Abbiamo scambiato due parole con Alsogood, talentuoso produttore dalle sonorità motown e jazz, un mondo più unico che raro in Italia.

Alsogood è uno degli artisti che nell’ultimo anno ho seguito più volentieri, sia per la conoscenza in materia che si evince facilmente dalle sue produzioni e sia per la non curanza del mercato nella scelta assolutamente controtendenza di far rivivere quei suoni che ci hanno fatto innamorare dell’hip hop. Tra questi, sono forti influenze riconducibili a molti dischi motown, al leggendario J Dilla e vicine alle vibrazioni di un buon jazz.

Ho scambiato qualche parola con Alsogood, in occasione della pubblicazione del suo nuovo singolo Solitude Orchestra con Neil Sims e in vista dell’uscita del nuovo EP The Munchies. Di seguito la nostra chiacchierata.

Quando hai deciso di essere Alsogood? Cosa ti ha fatto scegliere di dedicarti a queste precise sonorità?
«Dopo un lungo periodo di collaborazione con numerosi artisti rap italiani, mi ero stancato del liricisimo ed ho pensato di aggiungere maggior valore alla mia musica, rilasciandola in versione strumentale e cucendole addosso un altro tipo di vestito più sofisticato.»

Nella bellissima copertina di The Munchies (in uscita a novembre), appaiono J Dilla e John Coltrane. Quali sono i dischi che ti hanno più ispirato per la tua musica?
«Ho un sacco di dischi che amo, sicuramente questi due rappresentano alcuni dei punti fondamentali della mia istruzione musicale. DIciamo che Dilla è il John Coltrane dell’Hip Hop ed in più questo disco è un connubio perfetto tra jazz e hip hop, dentro ci sono dei beats completamente campionati ma anche alcuna roba composta con interventi melodici tra cui quello di Farnell Newton, trombettista di Stevie Wonder, Lettuce e Jill Scott.»

Scott Simon su NPR ha passato la tua musica , come ti sei sentito?
«Sono onorato che la mia musica sia stata trasmessa su NPR, sicuramente negli States c’è una maggiore predisposizione a questo tipo di esperienza d’ascolto. In Italia c’è poco studio e poca ricerca tra l’altro limitata da un monopolio delle grandi aziende.»

Quanto produci? E come scegli i lavori ufficiali e i lavori che tieni nel computer?
«Produco abbastanza anche se ultimamente un po’ di meno per miei lavori ma molto su commissione. Solitamente mi lascio ispirare dalle sensazioni che ho dentro o semplicemente dallo studio, ampliando il mio vocabolario come musicista e produttore.Sicuramente ho anche tante influenze esterne, ultimamente sto leggendo parecchi libri e tesine sull’arte rinascimentale del ‘500, un nuovo modo di esprimere la presenza artistica e culturale dell’uomo nel mondo…»

My friend, il tuo ultimo lavoro, vede la collaborazione di Kuranes. Raccontaci un po’ come avete gestito il lavoro in due.
«Kuranes è un grande producer ed un fantastico amico, uno dei pochi a cui mando la mia roba prima di pubblicarla. Se lui, Emanuele, Alessandro mi dicono che è okay, vuol dire che va bene, non bado molto ad altri feedback. Il nostro lavoro è nato quando è venuto a trovarmi su in studio a Milano, abbiamo fatto moltissima musica e abbiamo affinato tutto durante il periodo di quarantena, in modalità remota.»

Com’è nata la collaborazione con Brain Orchestra?
«Brainorchestra è il nuovo pupillo della East Coast, l’altro giorno ha fatto anche un brano con Planet Asia. Ricordo che mi chiese della musica ed io, nonostante apprezzassi la sua musica, chiesi il fee necessario per il lavoro. Ricordo che lui si incazzò moltissimo per la cifra, dicendo che anche per lui era un lavoro. Così unimmo le forze e da quel momento siamo super connessi, tenetelo d’occhio. Lui è l’ennesimo esempio di come per me lo scouting musicale sia fondamentale: ho scoperto Maro, Rocco Hunt ed altri che adesso stanno brillando. Andrew sarà uno di questi.»

Il bellissimo singolo che anticipa The Munchies EP si chiama Solitude Orchestra e vede la partecipazione di Neil Sims. Quando lo hai scelto? E perché?
«Sims è un producer di Stroud(Uk), mi contattò dopo il mio EP Producer Life riempiendomi di complimenti e chiedendomi di fare una roba insieme. Lui è stato già autore di diversi classici del genere che contano milioni e milioni di streams, finalmente siamo riusciti a fare una traccia assieme, tra le mie preferite.»

Che rapporto hai col rap italiano? Pensi attinga poco alle radici soul, funk, jazz?
«Ho abbandonato un po’ l’ambiente nonostante abbia tantissimi amici ed anche alcuni fruitori della mia musica vengano da lì. Non seguo le uscite eccetto quelle di qualche amico che consiglio di seguire: Poppa Gee, Comma Uno e Creep Giuliano.»

Quando porti live il tuo show cosa porti con te? E come scegli cosa suonare?
«Preferisco suonare in trio con i miei Figùra o in duo con Alessandro, il mio tastierista. L’ultimo live fatto ad Ottobre ha visto un bellissimo setup con 2 tastiere, 1 Synth Bass ed un sp 404.»

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