Musica, politica e razzismo sono i protagonisti della nostra intervista a Sa-Roc.

È da venerdì disponibile ovunque The Sharecropper’s Daughter di Sa-Roc, uno dei migliori album rap degli ultimi tempi – almeno ad avviso di chi scrive. La sua creatrice è una punta di diamante del panorama underground americano ed è attiva dal lontano 2008.

Questo disco rappresenta la prima uscita per la Rhymesayers Entertainment di Evidence, al quale la rapper è legata da un rapporto d’amicizia oltre che professionale. Il nostro suggerimento è di dare un ascolto all’intero catalogo musicale dell’MC: se siete dei veri amanti dell’hip-hop, non resterete delusi.

Noi di Rapologia abbiamo avuto il piacere di intervistare Assata – questo il suo nome di battesimo – e di discutere insieme a lei del concept del disco, del ruolo che la musica può giocare in quest’epoca di cambiamenti e proteste e molto altro. Non vi resta quindi che recuperare la nostra intervista… buona lettura!

Hi Sa-Roc! Your new album is titled The Sharecropper’s Daughter. Could we talk about the inspiration behind the record and the stories you wanted to tell us with this project?

Ciao Sa-Roc! Il tuo nuovo album si chiama The Sharecropper’s Daughter. Potremmo parlare dell’ispirazione del progetto e delle storie che volevi raccontarci con esso?

«The inspiration was a desire to share a more personal story, a more intimate look into who I was both as a person and as an artist. So where do I start? A big part of my influence is my father who is a visual artist himself, but unfortunately never really got to fulfill his passion to have a full-time career. He grew up on a sharecropping farm during the Jim Crow Era, in the South of the United States when there was segregation, when black people were oppressed, they couldn’t vote, racism was ramping. A lot of our history and our family’s story was shaped around his experience with that and how he grew and created a family with that baggage and weight on him and that was passed onto me with my experience growing up during The War on Drugs Era, the crack era and growing up in neighbourhoods where there weren’t a lot of resources even though my family did their best to keep us fed and educated. Anyway, long story short the album is about inheritance and all the things we inherit from our familiar history and legacy whether those things are emotional ties, emotional weight and trauma, but also resilience, the sense of purpose. The album in discovering of who I am as a person. I take you guys on a journey and coming from that place of pain, dark history and developing and growing into myself as a person and where I am as an MC right now.»

«L’ispirazione è stata il desiderio di condividere una storia più personale, uno sguardo più profondo a chi fossi sia come persona che come artista. Quindi da dove iniziare? Gran parte della mia ispirazione proviene da mio padre, un artista che purtroppo non ha mai avuto l’opportunità di seguire la propria passione e farne un lavoro a tempo pieno. È cresciuto in una fattoria di mezzadri durante la Jim Crow Era, nel Sud degli Stati Uniti dove c’era la segregazione, quando le persone di colore erano oppresse, non potevano votare e il razzismo dilagava. Molto dei nostro eventi passati e della storia della mia famiglia si è formato attorno alla sua esperienza e al modo in cui è cresciuto e ha creato una famiglia con quel bagaglio e quel peso. Lo stesso peso che è stato passato a me, che sono cresciuta durante l’era della guerra alla droga, l’era del crack, in quartieri in cui non c’erano molte risorse anche se la mia famiglia ha fatto del suo meglio per nutrirci e garantirci un’istruzione. Comunque, in poche parole l’album riguarda l’eredità e tutte le cose che ereditiamo dalla nostra storia familiare sia che si tratti di legami emotivi che di peso e trauma emotivi, ma anche resilienza e motivazione. L’album dà voce a chi io sono come persona. Vi porto in un viaggio che parte da quei momenti di dolore ed oscurità ed arriva alla mia crescita come persona e come MC.»

I think that albums like yours are great history lessons especially for white people like me. Thanks to this type of projects, we can learn more about history, but foremost we can hear a different point of view. Do you agree?

Penso che album come il tuo siano grandi lezioni di storia specialmente per le persone bianche come me. Grazie a questo tipo di progetti, possiamo imparare di più in merito alla storia, ma soprattutto sentire un diverso punto di vista. Sei d’accordo?

«I agree! I was just talking to someone about how important hip-hop is as an historical audio and record of history and social commentary. You can look back at tons of hip-hop albums and be able to identify certain moments in history and we can learn from those things. But it is important to tell particularly that part of history in America because oftentimes the world likes us to forget, sweeps things under the rug and acts like there is no residual impact on the next generations. What I am trying to highlight with this album is that all those things leave a lasting imprint: it’s what you do with that imprint, it’s what you do with that influence and it’s how you can transform some of the negative aspects of that into a triumph. From these hardships that are really intended to keep particularly black people oppressed, from achieving certain levels of success. We have to be able to identify these things, we have to be able to air out these things so we can really actively start working on them and healing from them.»

«Concordo! Dicevo a qualcuno quanto l’hip-hop fosse importante come testimonianza sonora e storica e come cronaca sociale. Puoi guardare a moltissimi album hip-hop ed essere in grado di identificare certi momenti della storia e possiamo imparare da quelle cose. Ma è importante raccontare proprio quella parte della storia americana perché molto spesso al mondo piace che ce ne si dimentichi, nasconde la polvere sotto il tappeto e si comporta come se non ci fosse un impatto sulle generazioni successive. Quello che cerco di sottolineare con questo album è che tutte le cose lasciano una traccia durevole: importa quello che fai con questa traccia, cosa fai con quell’influenza e come puoi trasformare alcuni degli aspetti negativi in una celebrazione. A partire proprio da quelle difficoltà che vogliono mantenere in particolare le persone di colore  oppresse e che impediscono loro di raggiungere certi livelli di successo. Dobbiamo essere in grado di riconoscere quelle cose, discuterne apertamente in modo tale da iniziare a lavorarci seriamente e guarire da esse.»

Somehow your album took me back to the roots of hip-hop. In the ’70s, people were used to gather around and throw block parties to have fun, but rap music was also meant to educate people. Did you want to give us this feeling?

In qualche modo, il tuo disco mi ha riportato alle origini dell’hip-hop. Negli anni ’70, le persone erano solite radunarsi e dare feste di quartiere per divertirsi, ma la musica rap voleva anche educare le persone. Era tua intenzione darci questa sensazione?

«Yes! The sound is definitely a mix of different influences. We have that boom-bap sound, we have a lot of melodies and instrumentation, but also a lot of new and current stuff: a very fresh interpretation of hip-hop. It is rooted in the origins of hip-hop where it is about speaking your truth especially from the prospective of someone whose story has been overlooked, who has been silenced and the world tries to suppress. In the early part of hip-hop, the Bronx was burning and the landlords were overcharging tenents. We started speaking up about those things and the world started to see what those young black girls and boys were experiencing and it became a phenomen. So yes, I am carrying on that tradition and legacy of those OGs in hip-hop.»

«Sì! Il sound è sicuramente un mix di influenze differenti. Abbiamo il sound boom-bap, molte melodie e strumentali, ma anche del materiale nuovo: un’interpretazione dell’hip-hop molto fresca. Il disco è radicato nelle origini dell’hip-hop dove si tratta di dar voce alla tua verità specialmente dalla prospettiva di qualcuno la cui storia è stata ignorata, che è stato messo a tacere e che il mondo cerca di sopprimere. Agli inizi dell’hip-hop, il Bronx bruciava e i proprietari immobiliari facevano pagare prezzi altissimi agli inquilini. Abbiamo iniziato a parlare di queste cose e il mondo ha iniziato a vedere quello che quei giovani ragazze e ragazzi di colore stavano vivendo ed è divenuto un fenomeno di successo. Quindi sì, sto portando avanti la tradizione e il lascito degli OG dell’hip-hop.»

Speaking of the terrible situation that the afroamerican community has been living recently, what is the role that music could play?

Parlando della terribile situazione che la comunità afroamericana sta vivendo di recente, qual è il ruolo che la musica potrebbe giocare?

«I think it’s really important to have music that speaks to the times, to the urgency of the moment that we living, that tells the truth and sheds light on things that have been hidden within America and the world. As long as we continue to expose these issues, we can work to eradicate some of the oppressive systems we living under. It’s also important to create music that is joyful and supportive and allows us to have moments where we can enjoy. Music has always been that sense of solace and refuge for people and I would like for hip-hop to play that role as well: at the same time educating, at the same time bringing awareness, at the same time acting as a soundtrack to these changes that are taking place, these protests. Hip-hop is and has been the backbone of uprisings and social changes since the beginning

«Penso sia molto importante avere musica che si addica ai momenti storici, all’urgenza del momento che stiamo vivendo. Musica che dica la verità e sparga luce sulle cose che sono state nascoste in America e nel mondo. Finché continuiamo a denunciare queste problematiche, possiamo lavorare per sradicare alcuni dei sistemi oppressivi sotto i quali viviamo. Altrettanto importante è creare musica gioiosa e di sostegno, che ci permetta di avere momenti di divertimento. La musica ha sempre rappresentato un sollievo ed un rifugio per le persone e mi piacerebbe che anche l’hip-hop giocasse quel ruolo: allo stesso tempo educare, allo stesso tempo portare consapevolezza, al contempo essere la colonna sonora di questi cambiamenti che stanno avvenendo e di queste proteste. L’hip-hop è ed è stato la spina dorsale delle rivolte e dei cambiamenti sociali fin dall’inizio.»

In the last few months, we saw a lot of people spreading awareness on social medias on racism and police brutality. What can we – white people that don’t really know what you, the members of the afroamerican community, have been through – do in order to help you and make a real change?

Negli ultimi mesi, sui social abbiamo visto molte persone sensibilizzare i loro follower in materia di razzismo ed atti di brutalità da parte della polizia. Noi bianchi, che non sappiamo cosa voi membri della comunità afroamericana state vivendo veramente, cosa possiamo fare per aiutarvi e imprimere un cambiamento reale?

«Working to change these policies. The politicians and the police officers and the people who are making this legislation most often are white people. It’s important for white people who are really honest and intentional about wanting to make change to use their voice: protest, spread awareness among your family and friends, speak out against these issues. We black people, because we are members of an oppressed group or we have been historically oppressed, have to fight that much harder to even be heard. It’s important for white people who have positions or have family members who have positions or can tell a friend to tell a friend that this is what’s happening: expose the lies and don’t allow your comfortability to keep you silent. It’s ok to feel uncomfortable, it’s ok to make your family, your friends or other people around you feel uncomfortable to make real change for the people around you.»

«Lavorare per cambiare queste politiche. I politici, gli agenti di polizia e le persone che fanno le leggi molto spesso sono bianchi. È molto importante per le persone bianche che siano veramente sincere e vogliano cambiare le cose usare la loro voce: protestate, sensibilizzate familiari ed amici, denunciate questi problemi. Noi persone di colore, in quanto membri di un gruppo oppresso o storicamente oppresso, dobbiamo combattere molto più duramente solamente per essere ascoltati. Ciò è molto importante per le persone bianche che ricoprono posizioni o che hanno familiari in certe posizioni oppure passate parola su ciò che sta accadendo: smascherate le bugie e non lasciate che il vostro benessere vi mantenga in silenzio. Va bene sentirsi a disagio, va bene far sentire a disagio familiari, amici o altre persone che vi stanno attorno per imprimere un cambiamento reale a beneficio degli altri.»

How is working with Evidence like?

Com’è lavorare con Evidence?

«It’s funny. When we did the song Deliverance, we did the song separately. We were in the studio in Cali listening to beats initially because we knew we wanted to do something together. We were just listening to beats and I was saying which one I wanted and he ended up giving me just a bunch of beats. Then I ended up vibing with the one I wanted, I picked the one I wanted. I recorded something and then I sent it back to him. We worked more closely on the video because he and this guy named Stephen Vanasco shot it together.  We went out to California, we were on the beach and it was really cool. It was something I am not used to do and I was dressed differently. Evidence is greedy, his beats a little slower as far as BPM and stuff like that.»

«È divertente. Quando abbiamo inciso Deliverance, abbiamo registrato la canzone separatamente. Inizialmente, eravamo in studio e stavamo ascoltando delle basi perché sapevamo di voler fare qualcosa insieme. Dicevo quale base volessi prendere e, alla fine, mi ha dato vari beat. Ho poi finito per entrare in armonia con quello che volevo, ho scelto quello che volevo. Ho registrato qualcosa e poi gliel’ho rimandato. Abbiamo lavorato più a stretto contatto al video perché lui e un ragazzo di nome Stephen Vanasco lo hanno girato insieme. Siamo andati in California, eravamo sulla spiaggia ed era tutto molto bello. Era qualcosa al quale non ero abituata ed ero vestita in maniera diversa. Evidence è avido nelle produzioni, i suoi beat sono un po’ più lenti in termini di BPM.»

Have you ever ever been to Italy?

Sei mai stata in Italia?

«Yes! I stayed in a place called Treviso and then we went to Venice and we also went to another town whose name I don’t remember. I loved Italy! The food is amazing, the culture, the people. We were supposed to come to Italy with my European tour. That was a part of the dates but they ended up pulling out because of the uncertainty with COVID. Maybe next year I will come back!»

«Sì! Sono stata in un posto chiamato Treviso e poi siamo andati a Venezia e in un’altra città il cui nome non ricordo. Ho amato l’Italia! Il cibo è fenomenale, la cultura, le persone. Dovevo venire in Italia con il mio tour europeo, era tra le date, ma alla fine hanno cancellato tutto a causa del COVID. Può darsi che tornerò l’anno prossimo!»

In the last few years, the mainstream scene has been getting more and more inclusive towards women. Did the same happen within the underground scene? Did you see a real change?

Negli ultimi anni, la scena mainstream è divenuta sempre più inclusiva nei confronti delle donne. È accaduto lo stesso nella scena underground? Hai visto un reale cambiamento?

«I feel that in the indipendent underground scene women have always been prevalent. Of course, there’s still some discrimination and we have to work harder to be able to earn our place but for the most part women in the indipendent scene have been able to thrive more. I know tons of women who may not have an household name but they tour constantly, people who really know hip-hop. Even when I first started rhyming in Atlanta, probably 50% of the artists were women. The mainstream has to catch up with what the indipendent scene has been doing.»

«Penso che nella scena underground le donne siano sempre state prevalenti. Certo, c’è ancora della discriminazione e dobbiamo lavorare più duramente per guadagnarci la nostra posizione, ma – nella maggior parte dei casi – le donne sono sempre state in grado di avere più successo nella scena underground. Conosco moltissime donne, che pur non essendosi fatte un nome sono sempre in tour, persone che conoscono veramente l’hip-hop. Anche quando ho iniziato a rappare ad Atlanta, probabilmente metà degli artisti erano donne. È la scena mainstream a doversi mettere al passo con quanto quella underground sta facendo da tempo.»

Last question! As an american citizen, what are your expectations about the next presidential elections? What’s your hope?

Ultima domanda! In quanto cittadina americana, quali sono le tue aspettative sulle prossime elezioni presidenziali? Qual è la tua speranza?

«My hope is that we can get this current president out of office. I don’t have any expectations because I know how politics can work but I’mma do my best, I’mma do my part in order to vote him out of there. I’m just trying to be as involved as I can be in terms of using my voice and my platform to inspire people to keep working as much as I’m working too. I can’t expect anything because you never know. I expected something four years ago and I was let down. We can continue to work to make sure we are really changing some of this legislation that tries to mantain certain people in states of poverty, this status quo of police brutality and police violence and racism. We just have a lot of work to do in this country but with the right people in office.»

«La mia speranza è che si riesca a mandare a casa questo presidente. Non ho alcuna aspettativa perché so come funziona la politica, ma farò del mio meglio, farò la mia parte per mandarlo a casa. Semplicemente, sto provando ad essere coinvolta il più che posso usando la mia voce e la mia piattaforma per spingere le persone a lavorare quanto me. Non posso aspettarmi alcunché perché non si sa mai. Mi aspettavo qualcosa quattro anni fa e sono rimasta delusa. Possiamo continuare a lavorare per assicurarci di cambiare parte di una legislazione che mantiene certe persone in condizioni di povertà e lo status quo di razzismo e violenza. Abbiamo tanto lavoro da fare in questo Paese, ma con le persone giuste al comando.»

THANK YOU SA-ROC!

Dopo questo interessante scambio di idee, non vi resta che recuperare The Sharecropper’s Daughter di Sa-Roc… enjoy!

Grafica di Mr. Peppe Occhipinti.

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