubblico rap.

L’episodio successivo della discografia di Caneda è La farfalla dalle ali bagnate-Atto 3, pubblicato nel 2009.

In questo album compaiono Guè Pequeno, che nel frattempo aveva dilagato con i Club Dogo e Vincenzo da Via Anfossi, che era entrato a pieno titolo nella Dogo Gang. Per quanto il disco non esca con il marchio del tirapugni dei Dogo (così come nessun altro progetto di Neda), dal 2009 possiamo dire che Caneda diventa a tutti gli effetti un membro della Dogo Gang.

Questo secondo album è ancora più cupo del precedente, come suono e mood. Questo non fa che risaltare la poetica di Neda, con i suoi storytelling avvincenti e le figure retoriche in rima.

Purtroppo anche questo disco non è ancora presente sui servizi di streaming, ed è anche molto raro da trovare in CD. Potete comunque trovare le tracce su YouTube insieme ai video dei singoli.

Il periodo Dogo Gang

Nel 2009 Caneda partecipa alla “vacanza ignoranza” a Tunisi con tutti i membri della Dogo Gang per girare il video di Ragazzi Fuori. Questa vacanza ha portato alla realizzazione di una posse track incredibile, T20-Autotuneesee: 19 MC + 1 producer, Shablo.

Sempre nel 2009 cementa il rapporto con Guè, apparendo in FastLife Mixtape Vol.2 e fondando addirittura con lui una linea di abbigliamento. L’arte grafica di Caneda si fonde con lo street style di Guè dando vita a Recession Clothing. Un brand di streetwear in piena regola, molto in anticipo sui tempi.

Per tre anni Neda fa parte a tutti gli effetti della Gang, collaborando con quasi tutti i membri della crew. Le prime collaborazioni le ha avute con Vincenzo e Deleterio (nel frattempo anche lui entrato nella Dogo Gang). Successivamente lavora con Fabrizio Conte (anche in veste di producer), Montenero (su uno dei primi beat prodotti dai 2nd Roof), Shablo & Guè in Immobile.

Nel 2010 Caneda pubblica un mixtape intitolato McDonald Music, per la label Harsh Time di Dj Harsh, anche lui membro della Dogo Gang. Dj Harsh più tardi fonderà proprio con Guè Tanta Roba, tutt’ora in attività.

McDonald Music è un classico mixtape degli anni 10, fatto con la stessa attitudine di Lil Wayne negli USA. Usando basi di hit famosissime, Caneda riesce a esprimere la propria qualità. Sui beat di Rick Ross, Kanye West, Fabri Fibra, Coldplay riesce a rappare con grande attitudine e nonchalance.

Nel 2011 Neda compare nei progetti di Fedez e Vacca, oltre che in Thori e Rocce, il producer album di Don Joe e Shablo. Lo stesso anno esce il primo disco ufficiale di Guè Pequeno, in cui Caneda è presente in ben due tracce: una di queste è la smash hit, nonché titletrack del disco Il ragazzo d’oro. La ripetizione forzata della parola Bianco fa parlare molto di Caneda, chi lo critica, chi lo osanna… Fatto sta che quella traccia anche a distanza di anni è restata nella memoria di tutti.

A livello di popolarità, forse il 2011 è il momento più alto di Neda. Nello stesso anno però il legame con la Dogo Gang si interrompe bruscamente, a causa di un dissidio nato tra Marracash e l’Odei Clan di Roma, comunicando poco dopo l’addio alla crew. Caneda si allontana dalla Dogo Gang e dal suo immaginario street. Riesce a re-inventarsi, a scoprire un nuovo sé stesso.

Honiro Label, Newtopia e il nuovo Caneda

Nel 2012 firma un contratto con la web-label Honiro Label, con la quale produce ben tre mixtape nel giro di un anno a cui se ne aggiungono due l’anno successivo.

In ordine cronologico, nel 2012 Caneda pubblica Nato nell’acqua, Il piccolo principe e Ancora3cmdiossigeno, seguiti nel 2013 da Sinatra e Neda si sveglia a mezzanotte.

Questi cinque mixtape, pur essendo diversi tra loro, possono essere quasi accorpati come capitolo di uno stesso libro, in parte per il periodo ristretto in cui sono usciti, in parte per fattori che li accomunano.

In questi lavori Neda mostra di essere maturato, umanamente e artisticamente, mettendosi completamente a nudo.

I testi sono più riflessivi, malinconici, crudi e realistici rispetto ai suoi progetti precedenti. Il flow graffiante di Neda si appoggia su beat non-inediti, spesso famosi e spesso molto distanti dall’immaginario hip-hop. Questo accade in particolare nel “capitolo” Sinatra, dove emerge proprio come innovatore del genere. Caneda è stato il primo della scena a paragonarsi a Frank Sinatra: ben prima di Guè Pequeno, aveva infatti dedicato un progetto a questo artista, contraddistinto per la musica, gli eccessi, le donne e le contraddizioni. In Sinatra Caneda riesce a rappare su beat presi in prestito dal mondo del pop, da Vasco Rossi a Giorgia, da Vanessa Carlton a Sting. Riesce a creare poesie in rima, anche e soprattutto quando rivisita questi grandi classici.

Questi progetti però restano relegati nel mondo dell’underground, senza avere il riscontro di pubblico che meriterebbero. Nonostante ciò, la caratura artistica di Caneda è colta da J-Ax e Fedez, che con la loro neo nata label Newtopia decidono di puntare su di lui e inserirlo nel roster. Nel 2014, attraverso Newtopia, Caneda pubblica un nuovo progetto intitolato La dolce vita,  interamente prodotto da Shablo. Le liriche seguono la linea tracciata dai prodotti precedenti, accompagnati questa volta da beat inediti e di altissimo spessore di Shablo. A differenza dei progetti precedenti, si sente l’imprinting di Shablo sul progetto, che lo rende un album a tutti gli effetti.

A fianco alle tracce più impegnative, Caneda non ha mai accantonato mai la sua tendenza a creare hit, che spaccano in due lopinione pubblica. È proprio quello che succede con il brano Cioccolata di Maruego: un esempio di trap che anticipava di molti anni DPG, Sfera e i tanti altri che sono seguiti.

L’anno seguente, nel 2015 sempre attraverso Newtopia realizza una sorta di concept-track intitolata Seven. Sette rapper, si alternano sul beat di Roofio, ciascuno rappando di uno dei sette peccati capitali. Il concetto è innovativo e riesce a creare un effetto posse-track accostando rapper che difficilmente hanno collaborato tra loro insieme.

Nel 2016 Caneda fa un comeback all’etichetta che gli aveva pubblicato la fortunata serie di mixtape, producendo un nuovo progetto per Honiro Label. Mozart nella giungla Mixtape è di nuovo una sorpresa. Nonostante venga chiamato “mixtape” proprio nel titolo, rispetto ai lavori precedenti si avverte una maggiore cura dei dettagli, tracce molto eterogenee che su beat inediti che lo rendono di fatto un album vero e proprio. Questa uscita ci presenta un nuovo Caneda, in alcuni brani quasi cantante, in altri quasi spoken word.

Insieme a questi, non manca la hit: Unpodi è un’altra traccia di Caneda che ha fatto molto parlare di sé. Ripetitiva, maniacale, assolutamente orecchiabile, resa poi ancora più popolare dal remix effettuato da Gemitaiz.

Gli anni più recenti e la nuova musica

Per tutto il 2016 ed il 2017 Caneda adotta una nuova modalità di diffusione della sua musica: non più attraverso mixtape, ma tramite video singoli, caricati su YouTube, in esclusiva per il canale di Honiro Label.

Dal 2018 Neda continua con questa modalità, senza pubblicare progetti ufficiali, ma solo singoli, direttamente dal suo canale YouTube, senza l’appoggio di alcuna etichetta. Le tracce pubblicate nel corso di questi anni sono ancora una volta eterogenee, come mai prima d’ora. Alterna tracce profonde, introspettive, a brani “ignoranti” creati con lo scopo di far parlare.

Definire la musica di Caneda è estremamente difficile dal momento che alterna rime sulla trap, a rime sul pianoforte classico.

Il trend dei singoli online si è interrotto proprio recentemente, sul finire del 2020, con la
pubblicazione di un nuovo EP. Questa volta sono solo quattro tracce, come al solito atipiche. Il titolo è LAREPUBBLICA, distribuito in maniera totalmente autonoma attraverso Spotify.

In questo EP Caneda torna anche in veste di produttore, come ai tempi delle Sacre Scuole. La produzione musicale di Caneda è quindi oltre che estremamente varia è estremamente ricca. Praticamente non ha avuto stalli dal 2006 ad oggi.

Cano, l’artista

Ma se pensate che l’arte di Raffaello Canu si limiti a questo, vi sbagliate. Cano, questo il suo nome d’arte, è un pittore professionista, avendo fatto mostre ed esposizioni in tutto il mondo delle sue opere.

Partendo dalle tag e dal writing è riuscito prima a ottenere ottimi feedback dalla street art, lavorando con mostri sacri come Phase2 per finire addirittura nelle gallerie d’arte. Le sue opere grafiche spesso si sposano con la produzione musicale, definendo l’artista a 360°. Probabilmente Caneda, ha ottenuto maggiore successo di pubblico e critica con l’arte, che con la musica.

Da una crew di rap, tag e writing è riuscito a costruirsi un futuro e a portare avanti entrambe le sue passioni, rendendole il suo lavoro. Per questo Caneda è uno degli artisti più completi del panorama urban italiano.

Clicca QUI per trovare maggiori informazioni sulle sue opere.

caneda “CANO”  2020 Smalto sintetico e acrilico  su muro  3mx 20m  Location milano: milano