Superman è il titolo del nuovo brano della FEA – Freestyle Elite Agency, con John Durrell, Bruno Bug e Blnkay.

Dopo TRVL e All Starz eravamo tutti in trepidante attesa del nuovo singolo della FEA, per vedere come i migliori freestyler della Penisola avrebbe potuto alzare ulteriormente l’asticella. Superman non tradisce le aspettate, anzi.

E’ il primo vero brano della FEA dalle tinte più intime e personali, in cui tutte e tre le personalità degli artisti si fondono. Il risultato è una tripletta di strofe dall’altissimo impatto e dall’indubbia profondità sentimentale.

 

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La produzione di James Logan entra subito sottopelle, insieme alla voce di John Durrell che inizia in modo ipnotico con una sorta di filastrocca che non si può togliere dalla testa. Bruno Bug, che già con Magritte ci aveva fatto assaporare la sua natura più introspettiva, continua a macinare strofe di spessore. Blnkay utilizza come meglio sa la sua skill principale: la capacità di modificare accenti, troncare parole e unirle di diverse per dare infinite sfaccettature ad una parola, in questo caso Superman per l’appunto.

Il tutto viene condito da un ritornello molto piacevole e azzeccato che è stato realizzato da Paola De Pasquale, artista abruzzese dalla voce molto interessante.

Tutti quanti col rap
Tutti quanti rockstar
Tutti quanti coL gang
Tutti fanno i contanti, son tutti contenti
Ho fatto la fame, ci ho fatto trasferte
Ci ho messo la faccia, ci ho perso gli affetti”

Come gli stessi artisti ammettono, si tratta di un brano che “gioca sul concetto di Superman, in opposizione al quale gli artisti si scoprono e si presentano come uomini semplici: i tre rapper, infatti, potrebbero, come molti loro colleghi, infarcire i testi di ostentazioni e montature, ma questo significherebbe mancare di rispetto a sé stessi, agli ascoltatori e, soprattutto, alla musica”.

Superman è un ulteriore preludio a un primo album corale che vuole dimostrare come questi freestyler siano anche degli artisti maturi. E’ giunto il momento di entrare in maniera decisa nel mercato musicale italiano, consolidando il proprio stile e non facendo mai mancare i contenuti, come del resto non hanno mai fatto in questi anni.

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Mi chiamo Marco Carboni e sono uno studente nato a Pesaro. Ho la fortuna di vivere l'HipHop a 360 gradi, producendo per le realtà locali, organizzando un evento chiamato Carpe Riem ma soprattutto scrivendo e descrivendo una cultura che è molto più di quanto può apparire