Abbiamo avuto il piacere di intervistare Kathy Iandoli, una delle migliori firme americane in materia di musica rap.

La scorsa settimana ci siamo collegati via Zoom con Kathy Iandoli, giornalista americana nonché una delle firme più autorevoli in materia musicale. Nel corso della sua carriera pluriventennale, Kathy ha collaborato con testate del calibro di Billboard, Rolling Stone e Vice. Ha all’attivo due libri: Commissary Kitchen: My Infamous Prison Cookbook, scritto a quattro mani con il defunto Prodigy, e God Save The Queens, prima storia delle donne nel rap.

Nel corso di questa chiacchierata, abbiamo parlato del ruolo attuale delle donne nel rap, dell’importanza del linguaggio in ambito giornalistico e dei suoi progetti futuri. Siccome la conversazione è molto lunga, non aggiungiamo altro e lasciamo spazio alla nostra ospite!

Hi Kathy! First of all, thank you for this opportunity. Last year you published a book titled “God Save The Queens. The Essential History of Women in Hip-Hop”, that is the first history of women in hip-hop. Why did it take so long for a journalist to write something like your book? Hip-Hop was born in 1973 and your book came out in 2019…

Ciao Kathy! Anzitutto, grazie per questa opportunità. Lo scorso anno hai pubblicato un libro intitolato “God Save The Queens. The Essential History of Women in Hip-Hop”, prima storia delle donne nell’hip-hop. Perché ci è voluto così tanto prima che un giornalista scrivesse qualcosa come il tuo libro? L’hip-hop è nato nel 1973, mentre il tuo libro è uscito nel 2019…

«I can only speak on what happened when I first tried to shop the book which was ten years ago, eleven now. The argument was that there weren’t enough women who they considered the archetypes that represented certain phases in hip-hop history or certain success levels. I pitched this book in 2009 right before Nicki Minaj: from 1973 ‘till Nicki it’s almost fourty years. You are looking at this time period and there’s a lot of women who have done amazing things but they have never been given their proper respect. I think because of how much women have been overlooked. The story has always been that there weren’t enough to create a well ‘rounded story which was so incorrect. If you look at all hip-hop books, you’ll see that women get a chapter or a couple of pages because they are always separated from the men. I think that everything that happened over the last ten years brought us to the point where everyone began to realize just how much women have done in the four decades before that. That realization happens now and that was probably why so many people overlooked the idea of creating a book about it before that moment. If you do look at how many women are just killing it in hip-hop, there are a lot more packed into the last five-ten years than there were in the fourty prior in terms of being all over the charts, releasing singles and being signed to major labels. I just think they were overlooked.»

«Posso solamente parlare di quanto accaduto quando ho cercato di piazzare il libro dieci anni fa. La ragione principale era che non c’erano abbastanza donne che rappresentassero certe fasi della storia dell’hip-hop o un certo livello di successo. Ho provato a vendere il libro nel 2009, poco prima di Nicki Minaj: tra il 1973 e Nicki sono trascorsi approsimativamente quarant’anni. Se guardi a questo periodo, trovi molte donne che hanno fatto cose straordinarie, ma non è mai stato accordato loro il giusto credito. Questo perché le donne sono state trascurate. Si pensava che non ce ne fossero abbastanza per scrivere una storia completa – il che era sbagliato. Se sfogli i libri sull’hip-hop, vedi che le donne hanno un capitolo o un paio di pagine perché vengono sempre separate dagli uomini. Tutto quanto è accaduto negli ultimi dieci anni ci ha portato ad un punto in cui chiunque ha iniziato a realizzare quanto le donne avessero fatto nei quarant’anni precedenti. Ciò sta accadendo solamente ora e penso sia il motivo per cui così tante persone hanno trascurato l’idea di creare un libro del genere in precedenza. Se guardi a quante donne stanno spaccando ora, ce ne sono molte di più negli ultimi 5-10 anni che nei quarant’anni precedenti in termini di ingressi nelle classifiche, singoli e contratti con le major. Penso solamente che siano state trascurate.»

Speaking of the title of your book, I am really glad you didn’t use the expression “female rappers”. We stopped using words and expressions like this one because we think that when you use that type of expressions you create a different lane and put women into it. If we use a certain type of language, can we change the perception that our readers have of women in hip-hop?

Parlando del titolo, mi piace il fatto che tu non abbia usato l’espressione “female rappers“. Noi di Rapologia abbiamo smesso di usare parole del genere perché pensiamo che, quando usi questo tipo di espressioni, crei un settore differente per le donne. Se usiamo un certo tipo di linguaggio, possiamo cambiare la percezione che i nostri lettori hanno delle donne nell’hip-hop?

«I think so. There are some women in hip-hop who are very much into the “female MC” title but most are completely against it. If there’s a way to just consider them “rappers”, it would be ideal but I think of this moment, what’s started to happen, and I’m glad it kind of passed pretty quickly where women were getting lumped into their own category and it felt it was a subgenre of hip-hop. We had mumble rap or trap and it’s started to feel like we had mumble rap, trap and “women rap” and you still see that sometimes when you look on Spotify for playlists. I think it’s gonna take a while to get past that but I do believe that because women have been killing it so consistently over the last few years it’s becoming a lot harder to just keep putting them in a pile ‘cause a pile keeps getting bigger and bigger: now it’s unescapable and it was different when there was like four women. Now there are arguably more women on the charts than there are men. This is marking the turning point where when the headlines for the actual music are more about women than men there’s no way to possibly separate them.»

«Penso di sì. Ad alcune donne piace il titolo di “female MC”, ma la maggior parte di loro sono contrarie. Se ci fosse un modo di considerarle semplicemente “rapper”, sarebbe l’ideale ma penso a quel momento in cui le donne venivano ammassate nella loro categoria e sembravano una sottocategoria dell’hip-hop. Avevamo il mumble rap e la trap e sembrava che avessimo anche il “rap delle donne” e questo accade ancora qualche volta quando cerchi le playlist su Spotify. Ci vorrà un po’ per andare oltre, ma siccome le donne stanno spaccando costantemente negli ultimi anni, sarà sempre più difficile continuare a metterle in un mucchio perché il mucchio diventerà sempre più grande: ora è inevitabile ed era diverso quando c’erano solamente quattro donne. Attualmente, ce ne sono indiscutibilmente di più in classifica e quando le donne fanno notizia più degli uomini è impossibile separarle.»

Our website dedicates a lot of space to women. What can we – authors, writers or journalists like you – do in order to try, at least, to fight the sexism that has been running the music industry and especially the rap game?

Il nostro sito dedica molto spazio alle donne. Cosa possiamo fare noi autori, scrittori o giornalisti come te per tentare – almeno – di combattere il sessimo che domina l’industria musicale ed in particolare il mondo del rap?

«When it comes to reporting women in hip-hop, one thing to not do is drawing a comparison. If there’s a woman who’s super lyrical,  don’t say she is the next Lauryn Hill. If there’s a woman who’s super sexy, don’t say she’s the next Lil Kim. Say she’s herself, she stands alone, she’s an artist who may have had decades of inspirations but that doesn’t mean she has to necessarily be compared to someone else. That’s the biggest thing that creates a lot of problems when we talk about women in hip-hop. It always ends up being a thing where you are talking about an artist and you compare them to an other artist, then you say they are the next star and that suggests the artist before them has now run their course and that artist would be upset. No one ever says Kendrick Lamar is the next Jay-Z or that J. Cole is the next Nas. We need to give that same respect to women out there. They are not an extension of someone else, they are their own person. To draw a constant comparison is a detriment

«Quando si tratta di parlare di donne nell’hip-hop, la cosa da non fare è fare paragoni. Se una donna ha uno stile molto lirico, non dire che è la nuova Lauryn Hill. Se una donna è molto sexy, non dire che è la nuova Lil Kim. Di’ semplicemente che è lei stessa, è autonoma, è un’artista che può darsi abbia decadi di ispirazioni, ma ciò non significa che debba essere per forza paragonata a qualcun altro. Ciò è la questione principale quando parliamo di donne nell’hip-hop. Alla fine, ti ritrovi sempre in una situazione in cui parli di un artista, lo compari ad un altro, dici che è la nuova star e questo implica che l’artista precedente ha fatto il suo corso e questi potrebbe arrabbiarsi. Nessuno dice mai che Kendrick è il nuovo Jay-Z né che J. Cole è il nuovo Nas. Dobbiamo accordare lo stesso rispetto alle donne. Non sono un’estensione di altri, ma sono loro stesse. Ecco, tracciare paragoni è un danno.»

I listen to a lot of women but many men don’t listen to them because they think that women do music just for other women. Do you agree? Why are men so scared of saying that they listen to women?

Ascolto un sacco di donne, ma molti uomini non le ascoltano perché pensano che queste facciano musica solamente per altre donne. Sei d’accordo? Perché gli uomini hanno paura di dire che ascoltano le donne?

«There’s a story from years back when Lil Kim was just starting to rap and she was talking about hustling and street stuff. Biggie said to her “Hold on, no man wants to hear that. He wanna hear about sex.” That ultimately navigated what would become Lil Kim’s Hard Core . But Lil Kim is a brilliant lyricist, she’s a brilliant rapper. My dear friend Prodigy was sitting next to her while she was scribbling the Quiet Storm Remix: she wrote that, she didn’t have Biggie’s hand. After he passed, Kim was really in the driver seat for her lyrics. I think that Biggie’s argument was something that set a tone for women in hip-hop from that point on where if you are speaking about the things that guys speak about, guys don’t wanna hear coming from your mouth. Most men don’t wanna shout a woman’s body part out. They would much rather shout out a verb followed by a woman’s body part like how Lil Wayne does: what they would do to that body part. The more women have owned their bodies the less men wanna be in support of that. As body positivity started happening and a different way of expressing sex positivity, men don’t wanna have nothing to do with that. The other thing is you have a lot of male rappers who are so emotional on their music. Men will cry to a Drake song, but when a female rapper is emotional on her music, men are like “Nah”. I wanna say it’s preference but we know it’s just how it goes sometimes. I have seen more men now warming up to the idea of listening to women in hip-hop. As soon as women are proud to be women men don’t wanna hear

«C’è questa vecchia storia di quando Lil Kim aveva appena iniziato a rappare e parlava di roba da strada. Biggie le avrebbe detto “Aspetta un attimo! Nessun uomo vuole sentire questa roba. Vogliono sentirti parlare di sesso!” In definitiva questo ha portato ad Hard Core . Tuttavia, Lil Kim è una scrittrice fenomenale, una rapper fenomenale. Il mio caro amico Prodigy era seduto accanto a lei mentre scribacchiava il remix di Quiet Storm: lo ha scritto proprio lei, non era stata aiutata da Biggie. Dopo che Biggie è morto, Kim era la sola a decidere cosa scrivere. Penso che quanto detto da BIG abbia creato un precedente: gli uomini non vogliono sentire una donna parlare delle cose di cui loro stessi parlano. Molti uomini non vogliono urlare il nome di una parte del corpo femminile, ma preferiscono urlare un verbo seguito da quella parte proprio come Lil Wayne: preferiscono dire cosa farebbero a quella parte del corpo. A mano a mano che le donne hanno preso possesso dei loro corpi, gli uomini le hanno appoggiate sempre meno. Quando il messaggio del body positivity ha iniziato a diffondersi e con esso un diverso modo di esprimere la sessualità, gli uomini hanno preso le distanze. Dall’altro lato, ci sono un sacco di uomini che lanciano musica sentimentale. Gli uomini piangono con una canzone di Drake, ma quando una donna lancia una canzone sentimentale, gli uomini non la ascoltano. Voglio dire che si tratta di una questione di gusti, ma sappiamo come funziona. Ora, vedo molti più uomini abituarsi all’idea di ascoltare donne nell’hip-hop. Non appena le donne sono orgogliose di essere donne, gli uomini non ci stanno.»

Talking about the actual situation of the music industry, women are living a sort of second golden age. What has changed in the music business? Do we have to thank Nicki for that?

Parlando della situazione attuale dell’industria musicale, le donne stanno vivendo una specie di seconda età dell’oro. Cos’è cambiato nel music business? Dobbiamo ringraziare Nicki per questo?

«When most of the women in hip-hop during the ’90s started to blow up, a lot of them lost their shots once 1999 came around because of Napster . When the music industry started to go through this weird fase, the first artists they started to cut or put to the side were women because record labels decided that women cost too much money. Women took a hit and that hit really set the tone for the ten years between Napster and Nicki. People already had faith in artists like Kim, Trina and Missy who were still quite active. They knew they could put some money into them and get a return. But even Trina’s troubled. When it got to Nicki, the labels started to really decide they were gonna take the chance on Nicki: she became a gigantic pop star and she opened the lane for Cardi to have a chance, for Megan to have a chance. It was Nicki who put the financial faith back in female artists and in doing so allowed for a wider promotion, marketing, social media, fandom. She created this gigantic movement and she gave everyone the confidence to want to work with female artists again. If you really dig, women were consistent for those ten years but they didn’t get the proper shot to hit the next level and Nicki was able to open that door again and bring everybody with her. What we are really just witnessing is an extension of the repair that had to be done when record labels shut the doors on women in 1999

«Quando la maggior parte delle donne ha iniziato ad avere successo negli anni ’90, molte di loro hanno perso la loro occasione nel 1999 a causa di Napster . Quando l’industria ha iniziato ad attraversare questa strana fase, i primi artisti ad essere messi da parte erano le donne perché le etichette decisero che costavano troppo. Le donne hanno preso un brutto colpo e questo ha creato un precedente per il periodo tra il 1999 e l’arrivo di Nicki. Artisti come Kim, Trina o Missy avevano già la fiducia delle persone perché queste sapevano di poter investire i loro soldi su di loro e ottenere un guadagno. Tuttavia anche Trina ha avuto problemi. Con Nicki, le etichette hanno deciso di prendersi un rischio: Nicki è diventata una pop star di fama mondiale ed ha fatto sì che Cardi e Megan avessereo un’occasione. Fu Nicki a restituire la fiducia commerciale alle donne e, nel fare ciò, ha permesso loro di beneficiare di una promozione più ampia. Ha creato questo movimento enorme ed ha restituito a tutti la fiducia di voler lavorare nuovamente con le donne. Se cerchi con attenzione, le donne erano state costanti per i dieci anni precedenti, ma non avevano mai avuto la possibilità di raggiungere il livello successivo. Nicki è riuscito a riaprire quella porta e portare tutte con sé. Quello che stiamo vivendo ora è il rimedio al torto fatto dalle etichette quando sbatterono le porte in faccia alle donne nel 1999.»

When it comes to female feuds, I think medias and fans play a major role. Think about what happened between Nicki and Cardi. How can we prevent that from happening again? Is it possible to prevent that from happening again?

Quando si tratta di faide femminili, penso che media e fan giochino un ruolo fondamentale. Pensa a quel che è successo tra Nicki e Cardi. Possiamo impedire che accada di nuovo? È possibile impedirlo?

«It’s a good question. Maybe the artists could pick up the phone and call each other. There were a lot of forces that contributed to pit Nicki and Cardi against each other in the same way there were a lot of forces that pit Nicki and Kim against each other. I think there’s a responsability for the interviewers, for the fans, for everyone involved

«Bella domanda. Probabilmente, gli artisti dovrebbero prendere in mano il telefono e chiamarsi. Un sacco di fattori hanno messo Nicki e Cardi l’una contro l’altra come altrettante forze hanno messo Nicki e Kim l’una contro l’altra. Penso che la responsabilità sia di chi fa le interviste, dei fan, di chiunque venga coinvolto.»

A lot of women are dropping a new album in the next few months: Megan, Saweetie, Leikeli47 and the list goes on. What album are you looking forward to hearing?

Un sacco di donne lanceranno un album nei prossimi mesi: Megan, Saweetie, Leikeli47 e tante altre. Quale album non vedi l’ora di ascoltare?

«All of those but I am also looking forward to hearing Molly Brazy’s project. A couple of projects that are out right now are killing it: Now Or Never by Coi Lorey and Queen of da Souf by Mulatto. Kash Doll is working, Dreezy as well.»

«Tutte quanto, ma soprattutto l’album di Molly Brazy. Ci sono anche un paio di progetti freschi d’uscita che spaccano: Now Or Never di Coi Lorey e Queen of da Souf di Mulatto. Kash Doll sta lavorando a qualcosa di nuovo ed anche Dreezy.»

Let’s talk about what the future has in store for you. I know you are currently writing an Aaliyah’s biography and I saw you posted on IG something related to Annie’s Daughters Scholarship Fund.

Parliamo dei tuoi progetti futuri. So che stai lavorando ad una biografia di Aaliyah ed ho visto che su IG hai condiviso qualcosa sulla borsa di studio Annie’s Daughters.

«On top of that, I am also working with a division of Random House on oracle cards: each card is a women representative of hip-hop and has an inspirational message. Shout out to my friend and editor Porsha who’s at Random House! The Aaliyah book is a combination of biography of Aaliyah’s life but also her cultural impact and everything that happened after she died. Annie’s Daughters Scholarships Fund. I lost my mother Anna in the february of 2019 and, as an educator and college professor, she promoted literacy and education. What I wanted to do, first and foremost, was to create a space where I could continue her legacy. I have a school in New Jersey that is going to be named after my mother. I work with NYU as an alumna-in-residence and I wanted to find a way to take what I do and combine it with my mother’s legacy. So I am working with Yellowbrick and NYU to develope the Annie’s Daughters Scholarship. I will be issuing a scholarship to a bunch of young women who will be able to take music industry courses for free and give them a foundational knowledge (Editor’s Note: click HERE for more informations)

«In aggiunta, sto lavorando con una sezione di Random House ad un mazzo di tarocchi: ogni carta corrisponde ad una donna rappresentativa dell’hip-hop con un messaggio. Un saluto alla mia amica e redattrice Porsha che lavora alla Random House! Il libro è una combinazione tra una biografia di Aaliyah e del suo impatto culturale e di quanto accaduto dopo la sua morte. In merito alla borsa di studio, ho perso mia madre Anna nel febbraio del 2019 e lei, come educatrice e professoressa universitaria, ha sempre promosso l’educazione e la cultura. Quello che volevo fare, anzitutto, era creare uno spazio in cui potessi coltivare il lascito di mia madre. Una scuola del New Jersey, da dove viene la mia famiglia, porterà addirittura il suo nome. Io lavoro con la NYU come un’alumna-in-residence e volevo trovare un modo per combinare ciò che faccio con il lascito di mia madre. Così collaborerò con Yellowbrick e la NYU per dar vita alla borsa di studio Annie’s Daughters. Garantirò una borsa di studio ad alcune giovani donne che potranno frequentare corsi gratuiti sull’industria musicale ed acquisire così le conoscenze di base (visitate QUESTO SITO per maggiori informazioni, nda).»

THANK YOU KATHY!

Pensiamo che questa conversazione con Kathy Iandoli possa fornire a tutti noi diversi spunti di riflessione. In attesa del libro su Aaliyah – programmato per il 25 agosto 2021 – e del mazzo di tarocchi, diteci la vostra sul nostro scambio di idee con Kathy!

 

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