Negli sport abbiamo già visto come le carte in tavola siano cambiate, cosa accadrà al livello del freestyle?

La maggior parte delle competizioni nazionali sono o stanno per ripartire: sport di squadra su tutti. Durante l’estate abbiamo assistito al recupero della Serie A e della Champions League per quanto riguarda il calcio, della NBA per il basket oltreoceano.

È apparso subito chiaro come le diverse preparazioni atletiche e la gioventù delle rose abbiano avuto un ruolo chiave, sovvertendo il tasso tecnico degli atleti stessi.

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Cosa accadrà nel freestyle? A causa delle normative che restringono il numero del pubblico partecipante, in molti stanno ancora meditando quando ricominciare, in pochi ci sono riusciti. Su tutti da segnalare il coraggio e la ventata di aria fresca che la Ya Know The Name di Milano ha portato, saziando la nostra fame di battle. Con l’arrivo dell’autunno è tuttavia probabile che questa resti l’ultima battle di livello del 2020, costringendo il pubblico ad una lunga attesa.

E gli MC come passeranno questo periodo? Per quanto l’allenamento non sia fisico ma mentale nel freestyle, probabilmente si avranno allo stesso modo delle ripercussioni sul livello delle battle. Ogni amante del freestyle sa che quest’arte richiede un allenamento costante, in periodi di preparazione alle battle addirittura di diverse ore al giorno. Ma per il quale non basta sputare rime davanti ad uno specchio.

Fondamentale è l’allenamento in coppia e di gruppo per sperimentare rime diverse, allenarsi a rispondere, espandere argomenti e incassare punchlines. Le minori battle e le restrizioni alle possibilità di raggrupparsi quasi sicuramente hanno fatto calare il numero di occasioni in cui potersi allenare così.

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Questo senza considerare gli effetti secondari di questo periodo: il cambiamento di orari lavorativi, possibile perdita del lavoro o comunque un cambiamento generale di routine. Queste possono incidere in discipline come il freestyle, basate su costanza, ampiezza di conoscenze e velocità mentale.

Nel calcio e nel basket il ritorno post COVID ha evidenziato un estremo equilibrio, che ha spesso azzerato le differenze tecniche tra le squadre avvantaggiando le rose più unite e gli atleti maggiormente in forma.

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La YKTN, per quanto sia solamente una battle e quindi non un campione statisticamente significativo, ha già mostrato un andamento simile a quello sportivo. Maggiore equilibrio con battle spesso caratterizzate da spareggi. Non è un caso che la  competizione sia stata portata a casa da Roger, facente parte della Vikings Crew che non aveva il favore del pronostico. Nonostante si tratti di un MC affermato, con tanta esperienza alle spalle e conosciuto in tutta Italia, alla vigilia tutti gli occhi era puntati su altri freestyler: Snake, Efsinain, Kyn, Bruno Bug e Hydra erano gli indiziati principali alla vittoria.

Proprio la finale contro Hydra, probabilmente il freestyler più in forma nel 2019 e amatissimo in tutta la Penisola, ha rimarcato questa sensazione. Roger più in forma e costante, vittoria portata a casa.

Il freestyle si è sempre contraddistinto per la possibilità di far emergere nuovi fenomeni in pochissimo tempo, in grado di sovvertire le gerarchie e “mandare a casa” artisti molto più affermati e con esperienza. La sensazione è che nell’era post COVID-19 questa caratteristica sarà molto, molto più marcata.

Grafica di Cristian Formica.

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Mi chiamo Marco Carboni e sono uno studente nato a Pesaro. Ho la fortuna di vivere l'HipHop a 360 gradi, producendo per le realtà locali, organizzando un evento chiamato Carpe Riem ma soprattutto scrivendo e descrivendo una cultura che è molto più di quanto può apparire