L’attitudine hardcore e la ferma volontà di posizionarsi altrove: il disco solista di Hellpacso dei DSA COMMANDO.

Una bella storia del rap italiano è sicuramente quella dei DSA COMMANDO. Il gruppo di Savona ha infatti da sempre un pubblico più che solido e soprattutto una dimensione artistica ben marcata. Ci sono tre cose che li differenziano da tantissimi altri: credibilità , coerenza e longevità.

Dopo il bellissimo disco solista di Krin183, Spirit, è il turno del debutto solista di HellPacso sulle strumentali del sodale Sunday Thriller Machine che negli anni ha collaborato parecchio anche con gli USA.

La veste musicale di quest’ultimo, tra riff di chitarre e batterie, si sposa perfettamente al rap crossover di HellPacso: le rime sono taglienti, urlate e prorompenti. Il loro stile, d’altronde, o lo ami o lo odi. Se fosse una domenica pomeriggio opteresti per i Sottotono e faresti bene ma se fosse  lunedì mattina e stai andando a lavorare questo potrebbe essere il mood giusto.

In questo disco sopravvive il conflitto, si bypassano melodie forzate e non ci si risparmia di dire quello che si pensa anche a costo di essere spiacevoli. Prove tangibili sono brani come Arbeit Macht Frei oppure D’odio e D’infamia.

Manca la canzone d’amore e mi verrebbe da dire per fortuna: ogni tanto fa bene sentire anche l’altra faccia della medaglia.

I ritornelli ricordano più i primi Linea 77 che non l’arrembaggio quotidiano per un posto in classifica. Questa tipologia di dischi è senza scadenza e data preferibile di consumazione in quanto autoreferenziali e ossigenanti per chi apprezza questo tipo di modus operandi e cifra stilistica.

Hellraiser è disponibile anche in copia fisica scrivendo a: hellpacso@live.it

Sfogo la mia rabbia contro chi ha sempre taciuto
Volti chiusi in gabbia, chi si arrende è ormai fottuto
Sì, siamo randagi dentro un salotto borghese
Fanculo al bel paese, non arrivo a fine mese
Siamo ciò che siamo, è ciò che ostacola un rimedio
Siamo ciò che siamo, è tutto ciò che dà fastidio

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